<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298</id><updated>2012-02-13T18:53:30.534+01:00</updated><title type='text'>Blog per i circoli della libertà</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>728</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-1806657272281285073</id><published>2012-02-13T18:53:00.000+01:00</published><updated>2012-02-13T18:53:04.482+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h2 class="entry-summary"&gt;Sarà una coincidenza, ma da quan­do c’è Monti i tg sono dei bolletti­ni sul maltempo. Con i tecnici al go­verno la politica cede il posto al me­teo. Marcello Veneziani&lt;/h2&gt;&lt;div class="hmedia border" id="media_1"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Come nei tg sovietici non ci sono più conflitti o notizie ma solo neve e soccorsi, mucche assiderate e impianti a gas, più marchettoni a Monti e al sistema montuoso (30 e loden).&lt;br /&gt;Prima della neve, c’erano solo navi e terremoti. Mezzo tg ogni giorno fa terrorismo atmosferico sulla tormenta che verrà e poi mostra paesini innevati e soccorsi anche banali: vedi perfino uno che porta la carta igienica alla casa innevata, il nonno al cellulare che rassicura i parenti, i giornalisti sanbernardo col collare audio.&lt;br /&gt;Col Frigor Montis scende un’onda di gelo sul Paese, divenuto nel frattempo con lui a nostra insaputa superpotenza mondiale. Il colorito paesaggio italiano sparisce e tutto assume la monotona uniformità del bianco governo dei tecnici. Ci siamo allineati agli standard nordeuropei sin nel barometro: si è ridotto lo spread tra il clima tedesco e il nostro.&lt;br /&gt;Chi muore per il gelo se lo merita, è uno sfigato. Ti congeli se stai fisso in un posto, senza mobilità. Ibernata la politica, il conflitto si sposta sulle previsioni del tempo e i partiti si dividono in moderati che sconsigliano di uscire ed estremisti che istigano all’uso di catene. I sindaci sono giudicati su base atmosferica, se sono da neve o da spiaggia, se sono insipidi o hanno sale in strada e si dividono in fattivi, piangenti, teatranti e dispersi, come nella ritirata di Russia. L’estate berlusconiana dista un’era geologica. (il Giornale)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-1806657272281285073?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/1806657272281285073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=1806657272281285073' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1806657272281285073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1806657272281285073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/02/sara-una-coincidenza-ma-da-quando-ce_13.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-4933276094658263100</id><published>2012-02-11T11:19:00.002+01:00</published><updated>2012-02-11T11:19:59.450+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h1 class="article_title"&gt;San Valentino &lt;/h1&gt;&lt;h2 class="article_summary"&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div id="boxBnrSemantic"&gt;&lt;script language="JavaScript" type="text/javascript"&gt;     OAS_RICH('VideoBox_180x150');     &lt;/script&gt;&lt;a href="http://adv.ilsole24ore.it/RealMedia/ads/click_lx.ads/www.ilfoglio.it/08/ros/620855075/VideoBox_180x150/default/empty.gif/6c7971464445356b3747304141754667" target="_top"&gt;&lt;img alt="" border="0" height="1px" src="http://adv.ilsole24ore.it/RealMedia/ads/Creatives/default/empty.gif" width="1px" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;img align="left" alt="" class="foto" height="270px" hspace="4" src="http://www.ilfoglio.it/media/uploads/2011/snoopy.jpg" vspace="4" width="238px" /&gt;– La festa degli innamorati è un’invenzione della lobby dei fiorai. Tuonare contro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Per i single il 14 febbraio è il giorno più doloroso dell’anno, dopo il Natale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– La sera di San Valentino è impossibile trovare un ristorante in centro. E se lo trovi e ci vai con un amico vi guardano e vi sorridono complici. Deprecarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– La cosa più dura da sopportare sono i servizi dei tg sulla festa degli innamorati. Trovarli persino più scarnanti di quelli sulla canicola estiva e sulla morsa del gelo. Convenirne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Dopo aver ricordato che San Valentino è il patrono di Terni, invitare provocatoriamente a immaginare una dichiarazione d’amore con spiccato accento umbro. In Umbria: evitare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Avere dato un nuovo significato all’espressione “Il massacro di San Valentino” il giorno che si è lasciata la fidanzata dimenticando fosse il 14 febbraio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Dire di usare da anni un servizio di sms con frasi d'amore già pronte suggerisce una scorza ruvida e irriverente sotto cui si cela un cuore tenero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– L'amore è sopravvalutato. Sostenere di averlo trovato scritto in un cioccolatino underground.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Attendere con ansia ogni anno il nuovo spot dei Baci Perugina. Insuperato quello per la nuova confezione con lo slogan dada “Tubiamo?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Non appena possibile citare “Innamoramento e amore” di Alberoni e parlarne male. Replicare stroncando anche “L’arte di amare” di Erich Fromm. Non è necessario averli letti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Nelle serie tv americane si capisce al primo episodio che i protagonisti si innamoreranno, ma raramente si baciano prima della terza stagione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Con tutto il rispetto per i Peanuts, l’uso di spedire Valentine stimola un'esagerata attitudine alla competizione negli adolescenti. Concionare contro la crudezza della società statunitense.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Ho capito di essere innamorato il giorno in cui, in un bar, sentendo suonare il telefono, ho gridato: “E’ per me!” (Dino Risi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Detestare tutte le feste comandate. Dire di fare regali al partner in qualunque giorno dell’anno, tranne che a San Valentino. (Vedi seguente)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Dimostra vigore speculativo sostenere che fare a tutti i costi gli originali, ignorando la festa degli innamorati, sia una forma di conformismo survoltata. Replicare che adottare questa logica è come fare un salto mortale da seduti e ritrovarsi nella posizione iniziale. Eventualmente arabescare varianti metaforiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Plaudire al sindaco di Verona che già anni fa ha concesso di scrivere messaggi d’amore sul muro sotto il balcone di Giulietta, in omaggio a una tradizione quasi secolare. Contestualmente scagliarsi contro quella stronzata dei lucchetti di Ponte Milvio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Chiedersi se qualcuno sia mai riuscito a fare colpo su una ragazza scrivendo sul muro a caratteri cubitali: “Cucciola 6 mia per sempre”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– L'amore è da reinventare, si sa. (Arthur Rimbaud) &lt;br /&gt;&lt;div class="copyright"&gt;© - FOGLIO QUOTIDIANO&lt;/div&gt;&lt;div class="signature"&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/redazione/179"&gt;di Andrea Ballarini&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-4933276094658263100?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/4933276094658263100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=4933276094658263100' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4933276094658263100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4933276094658263100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/02/san-valentino-oasrichvideobox180x150-la.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-7090696813415846216</id><published>2012-02-07T18:33:00.000+01:00</published><updated>2012-02-07T18:33:41.918+01:00</updated><title type='text'>Sulle coppie di fatto Bologna dimostra che l'ideologia non muore mai. Giovanni Mulazzini</title><content type='html'>&lt;span class="date-2"&gt;7 Febbraio 2012&lt;/span&gt; &lt;span class="clear-block"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="field field-type-mlcreference field-field-ml-content"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;&lt;div class="ml-preview ml-remote-image" ml="[ml:113406:preview]"&gt;&lt;div class="emfield-image emfield-image-preview"&gt;&lt;img alt="" src="http://www.loccidentale.it/files/imagecache/preview/extProvider/zzz_custom/aHR0cDovL3d3dy5ibG9nc2ljaWxpYS5pdC93cC1jb250ZW50L3VwbG9hZHMvY29wcGllLWRpLWZhdHRvMS5qcGc" title="" width="140px" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;!-- insert-label --&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="field field-type-text field-field-body"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;Nel 1999 a Bologna fu istituito il registro comunale delle coppie di fatto, che avrebbe dovuto riconoscere un nuovo modello di famiglia alternativo a quella tradizionale, la "famiglia affettiva", all'interno della quale sarebbero stati compresi anche coppie di fatto dello stesso sesso.&lt;br /&gt;L'opposizione allora segnalò il totale disappunto e l'assoluta perplessità per questa decisione del Sindaco, Walter Vitali (oggi Senatore PD) e della Giunta comunale di allora. Fu detto che il registro rappresentava una scelta di libertà, rispetto e di civiltà che risponde alle esigenze di una parte significativa della cittadinanza bolognese, mentre chi osava dichiararsi contrario all'istituzione del registro delle coppie di fatto esprimeva una concezione medievale propria dell'integralismo cattolico oscurantista.&lt;br /&gt;A distanza di oltre dieci anni, un giovane Consigliere comunale Pdl, Valentina Castaldini si è presa la briga di verificare quali siano stati effettivamente i risultati e quale sia stato realmente l'utilizzo di questo strumento giuridico, il registro delle coppie di fatto. Il risultato è stato infatti drammaticamente eloquente e rivelativo del tasso di ideologia che domina in questa città che da oltre cinquant'anni è stata amministrata dal Pci, Pds, Ds e quindi Pd. Dal 1999, anno in cui fu istituito il registro delle coppie di fatto, nessuno ha presentato richiesta di iscrizione, quindi zero richieste.&lt;br /&gt;Infatti, sebbene, come recita il sito web del Comune di Bologna "l’attestato serva a dimostrare che persone non legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione o tutela, co-abitanti nella stessa unità immobiliare del Comune di Bologna, costituiscano un unico nucleo familiare in ragione dell’esistenza di vincoli affettivi", nella realtà, nessuno è arrivato a presentare domanda per accedere al registro. L'esito di tale decisione risulta pertanto ascrivibile ad un approccio ideologico, che non risponde in alcun modo alle esigenze non solo dei comuni cittadini, ma nemmeno ai destinatari del provvedimento, le coppie di fatto così come risulta dalla totale assenza di richieste.&lt;br /&gt;Rimane pertanto oltre all'aspetto ideologico dell'operazione, soltanto la volonta' di accattivarsi il consenso di alcune parti della cittadinanza bolognese in chiave di consenso elettorale, perdendo di vista il concetto di bene comune della città nel suo complesso e di politica in onda con le richieste dei cittadini. Il capogruppo Pd in Comune, Lo Giudice, ha rivendicato comunque il valore simbolico del registro delle coppie di fatto in assenza di una legge nazionale che disciplina la materia, segnalando la condizione di svantaggio fiscale cui sono sottoposte le coppie di fatto rispetto alle famiglie.&lt;br /&gt;Qualche giorno fa in una conferenza stampa il Sindaco Virginio Merola e gli assessori competenti hanno manifestato di rivedere il sistema ISEE per l'accesso ai servizi pubblici, in quanto l'attuale sistema risulterebbe fortemente iniquo verso la famiglia fondata sul matrimonio a vantaggio delle coppie di fatto, le quali legalmente assumendo una residenza differente dal convivente non sono tenuti a sommare i rispettivi redditi e quindi vengono di fatto privilegiati alla famiglia, che invece è tenuta a sommare i redditi nell'accesso ai servizi. Attendiamo soluzioni efficaci in tempi rapidi su questo tema che rappresenta una reale esigenza per i cittadini bolognesi, a differenza del registro delle coppie di fatto. Il tempo, come si è visto, alla lunga penalizza chi intraprende battaglie ideologiche per lucrare consenso elettorale.(L'Occidentale)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-7090696813415846216?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/7090696813415846216/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=7090696813415846216' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7090696813415846216'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7090696813415846216'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/02/sulle-coppie-di-fatto-bologna-dimostra.html' title='Sulle coppie di fatto Bologna dimostra che l&apos;ideologia non muore mai. Giovanni Mulazzini'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-3852813098707660732</id><published>2012-02-04T17:43:00.000+01:00</published><updated>2012-02-04T17:43:09.300+01:00</updated><title type='text'>Abbasso l'operaio, viva Castelli!  Pietro Maggi</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2012/02/operaio.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-full wp-image-27839" height="194px" src="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2012/02/operaio.jpg" title="operaio" width="259px" /&gt;&lt;/a&gt;Non ho l’abitudine di guardare Santoro, in qualsiasi programma o palinsesto o media si trovi. Ma, purtroppo, delle volte quello che succede nei suoi programmi diventa la “notizia” e quindi ho guardato l’immondo filmato in cui un operaio sardo, protetto dal suo essere “giusto” a prescindere in quanto vittima autonominata, ha pensato bene che fosse normale, civile, maturo mandare a quel paese un altro cristiano (leghista, ex-ministro, non certo da me stimato, ma non fa differenza).&lt;br /&gt;Non solo: lo stesso figuro l’ho rivisto da Lucia Annunziata. In uno studio televisivo, quindi, e non in Sardegna fuori da una fabbrica o miniera. E di domenica nel primo pomeriggio. Il simpatico era travestito da OperaioIncazzato. Travestito, con tanto di tuta, elmetto e bandiera sarda sotto l’elmetto. Immagino sia arrivato in studio vestito come una persona normale e &amp;nbsp;avesse gli abiti di scena in valigia. E lo stesso figuro ha detto di essere incazzato perchè&amp;nbsp;è da tre anni in cassa integrazione. Ah! Lui è incazzato? In pratica lo Stato (i contribuenti, quindi anche io) paghiamo una somma mensile perchè possa mantenere un posto di lavoro che non esiste più. Non c’è! Sarà colpa delle multinazionali, di Monti, di Berlusconi, dell’Atalanta, di Pippo Baudo, ma non c’è più.&lt;br /&gt;Questo figuro è l’emblema dell’Italia da lasciarci alle spalle: pauperista, invidiosa e livorosa verso chi sta meglio ma senza fare&amp;nbsp;nulla per migliorarsi (chessò: in tre anni di nullafacenza parzialmente retribuita, fare un corso di perfezionamento? cercare altro lavoro altrove?), vittimista, sempre pronta a dipingere l’altro come il cattivo e se stesso come l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. Castelli non è un mio idolo, ma questo figuro è la mia nemesi. (The FrontPage)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-3852813098707660732?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/3852813098707660732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=3852813098707660732' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/3852813098707660732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/3852813098707660732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/02/abbasso-loperaio-viva-castelli-pietro.html' title='Abbasso l&apos;operaio, viva Castelli!  Pietro Maggi'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-6300418137316265147</id><published>2012-02-04T12:18:00.001+01:00</published><updated>2012-02-04T12:19:50.877+01:00</updated><title type='text'>Quelle sul riscaldamento globale erano solo "great balls of fire" .  Ronin</title><content type='html'>&lt;span class="date-2"&gt;1 Febbraio 2012&lt;/span&gt; &lt;span class="clear-block"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="field field-type-mlcreference field-field-ml-content"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd" jquery1328354068080="24"&gt;&lt;div class="ml-preview ml-local-image" jquery1328354068080="22" lasteventtimer="30339" ml="[ml:113286:preview]"&gt;&lt;span altezza="33" class="didascalia overlay" jquery1328354068080="25" oldblock="inline" style="display: block; filter: alpha(opacity=80); height: 1px; left: 468px; overflow: hidden; position: absolute; top: 325px; width: 140px; z-index: 10; zoom: 1;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;img alt="global-warming-gore-fire.jpg" jquery1328354068080="23" src="http://www.loccidentale.it/files/imagecache/preview/files/global-warming-gore-fire_1.jpg" title="global-warming-gore-fire.jpg" /&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class="field field-type-text field-field-didascalia-0"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;Un fotomontaggio che irride Al Gore&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="field field-type-text field-field-body"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;Nel 2009, prima del Vertice di Copenaghen, un hacker pubblica informazioni riservate in un server russo: si tratta di uno scambio di email tra scienziati inglesi e americani che lavorano per l'IPCC (&lt;em&gt;Intergovernmental Panel of Climate Change&lt;/em&gt;), l'ente delle Nazioni Unite che studia il cambiamento climatico. I guru del "riscaldamento globale" vengono smascherati: dati opinabili, pressioni e ostracismo esercitati contro gli scienziati che non si piegano al pensiero unico, un atteggiamento che scredita gravemente l'immagine del panel e degli istituti collegati, tra cui la &lt;em&gt;Climatic Research Unit&lt;/em&gt; della Università della East Anglia.&lt;br /&gt;Nello stesso anno, una ricerca apparsa su Nature Geoscience evidenzia che il "global warming" non è legato solo alle emissioni inquinanti antropiche ma anche ad altri fattori, come la radianza solare e le maree degli oceani. Il &lt;em&gt;Met Office's Hadley Centre&lt;/em&gt; respinge al mittente ogni dubbio spiegando che i modelli previsionali usati nelle ricerche sul clima tengono in considerazione la radianza e le maree, ma che la colpa del fenomeno è prevalentemente legata all'inquinamento terrestre (tesi sostenuta ancora oggi).&lt;br /&gt;Ma la scorsa settimana, senza le fanfare mediatiche del passato, il Met e la Climatic Research Unit hanno fatto sapere che il Pianeta Terra NON si è riscaldato negli ultimi 15 anni, sulla base dei dati raccolti da 30.000 stazioni di rilevamento climatico.&amp;nbsp;Al contrario, rischiamo di avviarci verso una "mini ice age", un raffreddamento globale paragonabile (in difetto) a quello che nel 1648 provocò la gelata del Tamigi e dei canali di Amsterdam. Il futuro (prossimo) sarà più freddo. Ancora nel 2008, gli esperti del Met sostenevano che il periodo compreso tra il 2009 e il 2014 avrebbe raggiunto temperature calde da record.&lt;br /&gt;Nonostante queste contraddizioni, i difensori del global warming continuano ad accreditarsi spiegando che il global warming è un fenomeno di lunghissimo periodo (l'inquinamento frutto del progresso umano in realtà non è poi così antico), e che cicli di raffreddamento nel contesto di un più generale riscaldamento del pianeta sono già stati registrati in passato. I ghiacciai himalayani però dovevano sciogliersi, mentre sono ancora al loro posto. Negli ultimi due anni la temperatura è scesa da 14,40 gradi celsius a 14,30.&lt;br /&gt;Sul clima servirebbero più laicità e meno guerre di religione (la ritrita polemica fra pro-global warming e presunti "negazionisti"). I modelli di previsione sono semplici proiezioni, utili ma non un vangelo. Per approcciarsi a tematiche del genere occorre al contrario una certa dose di incertezza, quel grado di "oscurità" senza la quale, secondo Thomas Kuhn, non si può comprendere la scienza. Purtroppo il blocco che va dall'ICCP alle Nazioni Unite, da Al Gore al WWF, passando per l'Unione Europea (e i suoi fantasiosi obiettivi come il "20-20-20"), di dubbi non ne ha. Viene da chiedersi allora in base a quali interessi, che di scientifico hanno davvero poco, sia lecito legittimare ancora il paradigma scientifico vigente. (L'Occidentale)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-6300418137316265147?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/6300418137316265147/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=6300418137316265147' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6300418137316265147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6300418137316265147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/02/winter-is-coming.html' title='Quelle sul riscaldamento globale erano solo &quot;great balls of fire&quot; .  Ronin'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-5175125383312023522</id><published>2012-01-24T17:39:00.000+01:00</published><updated>2012-01-24T17:39:27.626+01:00</updated><title type='text'>Il battesimo del vescovo Monti.  Arturo Diaconale</title><content type='html'>Ego te baptizo piscem. Gli antichi vescovi usavano questa formula per trasformare la carne in pesce e consentire ai propri fedeli di rispettare la regola di mangiare di magro di venerdì anche quando non c'era pescato da consumare. I buoni cristiani sapevano bene che la carne battezzata pesce rimaneva carne.&lt;br /&gt;Ma si fidavano dell'autorità dei vescovi che trasformava una bugia in verità incontestabile. Il governo di Mario Monti si comporta come i vescovi medioevali. Usa la sua autorità per spacciare un atto di puro e semplice dirigismo per un atto di liberalizzazione. E sfrutta la circostanza che le forze politiche della propria maggioranza non hanno alcuna intenzione e possibilità di interrompere la sua esperienza alla guida del paese, per spacciare come salvifici e soprattutto liberali atti che non sono né l'uno né, tanto meno, l'altro.&lt;br /&gt;Perché Monti faccia il vescovo d'altri tempi è fin troppo comprensibile. Il governo tecnico non ha grandi margini di manovra. Essendo d'emergenza e destinato ad avere vita breve per la sua stessa natura, non è in grado di rassicurare i mercati. Pur avendo come presidente del Consiglio un personaggio autorevole come Monti, ha alle spalle un paese privo di peso nel contesto europeo dove si gioca la sorte dell'euro e la speranza di uscire dalla crisi.&lt;br /&gt;Sul piano interno, poi, sa bene di camminare su un terreno scivoloso ed in discesa. Il massimo del consenso popolare l'ha raggiunto al momento del suo insediamento. E d'ora in avanti ogni sua decisione destinata ad incidere in qualche modo sugli interessi reali delle singole forze politiche e sociali non può che provocare la progressiva riduzione della quota di consenso.&lt;br /&gt;Per il governo, dunque, il battesimo che trasforma il dirigismo in liberalizzazione è una sorta di scelta obbligata. Che serve a poco ed a nulla sul piano pratico e concreto. Non sarà qualche centinaio di taxi, farmacie ed edicole in più a rivoluzionare la società italiana.&lt;br /&gt;Ma che consente ad un esecutivo di burocrati privilegiati di nobilitare i propri atti e comportamenti con una qualche copertura culturale di vaga ed apparente forma liberale. Si può emettere un decreto legge di liberalizzazione pretendendo che il Parlamento lo accolga senza modifiche e discussione di sorta? Che liberalizzazione può essere quella che fissa quote di mercato, rigidità di comportamenti, obblighi e doveri per i cittadini senza riconoscere loro la libertà di non avere dall'alto imposizioni frutto di criteri oscuri e scelti in maniera autoritaria ? Ma, soprattutto, che razza di liberalizzazioni sono quelli che per diventare operative hanno bisogno non di smantellare strutture burocratiche pesanti e costose ma di mettere in piedi nuovi e più giganteschi organismi fatti di pletore di burocrati che aumentano il carico ed i costi della burocrazia pubblica? Per capire come il governo Monti stia spacciando per pesce liberalizzato della carne rigorosamente dirigista basta riflettere sul fatto che mentre si chiede a tassisti, farmacisti, edicolanti, professionisti di rinunciare a qualche privilegio di categoria, si crea una super-authority delle reti che dovrà inglobare quella dell'energia e darà vita ad un ennesimo carrozzone a beneficio della casta di burocrati privilegiati che la dovranno occupare e gestire.&lt;br /&gt;Ma si può con la mano destra "liberare" i cittadini dal peso della ridotta concorrenza esistente all'interno di alcune categorie ed appesantire gli stessi cittadini dell'ennesima escrescenza burocratica destinata ad avere, come tutte le altre del suo genere, costi eccessivi e totalmente ingiustificati? Si dirà che non è una Authority in più o una in meno a risolvere i problemi del paese.&lt;br /&gt;Il ché è vero così come non è imponendo sacrifici particolari a categorie marginali che si ottiene lo stesso risultato. Ma spacciare per liberalizzazione il più evidente dirigismo è un atto particolarmente inquietante. Dimostra che il governo tecnico non è solo modesto e limitato ma è solo la riedizione in peggio dei tanti governi dirigisti che si sono succeduti in Italia per tanti decenni.&lt;br /&gt;Con i risultati disastrosi sotto gli occhi di tutti! (l'Opinione)&lt;!--   &lt;div id="fotogallery"&gt;             &lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-5175125383312023522?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/5175125383312023522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=5175125383312023522' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5175125383312023522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5175125383312023522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/01/il-battesimo-del-vescovo-monti-arturo.html' title='Il battesimo del vescovo Monti.  Arturo Diaconale'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-115175802640360741</id><published>2012-01-16T17:24:00.001+01:00</published><updated>2012-01-16T17:25:24.343+01:00</updated><title type='text'>Se il governo dei prof si fa illudere dalle idee di sinistra.  Claudio Romiti</title><content type='html'>&lt;div id="titolo_notizia_aperta"&gt;Molti liberali di questo disgraziato Paese devono essere letteralmente rimasti scioccati dalle continue perorazioni dell'attuale premier in favore di un sistema fiscale che oramai estorce ben oltre metà della ricchezza nazionale. Personalmente, pur avendo in passato nutrito una certa diffidenza per alcune posizioni, a mio avviso, eccessivamente astratte del professor Monti, non credevo che costui in termini di tasse avrebbe fatto proprie, una volta entrato nella stanza dei bottoni tutte quelle pericolose illusioni ottiche della sinistra più retriva.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In particolare, il capo del governo ha rispolverato l'esortazione dalemiana a pagare tutti per pagare meno, il falso sillogismo secondo il quale più si versa nelle casse dell'erario e più migliorano i servizi offerti dalla mano pubblica e l'idea sballata, forse l'aberrazione più grave per un liberale, secondo la quale se si colpisce a tappeto l'evasione, nell'ambito di un sistema connotato da una fiscalità elevatissima, il gettito aumenta in modo proporzionale al maggior imponibile fatto emergere.&lt;br /&gt;In realtà, al di là della mera propaganda politica, l'esperienza ci dice che nessuna di queste tre proposizioni possiede un briciolo di verità, soprattutto se confrontata con gli andamenti storici della nostra finanza pubblica. In primis, negli ultimi decenni le entrate fiscali sono cresciute regolarmente senza soluzione di continuità -pensiamo che negli anni sessanta, in pieno boom economico, lo Stato esercitava un prelievo percentalmente dimezzato rispetto ad oggi - eppure ciò non ha prodotto un alleggerimento dei ceti maggiormente gravati dalla pressione fiscale.&lt;br /&gt;L'unico effetto che l'aumento del prelievo medesimo ha prodotto è stato quello di aver fatto lievitare in modo incontrollato la spesa pubblica. Per quanto riguarda, invece, il secondo punto, come giustamente ha sottolineato Oscar Giannino in una recente puntata di "Matrix", i cittadini italiani non si bevono più la panzana di una correlazione perfetta tra somme versate e benefici pubblici ricevuti.&lt;br /&gt;Quest'ultimi capiscono fin troppo bene che buona parte dei quattrini rastrellati dall'erario finiscono per alimentare una serie infinita di greppie burocratiche e di carrozzoni improduttivi i quali, soprattutto da noi, rappresentano un ambito posto al sole per molti parassiti protetti da una politica compiacente.&lt;br /&gt;Infine, in merito alla lotta all'evasione, questione più etica che economica, appare piuttosto grave per un illustre accademico non capire che i suoi eventuali effetti sul gettito complessivo non possono basarsi sui classici conti della serva, come si suol dire. Infatti, quando i vari teorici dello Stato massimo, nelle cui file si è arruolato anche il buon Monti, calcolano le eventuali somme derivanti dalle teorica possibilità di colpire l'intero imponibile sommerso, sommano poi le stesse a quanto la mano pubblica già preleva.&lt;br /&gt;Ma le cose non stanno affatto in questi termini. Infatti, anche se ciò viene spesso sottaciuto, anche i cosiddetti evasori pagano il loro carico di tributi, magari sotto forma di imposte indirette e di altri balzelli più o meno occulti. E le pagano eventualmente ultilizzando proprio quelle somme che in qualche modo sono riuscite ad occultare al fisco rapace in prima battuta.&lt;br /&gt;Questo avviene perchè nel nostro sistema la mano pubblica possiede una vasta gamma di griglie di lettura per colpire innumerevoli volte ogni aumento e/o passaggio di ricchezza. Ciò comporta però, ed in questo sta l'idiozia di chi vorrebbe sommare i proventi della lotta all'evasione al gettito ufficiale, il fatto che se colpisce la medesima ricchezza a monte con aliquote eccessive si perde l'effetto moltiplicatore che la medesima evasione determina restando nel ciclo economico.&lt;br /&gt;In altre parole, abbattere del tutto la cassa di compensazione del sommerso non può che produrre una ulteriore diminuzione dell'attività economica in generale, con le inevitabile conseguenze sul piano delle entrate pubbliche. Insomma, per concludere, l'unica strada per aiutare il sistema a crescere, migliorando il bilancio pubblico, è quella che conduce ad una sostanziale taglio della spesa pubblica corrente e, di conseguenza, ad un pari abbattimento della pressione fiscale.&lt;br /&gt;Una strada, occorre dolorosamente ammetterlo, assolutamente sconosciuta agli accademici al potere. Per questi celebrati professori l'idea di pagare meno per convincere tutti a pagare somme ragionevoli non sembra passare nemmeno per l'anticamera del cervello.(l'Occidentale)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-115175802640360741?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/115175802640360741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=115175802640360741' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/115175802640360741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/115175802640360741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/01/se-il-governo-dei-prof-si-fa-illudere.html' title='Se il governo dei prof si fa illudere dalle idee di sinistra.  Claudio Romiti'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-4576920950554840935</id><published>2012-01-10T18:18:00.000+01:00</published><updated>2012-01-10T18:18:51.034+01:00</updated><title type='text'>Se il pericolo è l'arroganza.  Arturo Diaconale</title><content type='html'>&lt;div id="navigazione_argomento"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div id="testo_articolo"&gt;&lt;div id="img_notizia_aperta"&gt;&lt;img align="absBottom" src="http://www.opinione.it/img_naz/105963_250_250.jpg" width="250px" /&gt;&lt;/div&gt;Mario Monti è convinto che in due mesi di attività il suo governo sia riuscito a riparare i guasti provocati da trent'anni di errori compiuti da tutti i governi che lo hanno preceduto. E, soprattutto, abbia saputo far recuperare all'Italia quella credibilità europea ed internazionale che aveva perso fin dai tempi della Prima Repubblica.&lt;br /&gt;Purtroppo non è proprio così. L'unico recupero tangibile effettuato da Monti è l'arroganza professorale che aveva prima di entrare a Palazzo Chigi e che nelle prime settimane di attività da Capo del Governo era stata comprensibilmente soffocata e nascosta dalla umana titubanza nel ritrovarsi alla guida del paese per grazia presidenziale ricevuta.&lt;br /&gt;Per il resto lo spread alto indica che la strada verso il pieno ritorno della credibilità internazionale è ancora molto lunga. Che l'azione di risanamento è appena agli inizi. E, soprattutto, che l'arroganza professorale recuperata da Monti e dall'intero suo governo grazie alla delega in bianco data loro da forze politiche delegittimate da anni di campagne mediatiche squalificanti, rischia di diventare il principale ostacolo all'azione dell'esecutivo tecnico.&lt;br /&gt;In attesa che i partiti tornino ad avere un minimo di iniziativa politica, in sostanza, il vero pericolo per Monti viene da Monti stesso. Cioè viene da quella singolare presunzione di infallibilità manifestata quotidianamente dal Presidente del Consiglio - professore e dai suoi ministri che porta il governo a sopravvalutare sempre e comunque il valore ed il significato tecnico immediato dei propri atti senza minimamente considerare le consegue politiche e sociali che tali atti possono produrre sulla società italiana.&lt;br /&gt;Il blitz dell'Agenzia delle Entrate di Cortina è un classico esempio di questo errore di presunzione. Monti ha difeso a spada tratta il rastrellamento di presunti evasori effettuato durante le vacanze natalizie nella valle ampezzana all'insegna della sacralità della lotta all'evasione.&lt;br /&gt;Il ché è formalmente e tecnicamente giusto. Ma non ha calcolato gli effetti a breve ed a medio termine di una operazione che non puntava a scoprire cinquanta o cento evasori ma a lanciare all'intero ceto medio italiano l'ammonimento che la musica è cambiata e che è arrivata l'era della severità fiscale.&lt;br /&gt;Il blitz cortinese ha prodotto il sostanziale fallimento dei saldi d'inizio d'anno. Il suo messaggio didattico è stato interpretato come una minaccia non nei confronti degli evasori ma di tutti i cittadini. Chi osa più, se non i ricchi stranieri, entrare nei negozi di qualità e ad alto prezzo? Chi mette piede senza un briciolo di timore negli alberghi a cinque od a quattro stelle? Chi si azzarda ad entrare in una agenzia di viaggi per programmare una settimana o più di vacanza oltre il perimetro cittadino? E chi si avvicina a cuor leggero ad un qualche autosalone per ammirare una qualche vettura di grande cilindrata divenuta ormai, grazie alla solerte azione di tecnici in preda alla sindrome dell'infallibilità, il simbolo del male e del vizio italici? Un conto, allora, è fare la lotta all'evasione.&lt;br /&gt;Un conto è invece fare la stessa lotta in maniera arrogante, sbagliata e controproducente. Lo stesso vale per le tanto strombazzate liberalizzazione. Che se venissero effettuate con la solita presunzione di infallibilità potrebbero tradursi in un nuovo messaggio terroristico nei confronti di alcune categorie di cittadini.&lt;br /&gt;L'idea di moltiplicare i posti di lavoro aumentando il numero delle licenze dei taxi, consentendo ai parafarmacisti di aprire i loro negozi, eliminando la tariffe professionali degli avvocati o allargando agli impiegati comunali le prerogative dei notai è, in se, sacrosanta. Ma va realizzata con accortezza.&lt;br /&gt;Evitando che le liberalizzazioni smantellino le sicurezze di alcune categorie moltiplicando non il lavoro e la ricchezza ma la precarietà e la povertà. Monti, in sostanza, deve guardarsi dalla propria arroganza. E le forze politiche dovrebbero aiutarlo ad essere più umile ed attento.&lt;br /&gt;Per il suo ed il loro bene! (L'Opinione)&lt;br /&gt;&lt;!--   &lt;div id="fotogallery"&gt;             &lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;--&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-4576920950554840935?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/4576920950554840935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=4576920950554840935' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4576920950554840935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4576920950554840935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/01/se-il-pericolo-e-larroganza-arturo.html' title='Se il pericolo è l&apos;arroganza.  Arturo Diaconale'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-5468666187095032021</id><published>2012-01-10T18:06:00.001+01:00</published><updated>2012-01-10T18:06:19.403+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h1 class="article_title"&gt;10 gennaio 2012 &lt;/h1&gt;&lt;h2 class="article_summary"&gt;&lt;/h2&gt;Consapevole come sono di indulgere troppo sul personale, vi racconto lo stesso questa perché Franca sta attraversando un periodo di forma smagliante. E’ superattiva, organizza la casa, ha organizzato il Natale, i regali, disfatto l’albero, sta già programmando la Pasqua, paga le bollette, telefona a tutti e ieri mi fa: finite le feste, adesso dobbiamo razionalizzare i conticini in banca, chiamare il geometra per i lavoretti in campagna, prendere anche noi un iPad, perché basta con questa caterva di soldi per i quotidiani, trovare un bravo dentista convenzionato, dal momento che l’Inpgi non rimborsa più un accidente, bisogna cambiare il contratto con Tim, ricontrattare il mutuo, eliminare un paio di carte di credito completamente inutili e varare finalmente quel contratto di lungo noleggio per la macchina di cui tu parli sempre senza farlo mai. “Ma tu sei la mia Passera!”, le ho detto. Si è offesa.&lt;br /&gt;&lt;div class="copyright"&gt;© - FOGLIO QUOTIDIANO&lt;/div&gt;&lt;div class="signature"&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/redazione/47"&gt;di Andrea Marcenaro&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-5468666187095032021?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/5468666187095032021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=5468666187095032021' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5468666187095032021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5468666187095032021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/01/10-gennaio-2012-consapevole-come-sono.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-5809159021463051266</id><published>2012-01-06T11:10:00.000+01:00</published><updated>2012-01-06T11:10:24.204+01:00</updated><title type='text'>Equitalia, un problema economico e politico.  Raimondo Cubeddu</title><content type='html'>&lt;span class="clear-block"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="field field-type-text field-field-body"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;Che la doverosa necessità della lotta all'evasione potesse dar vita ad una legislazione vessatoria nei confronti di chi al fisco ed alle sue scadenze non può sfuggire era un pericolo al quale era possibile sottrarsi. Tuttavia, per quanto non fosse difficile da prevedere, che la miscela tra il pagare subito quanto richiesto da Equitalia, l'attesa di rimborsi da parte dello stato e le lungaggini che ormai caratterizzano ogni rapporto con l'amministrazione pubblica, avrebbe potuto avere effetti 'esplosivi', lo si è trascurato. E ad allarmare non dovrebbero essere soltanto quei pacchi bomba inviati a dipendenti di Equitalia (che purtroppo fanno tornare alla mente i tempi in cui quello di riscuotere le tasse era un mestiere pericoloso), ma anche il numero di imprenditori che si son tolti la vita e che sono falliti perché lo stato pretende subito i crediti ma trascura di pagare i debiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ulteriore errore, in questo difficile momento, sarebbe di ridurre quello che è un problema politico-economico ad un problema di criminalità. Di fatto ci si trova di fronte ad una situazione di crisi politica, sociale ed economica in cui l'aumento della già alta fiscalità si sta aggiungendo a quelle altre tasse che sono l'inefficienza della burocrazia e la lentezza della giustizia amministrativa e civile. Le responsabilità non sono ovviamente del governo Monti, ma il rapporto di reciproca fiducia tra individui e stato, fondamento di uno stato di diritto e di ogni progresso economico e sociale, deve essere ristabilito quanto prima. Con misure politiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi problemi di politica interna si aggiungono al delicato rapporto coi sindacati, coi partiti che sostengono il Governo e al fatto che per smentire definitivamente la voce di essere stato voluto dalla Merkel, Monti dovrebbe avere un atteggiamento politicamente più trasparente riguardo alle trattative sulla progettazione e realizzazione della riforma dell'Ue con le quali si gioca il futuro dell'Italia. L'errore maggiore potrebbe così rivelarsi quello di sottovalutare le motivazioni del disagio sociale, l'influenza su di esso dell'inefficienza della macchina pubblica e di pensare che sia i problemi interni sia quelli internazionali possano essere affrontati anche senza un ampio dibattito che deve aver sede anzitutto in Parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di ridisegnare, in fretta ma bene, tanto il rapporto tra individuo e stato, quanto quello tra Italia ed Ue. E bisogna iniziare a farlo tenendo presente che sono due problemi che non possono essere separati e che occorre evitare che la sfiducia nei confronti dei politici si trasformi in sfiducia nei confronti dello stato. (Unione Sarda)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-5809159021463051266?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/5809159021463051266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=5809159021463051266' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5809159021463051266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5809159021463051266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/01/equitalia-un-problema-economico-e.html' title='Equitalia, un problema economico e politico.  Raimondo Cubeddu'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-3361861625970963231</id><published>2012-01-03T17:22:00.000+01:00</published><updated>2012-01-03T17:22:35.429+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;table class="contentpaneopen"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="contentheading" width="100%"&gt;Una voce fuori dal coro &lt;/td&gt;&lt;td align="right" class="buttonheading" width="100%"&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.com/index2.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=33611&amp;amp;pop=1&amp;amp;page=0" target="_blank" title="Stampa"&gt;&lt;img align="middle" alt="Stampa" border="0" name="Stampa" src="http://www.legnostorto.com/images/M_images/printButton.png" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/td&gt;&lt;td align="right" class="buttonheading" width="100%"&gt;&lt;a href="http://www.legnostorto.com/index2.php?option=com_content&amp;amp;task=emailform&amp;amp;id=33611&amp;amp;itemid=99999999" target="_blank" title="E-mail"&gt;&lt;img align="middle" alt="E-mail" border="0" name="E-mail" src="http://www.legnostorto.com/images/M_images/emailButton.png" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;table class="contentpaneopen"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="left" colspan="2" valign="top" width="70%"&gt;&lt;span class="small"&gt;&lt;span style="color: #777777; font-size: x-small;"&gt;Scritto da Lorenzo Matteoli &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="createdate" colspan="2" valign="top"&gt;lunedì 02 gennaio 2012 &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;!--td valign="top" colspan="2" rem LEGNO--&gt;&lt;td class="tdcontent" colspan="2" valign="top"&gt;&lt;!--add LEGNO--&gt;&lt;div align="center" class="mosimage" style="float: left; width: 240px;"&gt;&lt;img alt="Image" border="0" height="184px" src="http://www.legnostorto.com/images/stories/Marco11/ricolfi.gif" title="Image" width="240px" /&gt; &lt;div align="left" class="mosimage_caption" style="text-align: left;"&gt;Luca Ricolfi&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;Nella corale agiografia montiana che appesantisce la stampa italiana &lt;em&gt;La Stampa&lt;/em&gt; di Torino, in una curiosa e significativa antitesi, pubblica un fondo di Luca Ricolfi dal titolo &lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;amp;ID_articolo=9600"&gt;Come ragiona la mente dei mercati&lt;/a&gt; che pone tre domande alle quali l’autore dice di non saper rispondere, ma alle quali poi risponde con molta chiarezza.&lt;br /&gt;In effetti le domande sono dieci e le implicazioni sono durissime: il rigore analitico di &lt;em&gt;questo&lt;/em&gt; professore è cristallino. Il messaggio per Monti è un richiamo severo al rigore effettivo e non solo parlato. Ecco le domande: &lt;div class="MsoNormal"&gt;Domanda numero 1:&lt;em&gt;&lt;br /&gt;Perché la sostituzione di Berlusconi con Monti, nonostante la indubbia maggiore credibilità internazionale di quest’ultimo,&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;si è accompagnata ad un aumento dello spread anziché a una sua diminuzione?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Domanda numero 2:&lt;em&gt;&lt;br /&gt;Se la ragione per cui il nostro spread non scende è davvero la riluttanza delle autorità europee a irrobustire il fondo salva-Stati perché lo spread della Spagna oscilla senza una netta tendenza all’aumento o alla diminuzione, mentre il nostro mostra una chiara tendenza all’aumento?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Domanda numero 3:&lt;em&gt;&lt;br /&gt;Perché la situazione relativa di Italia e Spagna si è deteriorata drammaticamente nelle ultime quattro settimane, che hanno visto il nostro spread rispetto alla Spagna passare da 66 punti base a 174?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ricolfi disaggrega le tre domande in altre dieci domande e fornisce una serie di ipotetiche risposte delle quali l’ultima è una sintesi molto franca, per non dire impietosa:&lt;/div&gt;&lt;em&gt;Forse, &lt;/em&gt;scrive Ricolfi&lt;em&gt;, &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;se i mercati hanno punito l’Italia non è nonostante la manovra di Monti, ma – in un certo senso – a causa di essa. La credibilità di Monti, la sua serietà, il suo coraggio non sono bastati per la semplice ragione che i mercati hanno colto l’impianto recessivo della manovra, nonché il carattere tuttora evanescente della cosiddetta “fase 2” quella che dovrebbe rilanciare la crescita&lt;/em&gt; &lt;div class="MsoNormal"&gt;In termini di grande pacatezza e moderazione e sulla base del suo solido profilo di competenza, come nel suo stile, Ricolfi denuncia con molta franchezza le contraddizioni del decreto &lt;em&gt;dovuto&lt;/em&gt; che a fronte di alleggerimenti fiscali sulle imprese per 2,5 miliardi comporta anche&lt;em&gt; aumenti dei costi di produzione per i lavoratori autonomi e le imprese, come la maggiorazione delle quote contributive, le nuove imposte sugli immobili, e gli aumenti del costo dell’energia.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il governo del prof. Monti deve uscire dal compiacimento accademico e deve smettere di camminare sulle uova per paura di rompere qualche radicato privilegio e di disturbare la resistenza corporativa della casta sindacale e degli altri negativi poteri del &lt;em&gt;sistema Italia&lt;/em&gt;. Ha un mandato ampio: fare uscire il paese dall’emergenza. Ha una maggioranza parlamentare granitica. Gode di corale appoggio della stampa. Faccia. Non possiamo rischiare il fallimento per eccesso di credibilità. (Legno Storto)&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-3361861625970963231?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/3361861625970963231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=3361861625970963231' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/3361861625970963231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/3361861625970963231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/01/una-voce-fuori-dal-coro-scritto-da.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-3162033164417658028</id><published>2011-12-31T15:09:00.004+01:00</published><updated>2011-12-31T15:10:28.379+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h2&gt;Superciuk.&amp;nbsp; Davide Giacalone&lt;/h2&gt;&lt;br /&gt;Il ministro ministro della sanità, Renato Balduzzi, dice: tassiamo le schifezze alimentari e l’alcool per finanziare la costruzione degli ospedali. Tasse su quel che fa male per dar soldi a quel che fa bene. Nulla di più sano. Invece è una trovata alla Superciuk. Un obbrobrio concettuale. Questa pessima idea buonista è una specie di bomba a grappolo, capace di scatenare errori a catena. Ragione per cui, sapendo in partenza di ometterne parecchi, guadagno sintesi procedendo per punti.&lt;br /&gt;1. Se ogni volta che serve un soldo si mette una tassa da due soldi potevamo risparmiarci di allontanare tante menti dagli studi e affidare il governo a Cetto Laqualunque. La spesa sanitaria va tagliata, non alimentata. L’imposizione fiscale in ragione della spesa pubblica fuori controllo è la corda che ci strangola, non la cima cui aggrapparsi.&lt;br /&gt;2. Il ministro Balduzzi dovrebbe saperlo, visto che tiene corsi universitari sulla spesa sanitaria e, tanto per approfondire il tema sul campo, è anche presidente dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Speriamo non ci siano anche agenzie regionali per i servizi sanitari nazionali, da consultare assieme alle agenzie provinciali per la sanità municipale, da riunire con le agenzie comunali per la salute provinciale). Chiamare un conoscitore di quell’immane dilapidazione, uno che dovrebbe sapere che i farmaci cambiano prezzo a seconda della provincia e della regione, dovrebbe preservare dal sentirsi chiedere soldi da aggiungersi a tanto dissennata spesa.&lt;br /&gt;3. Gli ospedali, comunque, si deve chiuderli, non costruirli. Ci servono grandi ospedali, con molte specializzazioni e dimensioni che li rendano economicamente sostenibili. Ci serve una rete di pronto soccorso cui ci si possa rivolgere per l’emergenza. Certo, sia il popolo che i politici si oppongono, lo so. Un tecnico potrebbe spiegare che è meglio prendere il treno per rendere visita al ricoverato che il tram per portare fiori al morto. Segnalando, comunque, che la sanità è un affare nel mondo e un debito in Italia, segno che il sistema va cambiato, non alimentato.&lt;br /&gt;4. Essendo ministro del governo Monti, ovvero di un esecutivo che si ripromette di liberalizzare le professioni, potrebbe far tornare i medici a essere dei professionisti, anziché dei burocrati del servizio sanitario. Vuole un modello di riferimento? Le vecchie mutue: a. i medici venivano a casa; b. guadagnavano in ragione delle prestazioni (e non ti proponevano il nero senza iva); c. le mutue erano ricche. Bello, no?&lt;br /&gt;5. Veniamo alla tassazione del junk food, del cibo spazzatura, delle schifezze. Una vera superciuccata (lo scrivo per i colpevolmente ignoranti: Superciuk viveva nel fumetto Alan Ford, di Max Bunker e Magnus, tutto made in Italy, era uno spazzino e prediligeva i ricchi, perché non sporcano, dopo l’esplosione di una distilleria aveva acquisito superpoteri). Dunque, signor ministro: mangio quello che mi pare. Se una roba è velenosa, proibitela. In caso contrario eviti di fare il moralista su quel che mastico. La tassa come sistema educativo è la premessa della frusta come mezzo espiativo e del rogo quale strumento redentivo. No, grazie.&lt;br /&gt;6. In ogni caso, le assicuro che chiunque (tranne, forse, Bill Clinton) è in grado di capire che un bel filetto al barolo è migliore di una polpetta fritta, ma si dà il caso che il primo costi dalle dieci alle cento volte di più. Se vuol mettere tasse sui consumi poveri metta in conto la reazione dei poveri consumatori.&lt;br /&gt;7. Vorrei sapere: pane e panelle (palermitano sono) è junk food? e le frittelle zuccherate fatte in piazza? e la frittura di paranza stradaiola? Farete una circolare esplicativa o un menù illustrativo? Mi chiami, la prego, ci voglio essere quando sosterrà che questa nostra memoria collettiva, questa proustiana reminiscenza è da considerarsi spazzatura tassabile.&lt;br /&gt;8. E l’alcool (Superciuk aveva già avuto la sua dose etilica), non vorrò difendere anche quello! Certo che sì: Barbera e Champagne è il nostro brindar, e davanti a un fisco de vin quel fiol d’un can fa le feste, perché l’è un can de Trieste. Ma l’alticcio non sono io che difendo il bicchiere, l’ubriaco fradicio è chi non si ricorda che si tratta di una grande impresa nazionale, della quale dovremmo difendere e diffondere la qualità, oltre che l’educazione all’uso e l’orrore per l’abuso. In Cina se dici “vino” pensano alla Francia, e mi fa una rabbia incontenibile. Dovremmo aiutarla senza finanziarla, la nostra industria vitivinicola, non tassarla.&lt;br /&gt;9. A proposito, signor ministro, la pizza è italiana, ma Pizza Hut è statunitense. Il gelato è italiano, ma nel mondo c’è Häagen-Dazs, a stelle e strisce pure quella. Lo spaghetto è solo italiano, e non ha catene mondiali. Non le punge vaghezza che punire e tassare è una pratica masochista?&lt;br /&gt;Mi fermo prima del decimo rilievo. La moda dei decaloghi mi fa orrore. Non sono fra quanti sognano che i tecnici risolvano i nostri mali, né fra quanti li considerano un male in sé (sono lì per colpa della politica, che ha fallito). Mi accontenterei del non sopraggiungere di nuove castronerie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-3162033164417658028?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/3162033164417658028/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=3162033164417658028' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/3162033164417658028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/3162033164417658028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/12/superciuk-il-ministro-ministro-della.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-5123626406890585210</id><published>2011-12-17T15:41:00.003+01:00</published><updated>2011-12-17T15:42:18.206+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="post-entry" id="post-10919"&gt;&lt;h1 class="post-entry-title"&gt;&lt;a class="post-permalink" href="http://www.camilloblog.it/archivio/2011/12/15/caro-prof-monti-una-proposta-sui-taxi/" id="title-10919" rel="bookmark" title="Permalink"&gt;&lt;span style="color: #007cb6;"&gt;Caro prof. Monti, una proposta sui taxi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div class="post-entry-body"&gt;Qualche tempo fa l'&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-02-05/taxi-diamo-licenza-081326.shtml?uuid=AatLos5C"&gt;&lt;span style="color: #007cb6;"&gt;Istituto Bruno Leoni fece una proposta geniale per raddoppiare d'incanto le licenze dei taxi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, senza che i tassisti ne avessero un danno economico (la diminuzione del valore della propria licenza per effetto delle nuove messe sul mercato). La proposta era questa: diamo a tutti i tassisti dotati di licenza una seconda licenza, liberamente alienabile. Il tassista deciderà se venderla, ricavandoci un bel po' di soldi a compensazione del valore diminuito della sua, affittarla o assumere una persona per guidare una sua seconda vettura. La proposta diventò anche una proposta di legge, a prima firma Daniele Capezzone (state buoni, quando Daniele era deputato del centrosinistra). Caro professor Monti, perché non la riprende? (Camillo blog)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-5123626406890585210?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/5123626406890585210/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=5123626406890585210' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5123626406890585210'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5123626406890585210'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/12/caro-prof.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-2480527915375989386</id><published>2011-12-14T19:13:00.001+01:00</published><updated>2011-12-14T19:13:59.460+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="post-entry" id="post-10910"&gt;&lt;h1 class="post-entry-title"&gt;&lt;a class="post-permalink" href="http://www.camilloblog.it/archivio/2011/12/14/the-protester/" id="title-10910" rel="bookmark" title="Permalink"&gt;&lt;span style="color: #007cb6;"&gt;The Protester&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div class="post-entry-date"&gt;14 dicembre 2011 &lt;/div&gt;&lt;div class="post-entry-body"&gt;L'uomo dell'anno di Time&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/2011/12/20111214-080643.jpg"&gt;&lt;img alt="20111214-080643.jpg" class="alignnone size-full" src="http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/2011/12/20111214-080643.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(Camillo blog)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-2480527915375989386?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/2480527915375989386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=2480527915375989386' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2480527915375989386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2480527915375989386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/12/protester-14-dicembre-2011-luomo.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-1699352066234127665</id><published>2011-12-02T16:40:00.002+01:00</published><updated>2011-12-02T16:40:55.693+01:00</updated><title type='text'>Indecente Pd.  Kuliscioff</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div style="clear: both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2011/12/images.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-full wp-image-26365" height="183px" src="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2011/12/images.jpg" title="images" width="276px" /&gt;&lt;/a&gt;Il Pd chiede di trattare. Non gli basta l’errore – l’orrore – della contro-riforma della riforma Maroni. Non gli bastano i numeri – le prove cioè – della mostruosa iniquità di un sistema che ai pagatori di contributi dell’ultimo quindicennio nega persino la restituzione di quanto loro coattamente tolto. Non gli basta neanche l’unanime allarme dei tecnici – una parte autorevole dei quali di sinistra – sulla necessità di intervenire, e con urgenza, per ricreare condizioni di equità, cioè restituire universalità ad un sistema invece così abusivamente selettivo, così generazionalmente discriminatorio da risultare stupido perché evidentemente suicida. Un sistema kamikaze, questo il Pd ritiene doveroso impegnarsi a tutelare.&lt;br /&gt;Si copre di ridicolo, il Pd, sconfessando il piano pro-giovani del ‘suo’ giuslavorista, Pietro Ichino. Trova più opportuno seguire a ruota le aberrazioni propagandistiche dei sindacati – che macinano iscritti tra quei pensionati a cui in realtà nessuna riforma toccherà mai niente – e quei pensionandi a cui nessuna riforma potrà chiedere nulla più che il ‘sacrificio’ di rinunciare ad una parte degli interessi folli opzionati a spese dei figli per i quali oggi spendono assai più – in valore materiale ed emotivo – di quanto potrebbe mai costare loro mantenersi produttivi.&lt;br /&gt;Il Pd – coi sindacati di cui sopra – pretende ora di sedersi al tavolo con quei tecnici investiti del certo non invidiabile compito di sanare le devastazioni compiute da una ‘classe politica’ che, unica in Europa, anzi no, insieme solo a quella greca, ha saputo fare solo male. Così tanto male che anche a mettersi d’impegno, sarebbe difficile fare di peggio. Siamo al &lt;em&gt;default&lt;/em&gt; per via di un debito scientemente pasciuto. Siamo al &lt;em&gt;default&lt;/em&gt; per via di una crescita scientemente boicottata. Siamo al &lt;em&gt;default&lt;/em&gt; per via di quell’ottusa ostinazione – condivisa da tutti, teorizzata a sinistra – di tutelare interessi acquisiti che altro non sono se non privilegi estorti.&lt;br /&gt;Ma questi qui, questi del Pd dico, vogliono parlare al governo in nome di chi, a titolo di cosa, e con quale razza di autorità? Questi qui non sono sinistra, non sono politica: sono una cricca di &lt;em&gt;rentier&lt;/em&gt; che si fa portavoce dei confratelli.&lt;br /&gt;Che restino pure a fare l’unica cosa di cui sono capaci: chiudersi nel soviet dei cooptati, collettivizzare l’irresponsabilità, coltivare parassitismo ed inerzia democratica. Sono i soli, loro, quelli che, mentre l’Italia implode, riescono a farsi le seghe per un comunicato-stampa ripreso dalle agenzie. Ma questi qui, perché il governo Monti dovrebbe starli ad ascoltare? (the FrontPage)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-1699352066234127665?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/1699352066234127665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=1699352066234127665' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1699352066234127665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1699352066234127665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/12/indecente-pd-kuliscioff.html' title='Indecente Pd.  Kuliscioff'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-3635316468471861000</id><published>2011-11-28T18:56:00.002+01:00</published><updated>2011-11-28T18:56:50.048+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="field field-type-text field-field-occhiello"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;Ipse dixit&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;h3 class="standard"&gt;&lt;a href="http://www.loccidentale.it/node/111594"&gt;Lunedì 28 novembre: lo spread è a quota 500 punti&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div class="field field-type-text field-field-anteprima"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;L'8 novembre il Pd pubblicava il suo manifesto...&lt;br /&gt;&lt;img alt="" height="209px" src="http://www.loccidentale.it/files/immagini-testo/manifesto_dimissioni_0.jpg" width="150px" /&gt;(l'Occidentale)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-3635316468471861000?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/3635316468471861000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=3635316468471861000' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/3635316468471861000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/3635316468471861000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/11/ipse-dixit-lunedi-28-novembre-lo-spread.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-7796325593198503011</id><published>2011-11-22T16:50:00.000+01:00</published><updated>2011-11-22T16:50:30.629+01:00</updated><title type='text'>Neanderthal in esilio.   Paolo Gambi</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2011/11/Uomo-di-Neanderthal.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-full wp-image-26163" height="189px" src="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2011/11/Uomo-di-Neanderthal.jpg" title="Uomo di Neanderthal" width="267px" /&gt;&lt;/a&gt;Voglio raccontarvi una storia. Una storia che racconta l’Italia, e che spiega molti perché del nostro presente. Parliamo di un ragazzo, romagnolo, classe 1977, nato e cresciuto a Faenza, appassionato di un settore di quelli un po’ particolari, a cui di solito non si pensa per il lavoro futuro: la paleoantropologia, lo studio delle ossa degli uomini antichi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo ragazzo trova il coraggio di buttarsi nella sua passione, si laurea a Bologna, e dopo una laurea con lode prova a rimanere in università a continuare gli studi. Fa un dottorato di ricerca, continua a studiare, e pubblica una cinquantina di articoli scientifici. Inizia a partecipare a progetti di ricerca: sulle ossa di Matteo Maria Boiardo, Dante Alighieri, Pico della Mirandola, Angelo Poliziano, partecipa a studi biodemografici su popolazioni degli Appennini, e sulle ossa di una necropoli. Si dà anche da fare per fare&lt;em&gt; fund raising&lt;/em&gt; presso fondazioni ed istituzioni, anche con ottimi risultati. Insomma, fa tutto ciò che un bravo ricercatore deve fare: studiare, scrivere, fare ricerca sul campo, e persino trovare fondi per la ricerca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un bel giorno però, come spesso accade negli atenei di questo Paese, questo ragazzo viene allontanato dal sistema universitario. La causa potrebbe essere una qualunque di quelle cui chi ha avuto a che fare con l’università italiana è oramai abituato: mancanza di fondi, logiche baronali, processi di selezione all’italiana. Non lo vogliamo sapere, non è rilevante. Fatto sta che se vuole continuare ad inseguire il suo sogno deve andarsene. E lo fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finisce prima in Germania, a Francoforte, per un anno (perché ovviamente, a differenza di molti altri, che magari poi diventano professori, sa anche le lingue), per poi approdare a Vienna. Qui la situazione è un po’ diversa dall’Italia. E in poco più di due anni, messo nelle condizioni giuste, che cosa fa? Una scoperta che rivoluziona la conoscenza sull’uomo. Una di quelle scoperte che costringono la comunità scientifica internazionale a rivedere decenni, secoli di teorie. Lavorando su due piccoli denti di uomo preistorico con tecniche avanzatissime (e complicatissime) riesce a scoprire che l’&lt;em&gt;Homo sapiens &lt;/em&gt;è arrivato in Europa, e nello specifico in Italia, non 40 mila anni fa, come si pensava, ma 45 mila, con la conseguenza che l’&lt;em&gt;Homo sapiens &lt;/em&gt;ha convissuto (e per 5000 anni) con l’uomo di Neanderthal, forse anche incrociandosi con lui, anche in Europa, cioè in Italia. Con l’ulteriore conseguenza che molti reperti, e quindi molte tecniche, che erano state attribuite all’uomo di Neanderthal probabilmente appartenevano all’&lt;em&gt;Homo sapiens&lt;/em&gt;, e l’uomo di Neanderthal risulta da tutto questo molto più stupido di quanto lo avevamo sin qui creduto. Tutti i giornali del mondo si interessano della questione, raccontando la storia ed intervistando il protagonista. Tutti tranne quelli italiani, ovviamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è una storia vera, fresca di qualche settimana, ed il protagonista si chiama Stefano Benazzi, che ho avuto il piacere di intervistare nella mia piccola trasmissione locale su Tele1, per poi mandarlo nel nazionale da Cecchi Paone. E qui finisce la storia. Ed inizia la riflessione, che poi è molto breve. Innanzitutto, ancora una volta, noi italiani siamo i migliori. Messi nelle condizioni giuste finiamo sempre per eccellere. E questo è un fatto. Ma ce n’è un altro. Un sistema universitario che non è capace di riconoscere una mente del genere e finisce per non premiarla, ma addirittura allontanarla, è un sistema che non porta da nessuna parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema dell’università italiana non sono i pochi fondi, o gli stipendi da fame dei ricercatori, ma le logiche clientelari, antimeritocratiche e baronali che fanno di questo Paese quello che è e che finiscono per punire il merito. Anche perché la vera scoperta antropologica del nostro Benazzi non è tanto quella esposta, che cioè l’&lt;em&gt;Homo sapiens &lt;/em&gt;e l’uomo di Neanderthal hanno convissuto in Europa e che il Neanderthal era più stupido del &lt;em&gt;sapiens,&lt;/em&gt; ma quella ancora più sconvolgente che non è stata scritta. Che cioè questo stupido uomo di Neanderthal, durante la sua convivenza con i nostri diretti antenati italiani &lt;em&gt;Homo sapiens&lt;/em&gt;, deve aver veramente inzuppato con la propria stupidità il sangue del popolo italico in maniera decisiva. Perché per farsi scappare un cervello come questo possiamo essere solo degli ottusi uomini primitivi. (The Front Page)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-7796325593198503011?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/7796325593198503011/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=7796325593198503011' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7796325593198503011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7796325593198503011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/11/neanderthal-in-esilio-paolo-gambi.html' title='Neanderthal in esilio.   Paolo Gambi'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-1999692608888375590</id><published>2011-11-22T16:32:00.000+01:00</published><updated>2011-11-22T16:32:53.714+01:00</updated><title type='text'>Mici Vendola, il gattocomunista.  Marcello Veneziani</title><content type='html'>Ho visto Nichi Vendola da Fazio e ho fatto una scoperta. Vendola è un gattone. Il faccione sornione, il parlar fuffo, il pelo liscio, lo sguardo felino. &lt;br /&gt;&lt;div class="hmedia border" id="media_1" sizcache="1" sizset="0"&gt;&lt;img alt="Nichi Vendola" class="photo" jquery16406608835730447164="8" src="http://ilgiornale.alice.cdn.interbusiness.it/foto-id=809353-x=665-y=223-r31=1/nichi_vendola.jpg" /&gt; &lt;div id="info_img_media_1" sizcache="1" sizset="0"&gt;&lt;div class="fn"&gt;Nichi Vendola&lt;/div&gt;&lt;div class="color" id="img_total" jquery16406608835730447164="9"&gt;Ingrandisci immagine&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;Mici Vendola. Non ditegli che è gonfio perché fu castrato o che ha l'orecchino in caso si perda, altrimenti si ingattivisce. Vendola presiede l'Arcigatti. Nella sua terra, che è pure la mia (ho il privilegio di essere non solo suo contemporaneo ma anche suo conterraneo), ci sono due mitici gatti: il Gattofuffo, che è una prefigurazione popolare di Vendola, i suoi stessi tratti somatici e caratteriali, direi quasi un antenato; e la proverbiale Gatta del seminario che si lagnava sempre però mangiava assai: e in lui la lagna, la trippa e pure il seminario sono palesi.&lt;br /&gt;Mici Vendola parla bene e governa male. Non amministra ma somministra; sermoni, mica farmaci. Lascia la sanità in mano agli affaristi e lui si cura di cinema, teatro, lettere e arti. E' governattore, recita più che governare. Niente conti, solo racconti. Come Veltroni anche per Vendola la politica è un ramo del Dams. Sforna più libri che provvedimenti. Emoziona, dicono i suoi fans ma è pericoloso quando lo dice pure lui, perché con la zeta gli parte una sputazza.&lt;br /&gt;Di Pietro è fermo a Mani pulite, lui a Mani di fata. Mici Vendola è arrivato gattonando al top. Non sanno come fermarlo. Avete provato a opporgli tre bottiglie di plastica piene d'acqua? Dicono che sia un esorcismo formidabile per tener lontani i gatti. Ma Mici Vendola è un gattocomunista, mica un micio qualunque. E' il meglio della sinistra. Figuratevi gli altri. (il Giornale)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-1999692608888375590?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/1999692608888375590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=1999692608888375590' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1999692608888375590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1999692608888375590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/11/mici-vendola-il-gattocomunista-marcello.html' title='Mici Vendola, il gattocomunista.  Marcello Veneziani'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-5825545172428947</id><published>2011-11-18T11:20:00.000+01:00</published><updated>2011-11-18T11:20:51.246+01:00</updated><title type='text'>Il maestrino Pisapia che ferma il traffico per educare la gente. Claudio Borghi</title><content type='html'>&lt;div class="textcontainer entry-content" id="text_body"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;«Le domeniche a piedi? Contro l’inquinamento non servono a nulla ma le facciamo lo stesso per educare i cittadini». Una volta richiusa la bocca spalancata davanti a tanta sfrontatezza, è il caso di sviluppare qualche riflessione di fronte a quest’impostazione logica della giunta comunale milanese, espressa per bocca del suo assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti domenica prossima ci sarà un blocco totale del traffico, coordinato con numerosi comuni dell’hinterland Milanese ed effettuato «in gemellaggio» con Roma: stop deciso con anticipo, senza emergenze gravissime, tant’è vero che sono già stati programmati altri stop per marzo, aprile e maggio, ovviamente senza poter sapere quali saranno le condizioni dello smog per quei giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti però a che serve saperlo? Tanto sono ormai tutti d’accordo che non vi è alcuna significativa evidenza di benefici sulle polveri sottili originati dalla sospensione del traffico, lo confermano sia il candido assessore Maran sia il nuovo ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che ha altre volte confessato che i blocchi «sono piuttosto incerti dal punto di vista dei risultati».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora? Di cosa stiamo parlando? Non abbiamo mai risparmiato critiche nemmeno alla giunta Moratti ma almeno si pensava ci fosse l’esimente della buona fede e che in effetti si pensasse di ottenere qualche risultato: se viene a cadere persino questa scusa il tutto diventa incredibile. Ma ci rendiamo conto che la limitazione dei diritti altrui per «scopi educativi» non è né logica né gratis?&lt;br /&gt;Il pendio su cui portano a scivolare ragionamenti di questo tipo conduce a conseguenze pericolose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tralasciamo l’aspetto «tonnara fiscale» tale per cui si abbinano gli obblighi all’utilizzo dei mezzi pubblici con l’aumento sproporzionato (+50% il biglietto singolo) delle tariffe, con il risultato di convogliare i cittadini, come i tonni nelle reti, verso le casse del Comune guidato da Giuliano Pisapia, limitiamoci invece alla cultura del divieto. Sulla base di questo ragionamento la già conclamata invadenza dello Stato nella vita dei cittadini potrebbe non avere più freni: già ci sembra di vedere le utilissime «giornate al freddo» con multe pesantissime per chiunque osi accendere una stufetta, per educare i cittadini a stare vicini vicini sotto le coperte, oppure si potrebbero organizzare i «pranzi verdi» dove chi si azzarda a toccare una fettina si becca il suo bel verbale, necessario ad abituare il cittadino alle gioie della verdura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quel punto nulla impedirebbe, dato che ad esempio correre fa bene, di realizzare entusiasmanti «giornate al galoppo dove i vigili saranno sguinzagliati a multare chi non scatti come un maratoneta per la pubblica. Se la logica fa difetto a questi provvedimenti non dobbiamo poi pensare che siano gratis: si fa presto a vietare l’uso di alcuni mezzi di trasporto, tutti d’accordo, i bambini felici e altre scuse buone per ogni occasione, tuttavia le limitazioni alla mobilità costano, sia in termini immediati che come differimento del traffico negli altri giorni con aumento del traffico medesimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, adesso che la foglia di fico dell’effetto sulle polveri sottili è caduta, evitiamo almeno di bloccare le auto in giorni lavorativi quando, per i soliti motivi atmosferici, le polveri sottili ci saranno davvero. Nota a margine: la Domenica a Milano sarà allietata dall’allegro esercito di artisti della sinistra militante che hanno sostenuto la candidatura del sindaco Pisapia. A piedi e più propaganda per tutti, anche se non vuoi. (il Giornale)&lt;/div&gt;&lt;!-- google_ad_section_end --&gt;&lt;!-- &lt;/EdIndex&gt; --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-5825545172428947?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/5825545172428947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=5825545172428947' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5825545172428947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5825545172428947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/11/il-maestrino-pisapia-che-ferma-il.html' title='Il maestrino Pisapia che ferma il traffico per educare la gente. Claudio Borghi'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-5810358426650286120</id><published>2011-11-17T16:56:00.000+01:00</published><updated>2011-11-17T16:56:22.937+01:00</updated><title type='text'>Un Uomo Macchina per guidare il Paese.  Marcello Veneziani</title><content type='html'>&lt;div class="textcontainer entry-content" id="text_body" sizcache="0" sizset="2"&gt;Oggi c’è il sole. È stata la battuta più audace di Mario Monti in questi giorni. E tutti a scorgere allusioni cifrate, messaggi elioterapici, metafore ottimiste. &lt;br /&gt;&lt;div class="hmedia border" id="media_1" sizcache="1" sizset="0"&gt;&lt;img alt="mario monti" class="photo" src="http://ilgiornale.alice.cdn.interbusiness.it/foto-id=807877-x=665-y=223-r31=1/mario_monti.jpg" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;L’Uomo Grigio che sognammo in un cucù dopo il colorito Berlusconi si è avverato. È lui, Mari-o-Monti. Il Tennico . Come vivono i Tecnici, le macchine da governo, di che si nutrono, come si riproducono? Per cominciare, Monti si accende solo se schiacci «on», che non è l’onorevole pestato, ma il tasto apposito. Quando finisce premere «off». Monti è ancora imballato nella placenta di plastica. Ha le mutande di polistirolo e i capelli in vetroresina, come si può notare. Sul teleschermo è mobile ma non si sa chi detiene il mouse che lo muove.&lt;br /&gt;Napolitano è entusiasta di lui perché durante le consultazioni gli ha aggiustato un transistor del ’63, e non si è preso niente. Dicono che Monti abbia un cane golden retriever; il cane del Tecnico in realtà è un elettrodomestico, è il «bimby», un robot. Hanno confuso il cane col padrone, la Goldman Sachs.&lt;br /&gt;Monti prende tre stipendi ma restituisce automaticamente il resto. Monti non mangia, ha l’alimentatore. Monti è ironico se gli installano il programma apposito. Quando fa sesso, a Monti sale l’indice mibtel e schizza lo spread. Si eccita col touchscreen, gli si accende la chiavetta. È stata captata una sua confidenza erotica: ti ricordi, cara, quando lo facemmo due volte di seguito, nel 2001 e nel 2002? Monti è wireless, non ha cavo e non ha presa. Teniamocelo caro, il Tecnico. Come disse Candide, questo è il migliore dei Monti possibili. (il Giornale) &lt;br /&gt;&lt;div class="hmedia border" id="media_1" style="display: none;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;!-- google_ad_section_end --&gt;&lt;!-- &lt;/EdIndex&gt; --&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-5810358426650286120?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/5810358426650286120/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=5810358426650286120' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5810358426650286120'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5810358426650286120'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/11/un-uomo-macchina-per-guidare-il-paese.html' title='Un Uomo Macchina per guidare il Paese.  Marcello Veneziani'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-2930441309702954530</id><published>2011-11-16T17:26:00.003+01:00</published><updated>2011-11-16T17:27:42.016+01:00</updated><title type='text'>Partita sbagliata.  Davide Giacalone</title><content type='html'>Per fare il gioco delle tre carte occorre mestiere, in caso contrario si parte per fregare e si finisce fregati. Mario Monti è stato chiamato a formare un governo commissariale, necessario per fronteggiare la tempesta della speculazione sui titoli del debito pubblico e impostosi nonostante il Parlamento non abbia mai votato la sfiducia al governo precedente, frutto di una vittoria elettorale. Questo è il senso di una chiamata autorevole, ma priva di forza politica. Il mandato è di fare, subito, quel che la politica non è stata e non è in grado di fare. Ma se Monti si cimenta con l’imitazione del piccolo politico, pretendendo una maggioranza tanto vasta quanto predefinita e tendenzialmente eterna, se arriva al ridicolo potente di consultare i giovani e le donne (quando fette della società sono prive di rappresentanza il rimedio non consiste nell’inventarsene una a capocchia), allora siamo su una pessima strada. Che può portare dal commissariamento all’esautorazione delle istituzioni democratiche, ma, più facilmente e probabilmente, al fallimento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scena che si svolge sotto ai nostri occhi è incredibile. Il Quirinale ha dedicato la domenica alle consultazioni, laddove tutti sapevano come sarebbe andata a finire, sicché si stavano facendo dei giri a vuoto. Ha cercato copertura formale a un incarico già conferito quando il governo era nella pienezza dei suoi poteri. E passi, per salvare la facciata istituzionale. Ma Monti avrebbe dovuto ritornare al Colle lunedì mattina, se proprio non direttamente la stessa domenica sera. Tocca a lui, e solo a lui, stabilire il programma immediato del suo governo e come deve essere composto. Tocca al Parlamento, poi, stabilire se deve ricevere la fiducia e durare in carica più di qualche settimana (al massimo fino alla primavera del 2013), oppure gestire solo il pronto soccorso, per poi passare la mano al primo governo della prossima legislatura. Monti, invece, ha commesso l’imperdonabile errore d’incassare il primo veto, quello che il Pd ha posto contro Gianni Letta, passando da commissario a commissariato. Da lì non può più tornare indietro: o lo ignora o lo subisce. Nel primo caso il tempo lavora contro di lui, nel secondo la natura del suo governo è già cambiata. Il che lo rende infinitamente più debole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, come non era vero che i mercati “bocciavano” Berlusconi così non è vero che ora “bocciano” Monti, ma era ed è vero che ci stanno massacrando e che noi, prima e ora, si dimostra di non sapere reagire. Con una differenza: prima era inerte un governo regolare, ora è inerte un incaricato il cui compito era proprio quello di mettere in atto la reazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Monti dice che vuole l’appoggio convinto di tutti, con la partecipazione dei capi politici al suo esecutivo, apre una partita che non può essere sua. Quando afferma che non vuole scadenze al proprio governo dimentica che nella Costituzione non c’è traccia di governi cui si vota la fiducia una volta e poi governano per il resto della legislatura. Questo sovvertimento delle regole e della logica non porta bene a nessuno e aumenta il caos.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un osservatore capace e prudente, Stefano Folli, ha scritto, su &lt;em&gt;Il Sole 24 Ore&lt;/em&gt;, che Monti ha adottato questa tattica dimostrando “l’attenzione che deve al suo alleato: l’opinione pubblica”. E’ appunto quello che non deve fare, la natura dell’incarico che ha ricevuto è opposta, perché se si deve dare ascolto all’opinione pubblica, posponendo l’intervento al consenso, allora sarà bene ricordare che esiste uno ed un solo modo per auscultare gli elettori: votare. Stabilire cosa pensano gli italiani non spetta ai giornalisti che titolano su “SuperMario”. E non spetta nemmeno ai mercati. Siccome, però, non si può non opporre alla speculazione interventi immediati (risolutivi non lo saranno mai, perché il problema non è in Italia, ma nell’euro) ecco che si giustifica il governo commissariale. Ma solo in tal senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Monti non aveva ancora ricevuto l’incarico scrissi che il suo governo sarebbe stato breve o brevissimo, giacché l’orizzonte temporale è comunque ristretto e non si riforma l’Italia in pochi mesi. In compenso, però, traccheggiando in politichese si sprecano anche i giorni. Questo è il buco nero in cui Monti sta cadendo, e noi tutti con lui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-2930441309702954530?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/2930441309702954530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=2930441309702954530' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2930441309702954530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2930441309702954530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/11/partita-sbagliata-davide-giacalone.html' title='Partita sbagliata.  Davide Giacalone'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-5010834058389600948</id><published>2011-11-15T17:34:00.000+01:00</published><updated>2011-11-15T17:34:19.942+01:00</updated><title type='text'>Il governo tennico.  Christian Rocca</title><content type='html'>&lt;div id="boxMainBlogsList"&gt;&lt;div class="post-entry" id="post-10676"&gt;&lt;div class="post-entry-body"&gt;Dunque. Dicevano che bastava annunciare le dimissioni di Berlusconi che lo spread sarebbe sceso di almeno cento punti. Quello ha annunciato le dimissioni, ma lo spread non è sceso. Allora hanno detto che Berlusconi faceva finta, in realtà non si voleva dimettere e tramava qualche diavoleria, ecco spiegato perché lo spread non rispondeva agli editoriali di Repubblica. Berlusconi però non faceva finta, l’ha scritto subito il Quirinale e l’ha ribadito il giorno dopo. Eppure Mr. Spread se ne è impipato lo stesso. Allora si è detto che no, non bastavano le dimissioni di Berlusconi, ma la chiave di volta sarebbe stato l’annuncio di Monti, una persona seria, credibile e riconosciuta dai mercati. È arrivato Monti, con loden e trolley (Monti è incolpevole, ma gli articoli sul significato salvifico del loden e del trolley resteranno nella storia del giornalismo italiano e forse anche nordcoreano), ma caspiterina niente, niente di niente, lo spread sempre più su, nonostante qualche frettoloso editorialista avesse già festeggiato i meno 100 punti di spread esattmente come aveva festeggiato Berlusconi alla fine del primo tempo della finale di Coppa dei Campioni, poi persa contro il Liverpool.&lt;br /&gt;No, un attimo, è stata l’ulteriore spiegazione, Monti non ha ancora ricevuto l’incarico, vedrete quando lo ricevera, e poi avete visto che bel loden? L’incarico è arrivato, ma lo spread ha ripreso ad aumentare (in questo momento è a 520, e Repubblica esulta "spread sotto 520", mentre quando era a 300 sembrava l’Apocalisse). Ora è il momento che no, non ci vuole un governo tecnico, ma politico. E allora vai con Monti che non vuole un governo tecnico, ma un governo politico, con i partiti, ma senza i voti popolari, con i voti degli altri (altri pensatori contemporanei direbbero "col culo degli altri"). Intanto lo spread continua a fare come crede. Il nuovo mantra è stato: lo spread sale perché il Pdl mette i bastoni tra le ruote a Monti. Ora invece pare sia il PD. E tutti convinti che lo spread dipenda dai retroscena del bravissimo Francesco Bei. &lt;br /&gt;Seguiranno altre scuse. Incrociamo le dita.&lt;br /&gt;Il punto è che mentre da noi si assicurava che sarebbe bastato l’addio del Cavaliere e l’arrivo del principe azzurro per calmare i mercati e rimettere le cose a posto, tutti i grandi giornali del mondo, finanziari e no, e tutti gli esperti, insigniti o meno del Nobel, dicevano altro: dicevano che Berlusconi non era più credibile come riformatore del sistema economico e produttivo (e peraltro nemmeno l’opposizione), dicevano che l’Italia era solvibile, dicevano che i nostri fondamentali erano a posto, dicevano che il problema interno era la crescita, dicevano che il problema esterno era la Banca Centrale che non difende la moneta, dicevano che per fermare lo spread la Bce avrebbe dovuto fare da prestatore di ultima istanza. &lt;br /&gt;Noi, invece di batterci su cose serie come queste, di fare pressioni sull’Europa e sulla Germania, di chiedere alla Banca centrale di fare il suo dovere di Banca centrale, l’abbiamo buttata in politica, abbiamo indossato la sciarpa e siamo entrati in Curva sud a regolare i conti. Abbiamo scelto di usare la contingenza finanziaria per combattere la battaglia finale per far fuori il Caimano (che, beninteso, si meritava di essere fatto fuori). Abbiamo grottescamente creduto di essere a Piazza Tahrir, nella più grande mistificazione giornalistica dell’ultimo decennio (dopo Calciopoli). (Camillo blog)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-5010834058389600948?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/5010834058389600948/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=5010834058389600948' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5010834058389600948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5010834058389600948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/11/il-governo-tennico-christian-rocca.html' title='Il governo tennico.  Christian Rocca'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-7647526513568798807</id><published>2011-11-14T18:13:00.000+01:00</published><updated>2011-11-14T18:13:15.603+01:00</updated><title type='text'>L'Italia riparte dalla fermata di Bersani</title><content type='html'>&lt;span class="date-2"&gt;14 Novembre 2011&lt;/span&gt; &lt;span class="clear-block"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="field field-type-text field-field-body"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;Nel day after Berlusconi, mentre l'Italia è senza governo finché Mario Monti non scioglierà la riserva, in un momento in cui il debito pubblico e l'attacco dei mercati minano la stabilità del Paese, tra le fila del Pd si fanno proposte per fronteggiare l’emergenza.&lt;br /&gt;A farle alle 21.57 di sabato 12 novembre, esattamente qualche minuto dopo il “mi dimetto” del presidente del Consiglio, è stato Pierluigi Bersani che ha sentito l’esigenza impellente di lanciare in tempo reale il suo monito per ricominciare a marciare con il piede giusto su uno dei social network più seguiti in assoluto, &lt;i&gt;Twitter&lt;/i&gt;. “E adesso rimettete la fermata dell’autobus a via del Plebiscito”, ‘pigola’ @pbersani.&lt;br /&gt;Quella della linea bus che si trova di fronte a palazzo Grazioli, soppressa per motivi di sicurezza nel dicembre del 2009, sembra essere una vera e propria urgenza nazionale. A tal punto da scalzare tutti gli altri punti della ‘fittissima’ agenda postCav. del Partito Democratico. A fare da eco a Pigi, i consiglieri democratici Dario Nanni e Paolo Masini: “Appena appreso che Berlusconi si stava recando al Quirinale abbiamo predisposto immediatamente una mozione nella quale si chiede di ripristinare la fermata che sarà consegnato immediatamente agli uffici dell’assemblea capitolina per giungere lunedì stesso ad una rapida discussione della proposta”.&lt;br /&gt;Dopo petizioni, raccolte di firme e proteste pubbliche, per una volta Bersani e co. prendono in mano la situazione e si apprestano a risolvere il problema che toglieva il sonno agli italiani. Finalmente un obiettivo concreto! Direte. E invece no, perché c’è già chi, vista l’importanza della faccenda, mette in dubbio la ‘paternità’ del provvedimento. Chi? Il direttore di &lt;i&gt;Europa&lt;/i&gt; Stefano Menichini che, letto il ‘twit’ del segretario del Pd immediatamente ricinguetta infastidito rivendicando i diritti d’autore della proposta: “Questa però l’aveva già detta qualcuno. Io per esempio”. In effetti è vero. L’8 novembre Menichini aveva suggerito: “Ora può ripartire una grande campagna di civiltà: ripristinate la fermata dell’autobus in via del Plebiscito”.&lt;br /&gt;Con una questione di tale portata tra le mani sembra giusto dare a Cesare quel che è di Cesare. Perché un’Italia nuova passa anche per la fermata Plebiscito. (l'Occidentale)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-7647526513568798807?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/7647526513568798807/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=7647526513568798807' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7647526513568798807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7647526513568798807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/11/litalia-riparte-dalla-fermata-di.html' title='L&apos;Italia riparte dalla fermata di Bersani'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-3369197674605810891</id><published>2011-11-11T16:54:00.002+01:00</published><updated>2011-11-11T16:54:07.395+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h4 class="article_title s2 c0 w0"&gt;&lt;a class="public" href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/11132"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Votare subito, nell’interesse del paese &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/11132"&gt;&lt;img alt="" class="foto" height="116px" src="http://www.ilfoglio.it/media/uploads/2011/manifestazione_milano.jpg" width="397px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-3369197674605810891?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/3369197674605810891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=3369197674605810891' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/3369197674605810891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/3369197674605810891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/11/votare-subito-nellinteresse-del-paese.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-6861011289842166833</id><published>2011-11-10T17:50:00.003+01:00</published><updated>2011-11-10T17:51:56.703+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h2 class="date"&gt;16/10/2011&lt;/h2&gt;&lt;h3 id="p1"&gt;L'ECONOMISTA SUPER PARTES CHE SALVA L'ITALIA.&amp;nbsp; Gianni Pardo&lt;/h3&gt;&lt;div class="posttext"&gt;&lt;div class="posttext-decorator1"&gt;&lt;div class="posttext-decorator2"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L’articolo di Mario Monti sul “Corriere” di oggi (1) sarebbe anodino – e perfino poco interessante – se a scriverlo fosse stato un qualunque editorialista o economista. Il Rettore della Bocconi invece è stato molte volte indicato come il possibile Primo Ministro di uno di quegli esecutivi – battezzati con una ventina di nomi diversi – &amp;nbsp;che di fatto si chiamano soltanto TTB: tutto, tranne Berlusconi. Monti infatti dovrebbe essere un uomo estremamente competente e al di sopra delle parti. Purtroppo, il suo articolo di oggi non sembra dimostrarlo: la sua originalissima tesi è che la crisi attuale è colpa di Berlusconi e si risolverebbe se lui si dimettesse. Se questo è essere super partes, se così ci si dimostra obiettivi, non siamo messi bene.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Egli comincia col dire che l’Italia - malgrado le vanterie di Berlusconi - mette in crisi l’euro ed è di fatto un protettorato di Francia e Germania. Dimentica però di notare che tutto questo dipende non dall’attuale politica economica - l’Italia ha un avanzo primario migliore di quello della Francia, e dunque giudicata sul presente non creerebbe la minima preoccupazione - ma dal pregresso debito pubblico. Questo viaggia da decenni al di sopra del 100% del prodotto interno lordo, è nato negli anni Ottanta del secolo scorso ed è andato sempre crescendo. È vero, paghiamo tassi più alti della Spagna; è vero, se le banche e i privati non comprassero i nuovi titoli emessi per pagare quelli in scadenza, l’Italia dichiarerebbe fallimento dall’oggi al domani: ma tutto questo dipende dai 1.900 miliardi di euro del debito pubblico, non da Berlusconi. È così difficile da riconoscere? Invece Monti fa dire a innominate fonti straniere che “le principali responsabilità di questa situazione vengono attribuite al governo italiano in carica da tre anni e mezzo”. Responsabilità di oggi per un debito nato trent’anni fa. Come l’agnello che intorbidava l’acqua del lupo che stava a monte. Ecco che significa essere super partes.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ma Monti spiega le colpe del governo. “L’Italia è più indietro [della Spagna] perché non c’è stato neppure il minimo riconoscimento di responsabilità da parte del governo”. Come se vestirsi di saio e battersi il petto cambiasse la realtà dei mercati e delle Borse. E qual è, comunque, il merito della Spagna? Nientemeno, quello di avere annunciato nuove elezioni. Traduzione, sempre rimanendo super partes: se buttiamo fuori Berlusconi tutto si risolve e i creditori del debito pubblico rinunceranno forse a riscuotere i loro titoli.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il governo, dice Monti, avrebbe dovuto chiedere la collaborazione delle opposizioni. E con ciò dimostra di essere tanto al di sopra delle parti da averle perse di vista. Forse pensa che la Camusso applaudirebbe l’abolizione dello Statuto dei Lavoratori, se Berlusconi lo proponesse.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il governo avrebbe anche la colpa di avere scaricato su altri le responsabilità: sull’opposizione, sui magistrati, sui corrispondenti esteri (per la cattiva fama dell’Italia nel mondo). Anche a dargli ragione: che c’entra, tutto questo, con la crisi economica? Se fosse Primo Ministro Antonio Di Pietro il debito pubblico sparirebbe? Non si dovrebbero più pagare gli interessi? I mercati accorderebbero all’Erario tassi più favorevoli?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ma in fondo perché insistere nell’analisi? Monti attribuisce a Berlusconi “un’ovattata percezione della realtà”, cioè gli dà del demente, e a suo parere coloro che lo sostengono “toccano livelli inauditi di servilismo”. Invece lui che è super partes stila queste auree parole: “la permanenza in carica dell’attuale presidente del Consiglio viene vista da molti come una circostanza ormai incompatibile con un’attività di governo adeguata, per intensità e credibilità, a sventare il rischio di crisi finanziaria e a creare una prospettiva di crescita”. La quale affermazione è di una stupidità talmente colossale che veramente vorremmo Mario Monti Primo Ministro per cavarci lo sfizio di vedere quale sarebbe la sua attività di governo adeguata, come renderebbe tutti nel mondo ammiratori del debito pubblico italiano &amp;nbsp;e come creerebbe in un battibaleno una smagliante crescita economica dell’Italia. Lui e la sinistra sarebbero dunque capaci di decidere quei tagli alla spesa pubblica, di adottare quelle riforme liberiste e “anti-sindacali” che non è stato capace di adottare il centro-destra? Vorremmo proprio vederlo all’opera.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Si può non avere grande stima di Berlusconi, che fra l’altro scherza abbastanza per dare a volte l’impressione di essere solo un comico mediocre. Ma se si pensa di sostituirlo con questo genere di personaggi super partes, capaci di sparare con sussiego una simile sfilza di affermazioni balorde, forse dobbiamo sperare di rimanere sub partibus, tenendoci il governo che abbiamo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Mario Monti ha tutto il diritto di avere un’idea politica anche chiaramente antigovernativa e antiberlusconiana. Non ha il diritto di presentarsi come neutrale. (Pardo blog)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1)http://www.corriere.it/editoriali/11_ottobre_16/monti-false-illusioni-sgradevoli-realta_068269c4-f7bf-11e0-8d07-8d98f96385a3.shtml &lt;br /&gt;&lt;div style="clear: both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-6861011289842166833?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/6861011289842166833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=6861011289842166833' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6861011289842166833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6861011289842166833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/11/16102011-leconomista-super-partes-che.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-567056421661035977</id><published>2011-11-08T18:45:00.000+01:00</published><updated>2011-11-08T18:45:16.587+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="post-entry" id="post-10601"&gt;&lt;h1 class="post-entry-title"&gt;&lt;a class="post-permalink" href="http://www.camilloblog.it/archivio/2011/11/08/resistere-resistere-resistere-e-altre-cose/" id="title-10601" rel="bookmark" title="Permalink"&gt;&lt;span style="color: #007cb6;"&gt;Resistere, resistere, resistere (e altre cose)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div class="post-entry-body"&gt;&lt;!-- post is in blog category --&gt;Per rilanciare la sua traiettoria politica, in questo momento difficile, al Cav. potrebbe venire utile usare alcune parole d'ordine del recente passato:&lt;br /&gt;- Resistere, resistere, resistere&lt;br /&gt;- Io a quello (Crosetto) lo sfascio&lt;br /&gt;- La Lega è una costola della sinistra&lt;br /&gt;- Con una lettera alla Bce rivolteremo l'Italia come un calzino &lt;br /&gt;- Mediaset è una risorsa del paese&lt;br /&gt;- (Non) abbiamo una banca centrale&lt;br /&gt;- I principali esponenti dello schieramento a noi avverso&lt;br /&gt;- Bye-Bye Gabri&amp;nbsp;&amp;nbsp;(Camillo blog)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-567056421661035977?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/567056421661035977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=567056421661035977' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/567056421661035977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/567056421661035977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/11/resistere-resistere-resistere-e-altre.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-7312663197707656209</id><published>2011-11-07T18:05:00.001+01:00</published><updated>2011-11-07T18:06:49.927+01:00</updated><title type='text'>Pelanda: 2012, Italia in recessione grazie alla Germania.  Carlo Pelanda</title><content type='html'>&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;/span&gt;Ma perché Berlino fa questi errori madornali? Non li considera errori, ma buona condotta economica da tenere in qualsiasi situazione, indipendentemente dalla realtà: (a) evitare anche un minimo rischio di inflazione, cosa che in effetti ci sarebbe se la Bce avesse il permesso di stampare di fatto moneta comprando titoli di debito; (b) mantenere l’ordine economico (disciplina di bilancio) a qualsiasi costo, anche quello dell’impoverimento; (c) punire chi è disordinato per dissuasione futura. Tale dottrina viene definita “idealismo economico” e ha il difetto di non adeguarsi alla realtà e, quindi, di creare disastri per irrealismo.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da un lato, i governi italiani di destra e di sinistra negli ultimi 15 anni hanno responsabilità pesantissime per non aver cambiato una situazione di debito troppo elevato combinato con crescita troppo bassa dell’economia nazionale. Dall’altro, il fatto che il mercato finanziario abbia dubbi sulla capacità prospettica dell’Italia di ripagare il proprio debito dipende più dal fatto che l’eurosistema dominato dalla cultura economica tedesca non voglia creare garanzie “di ultima istanza” e soluzioni positive ai problemi delle sue nazioni, mentre potrebbe e dovrebbe. Sarebbe bastato creare una eurogaranzia di 360 miliardi di euro, un’inezia per l’eurosistema, sulla totalità del debito greco per evitare il contagio di sfiducia su altri eurodebiti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il come è importante. Non un fondo salvastati, ma un cambio dello statuto della Bce per darle il permesso di operare come prestatore di ultima istanza. Il mercato avrebbe fatto il seguente calcolo: la capacità della Bce di fare interventi di emergenza, quali comprare o garantire titoli di debito, è stimabile in circa 6 trilioni di euro. I debiti dei Paesi più a rischio o perché a economia debole (Grecia, Portogallo e Spagna) o perché di volume troppo elevato pur avendo un’economia forte (Italia) sono complessivamente inferiori a tale cifra. Quindi una Bce con piena capacità di agire nel ruolo di prestatore/garante di ultima istanza, come la Riserva federale statunitense, sarebbe stato un segnale al mercato che era inutile speculare al ribasso sugli eurodebiti o non necessario fuggire da essi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Infatti, il mercato non aggredisce o abbandona il debito statunitense nonostante abbia raggiunto il 120% del Pil (se inclusi i debiti degli Stati locali) e il fatto che l’America sia in stagnazione. Ma la Germania si è opposta. Non solo. Al riguardo della Grecia ha voluto mescolare l’intervento di salvataggio con quello di punizione, dando al mercato il messaggio devastante che il debito di una euronazione sarà lasciato andare in insolvenza per il 50-60%. Il mercato ha trasformato questo esempio in profezia negativa sull’Italia ed è fuggito dal suo debito nonostante la capacità tecnica di ripagarlo e di arrivare al pareggio di bilancio nel 2013 per non farne di più.&lt;/div&gt;Per esempio, la svalutazione dei titoli di debito costringe le banche che li posseggono a ricapitalizzarsi e quindi a ridurre gli impieghi, creando una crisi del credito che sarà concausa principale della recessione nel 2012 in Italia. Il caso peggiore si può ancora evitare mettendo la Germania di fronte alle sue responsabilità e dando all’euro un’architettura politica realistica: (a) modificare lo statuto della Bce aggiungendo alla missione di difesa dall’inflazione quelle di stimolazione dell’economia e di prestatore di ultima istanza; (b) creare un centro di governo unico dell’economia nell’Eurozona con propri bilancio e capacità fiscali con la missione di riequilibrare le condizioni economiche nell’area. O così o l’euro difficilmente potrà durare. (il Sussidiario.net)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-7312663197707656209?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/7312663197707656209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=7312663197707656209' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7312663197707656209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7312663197707656209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/11/pelanda-2012-italia-in-recessione.html' title='Pelanda: 2012, Italia in recessione grazie alla Germania.  Carlo Pelanda'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-6818996197694158192</id><published>2011-10-24T18:00:00.001+02:00</published><updated>2011-10-24T18:02:44.338+02:00</updated><title type='text'>Sarkozy e la sinistra italiana ridono.  Ma non per molto.  Gennaro Malgieri</title><content type='html'>Gioiscono davanti al sorriso sarcastico di Sarkozy, con compiacimento ricambiato dalla collega tedesca Merkel, le opposizioni di sinistra (Casini si è distinto nel non associarsi alla vigliaccata e gliene diamo atto). Traggono alimento dalla indignazione partitocratica del presidente francese contro Berlusconi e contro l’Italia per aver perso un posto nel board della Bce ed intende farcela pagare. Si dicono ancor più convinti che questo governo deve andare a casa immediatamente. E già sperano in cuor loro di baciare le mani all’inquilino dell’Eliseo ed alla Cancelliera venuta dall’Est per il servizio resogli. Se la maggioranza di centrodestra non gode buona salute, la minoranza che dovrebbe prendere il suo posto è in stato addirittura comatoso. Aggrapparsi alle disgrazie interne per gioire delle nefandezze europeiste (si fa per dire) di due sconfitti di successo quali sono Sarkozy e la Merkel, prossimi al pensionamento politico come concordemente tutti i sondaggi di opinione prevedono, asseverati dalle verticali e rumorose cadute elettorali che hanno registrato negli ultimi due anni, è veramente il segno della più indifendibile debolezza delle sinistre italiane il cui patriottismo si riduce ad una spilletta da esibire in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Garruli come fringuelli a primavera i Bersani e i Letta, i Di Pietro e i Donadi, unitamente ai loro sodali, hanno rovesciato nel pomeriggio di domenica scorsa fiumi di contumelie contro il governo irriso dal direttorio franco-tedesco, rappresentativo, secondo i poteri fortissimi che imperversano lungo la Penisola, dell’Europa che, alla prova dei fatti, non solo non conta niente, ma neppure esiste se venticinque Stati permettono soltanto a due di elargire patenti di affidabilità ed inducono organismi burocratici che ragionano in base a parametri fantasiosi delle difficoltà reali dei popoli dell’Unione, a declassare chi, per motivi diversi, si trova in difficoltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, non si pretende che le opposizioni assolvano il governo che di responsabilità ne porta. Ma è disgustoso questo sentimento antinazionale a fini puramente interni, di lotta politica insomma, insufflato dal marito di una Carlà capace di perdere un notevole patrimonio di consensi in soli tre anni perché dedito arrogantemente alla cura del suo potere personale piuttosto che dedicarsi alla cura degli interessi della collettività. Al punto che il suo predecessore Jacques Chirac ha già fatto sapere che alle presidenziali di maggio voterà per l’antagonista socialista François Hollande. Non gli resta che il palcoscenico dell’Unione europea e la platea dei giornalisti che detestano Berlusconi, il centrodestra, l’Italia forse, per farsi una risata. La prossima primavera le sue labbra, con ogni probabilità, resteranno chiuse in un imbarazzante mutismo e sul suo volto calerà un velo di tristezza constatando, per di più, che lascia al suo successore una Francia economicamente non proprio florida come vorrebbe far credere in questi mesi di campagna elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo alla miseria dell’opposizione italiana. Soltanto per dire che se domani, disgraziatamente, dovesse varcare il portone di Palazzo Chigi un Bersani o un Vendola o un Di Pietro cos’altro potrebbe fare se non dare seguito alle puntuali indicazioni della Bce, alle intemerate di Van Rompuy, alle pretese di Sarkozy e della Merkel? Senza un briciolo di dignità. E senza neppure prendere in considerazione i sindacati che non vogliono assolutamente che si tocchino le pensioni e la Confindustria che alla patrimoniale neppure ci pensa. Un governo zerbino degli euro-burocrati piuttosto che decisionista. Ma che certamente si guadagnerebbe bei titoli sui giornali che contano e considerazione in Eurolandia dove più che governanti i padroni del vapore gradiscono interloquire con lacchè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, quel che è accaduto a Bruxelles non ci esime dal ricordare che il governo, pur ereditando disastri strutturali, nell’ultimo anno, complice la testardaggine del&amp;nbsp;ministro dell’Economia, poco o niente ha fatto per evitare l’impasse attuale. C’è pure da ricordare che la Lega gli ha dato una bella mano a Berlusconi nel farsi corbellare in Europa. E questo è un altro problema ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come se ne esce? Posto che le elezioni non sono la soluzione e guai se il premier e Bossi ne fossero tentati, bisognerebbe mettere subito mani alla riforma delle pensioni, ma non sotto dettatura dell’Unione europea, dismettere l’ingente patrimonio dello Stato, procedere con le privatizzazioni, investire nella ricerca. Poi accada quel che deve accadere. Non escluso la fine di questa ridicola Europa e di questa sciagura che è l’euro. (l'Occidentale)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-6818996197694158192?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/6818996197694158192/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=6818996197694158192' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6818996197694158192'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6818996197694158192'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/10/sarkozy-e-la-sinistra-italiana-ridono.html' title='Sarkozy e la sinistra italiana ridono.  Ma non per molto.  Gennaro Malgieri'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-6010827423655102915</id><published>2011-10-24T17:26:00.000+02:00</published><updated>2011-10-24T17:26:06.305+02:00</updated><title type='text'>Dio, Patria e Famiglia.  Christian Rocca</title><content type='html'>Mi fanno molto ridere quelli che, a sinistra, hanno iniziato la campagna “Renzi è pericoloso, perché le sue idee piacciono anche a destra” (con la consueta grazia si è distinta la direttrice di YouDem Tv, già nota alle cronache per aver fatto &lt;a href="http://www.camilloblog.it/?s=Geloni&amp;amp;cat=-1"&gt;&lt;span style="color: #007cb6;"&gt;la pipì al Pentagono&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;). &lt;span id="more-10476"&gt;&lt;/span&gt;A parte che le elezioni, come dimostra Obama, si vincono convincendo anche una parte dell’elettorato avverso, mi colpisce come gli anti Renzi indichino Renzi e non si accorgano che nel frattempo loro stessi si sono trasformati in uno schieramento di destra, della destra che più destra non si può, a cominciare dall’amore per il giustizialismo manettaro fino alla continua evocazione di governi tecnocratici e quindi antidemocratici. Ma c’è di più. Dio, Patria e Famiglia, a torto o a ragione, è sempre stato lo slogan caratterizzante la destra bacchettona del nostro paese. Ora sono i valori fondanti dell’opposizione di centrosinistra con le richieste pressanti ai vescovi di intervenire nella politica in nome dei principi cristiani, con l’ipocrita indignazione, signora mia, per l’immagine del nostro paese all’estero e con la condanna morale per lo stile di vita del premier invero lontano da quello della famiglia tradizionale e poco morigerato. Dio, Patria e Famiglia. Altro che Renzi. (Camillo)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-6010827423655102915?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/6010827423655102915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=6010827423655102915' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6010827423655102915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6010827423655102915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/10/dio-patria-e-famiglia-christian-rocca.html' title='Dio, Patria e Famiglia.  Christian Rocca'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-7825141434353822181</id><published>2011-10-22T16:45:00.002+02:00</published><updated>2011-10-22T16:45:16.610+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h2&gt;Il padre e il giudice.&amp;nbsp; Davide Giacalone&lt;/h2&gt;&lt;br /&gt;Per come funzionavano i padri, quando facevano i padri, il problema non sarebbe stato l’arresto, ma la scarcerazione, quindi il ritorno a casa e il lesto passaggio dalla contestazione alla punizione. Avessero fotografato me, nel mentre avessi lanciato non un estintore, ma anche solo un sasso o una bottiglia, contro le forze dell’ordine, la cosa che avrei temuto di più non sarebbe stato l’incontro con il giudice, ma con mio padre. Lì la clemenza me la sarei potuta scordare. E non erano dei selvaggi, o dei sadici, i padri che facevano i padri, ma persone cui non sfuggiva la loro responsabilità: dare l’esempio e far sapere ai figli che gli errori si pagano.&lt;br /&gt;Figli si nasce, padri si diventa. Lo sono divenuto e, da genitore, comprendo il dolore di quelli che ieri hanno sperato di riabbracciare i figli, fuori da Regina Coeli. Non un bel posto. Invece il giudice delle indagini preliminari ha confermato tutti gli arresti, tranne uno, considerando quei cittadini pericolosissimi, in quanto responsabili (non da soli) delle violenze che hanno sconvolto Roma e l’Italia, sabato scorso. Capisco meno, invece, l’ansia di giustificarli. Ho l’impressione che sia anche il desiderio di non essere giudicati. Perché ci sono due sole possibilità: che siano innocenti o colpevoli. Nel primo caso, ci torno subito, meritano le scuse. Nel secondo non è opportuno né far finta di niente né minimizzare, perché, come un tempo ben si sapeva, e come ancora si sa in tantissime famiglie per bene, se non si è capaci di stroncare sul nascere una devianza quelli diventano delinquenti ancora più pericolosi. Posto che delinquenti lo sono di già.&lt;br /&gt;Parlo in generale e senza nominarne i cognomi, perché fra le cose che non sopporto c’è il cannibalismo mediatico, l’uso dei casi specifici per allestire lo spettacolo dell’informazione non ragionata. A ciascuna di quelle persone auguro ogni bene, compreso il subire una giusta pena, se colpevoli. Ma i genitori che proteggono a prescindere, quelli che non hanno visto mai le mazze ferrate e le pessime frequentazioni, che non si sono accorti del calcio vissuto come battaglia e dei cortei praticati come palestre di violenza, cosa credono di ottenere? E’ fin troppo chiaro come finiscono queste storie: malissimo. Forse i nostri figli non hanno alcun bisogno che si proiettino su di loro le nostre paure e li si protegga dalla vita, ma che, al contrario, li si consideri persone, li si cresca con speranza e si presenti loro il conto del bene e del male. Come può fare un genitore.&lt;br /&gt;Ora, però, sono nelle mani della giustizia. Ora è bene che ciascuno ripassi i pilastri della civiltà: nessuno di loro deve essere considerato colpevole fin quando una sentenza definitiva non lo stabilisca. Ed è qui l’essenziale: spero che ciò avvenga presto, ma non per smania repressiva (sono favorevole alla repressione), ma per il loro bene. La cosa peggiore che possa capitare loro è una sentenza di condanna che arrivi dopo anni, spezzando una vita o non ponendo rimedio al suo disfarsi nella distruzione e nell’autodistruzione. Il tempo perso sarebbe per loro una pena aggiuntiva, il che ci ricorda che una giustizia giusta, amministrata in tempi ragionevoli, è una garanzia per la collettività, una speranza per l’innocente e un diritto anche del colpevole.&lt;br /&gt;Il processo ai violenti non dobbiamo farlo qui, o in qualche studio televisivo. Qui dobbiamo batterci perché siano rispettati i diritti di ciascuno, compreso quello a non avere terroristi in circolazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-7825141434353822181?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/7825141434353822181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=7825141434353822181' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7825141434353822181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7825141434353822181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/10/il-padre-e-il-giudice.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-6317283514355960370</id><published>2011-10-20T17:16:00.002+02:00</published><updated>2011-10-20T17:16:30.491+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h2&gt;Non diveniamo ostaggi.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Davide Giacalone&lt;/h2&gt;&lt;br /&gt;Non cadiamo nella loro trappola, non finiamo tutti quanti ostaggi dei violenti. Sono “solo” dei criminali, degli spiantati, gente che non vale l’inchiostro dedicato loro. L’errore è già stato commesso, consentendo loro di fermare i lavori dell’alta velocità in Val di Susa e lasciando credere che contino qualche cosa. Vanno solo individuati, arrestati e puniti, reprimendo una rete che non è un movimento politico (anche in quel caso andrebbe represso), ma un insieme di teppisti che puntano a imporsi scassando e a realizzarsi nella violenza. Quello fotografato nel mentre lancia un estintore dice: non sono un black bloc. Gli credo, è, più semplicemente, uno che merita la galera.&lt;br /&gt;Attenti anche a non credere che si debba limitare la libertà di tutti, per poterli ingabbiare. E’ sufficiente far funzionare la giustizia e affrontare senza paura i tanti che sono pronti a dir minchionerie sul disagio sociale, l’esclusione, le loro buone ragioni e la necessità di comprenderli. Non c’è un accidente da comprendere, questa è gente che sfascia per il gusto di sfasciare. Non servono leggi d’emergenza, semmai servono leggi ragionevoli e serie. Prendete il caso concreto delle telecamere e delle intercettazioni telefoniche: a Londra sono strumenti di prevenzione, utilizzati dalle forze dell’ordine, in Italia sono o materia per discutere (del tutto a sproposito) di privacy, oppure roba messa nelle mani dei magistrati, che sbobinano per poi passare ai giornali. La legge deve cambiare, ma nel senso di offrire più garanzie ai cittadini e all’ordine pubblico, prendendo esempio dagli inglesi: le intercettazioni non sono prove, ma strumenti d’indagine, non si depositano e non si pubblicano, non arrivano al magistrato (se non in casi eccezionali), ma si usano per prevenire e per raccogliere prove, con le quali, in pochi giorni, si ottiene la condanna di chi mette a ferro e fuoco le piazze.&lt;br /&gt;Non lasciatevi distrarre da questi criminali, né lasciatevi traviare da chi vi suggerisce di doverli “capire”. Se siamo nei guai è perché la nostra giustizia non funziona e non è capace di condannarli alla giusta pena (non esemplare, giusta). Corriamo dei rischi perché la giustizia ha deragliato. Rimettiamola sui binari e puniamo la teppa. Saremo più sicuri e più civili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-6317283514355960370?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/6317283514355960370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=6317283514355960370' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6317283514355960370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6317283514355960370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/10/non-diveniamo-ostaggi.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-1164087965790778361</id><published>2011-10-12T19:04:00.000+02:00</published><updated>2011-10-12T19:04:11.276+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="views-field views-field-title" sizcache="7" sizset="26"&gt;&lt;span class="field-content" sizcache="7" sizset="26"&gt;&lt;a href="http://www.linkiesta.it/steve-jobs-vendola"&gt;La confusione mentale dei compagni di Vendola &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="views-field views-field-created" sizcache="1" sizset="6"&gt;&lt;span class="field-content"&gt;12 ottobre 2011&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="views-field views-field-field-catenaccio-value" sizcache="1" sizset="7"&gt;&lt;div class="field-content"&gt;La vicenda è ormai nota. La federazione romana di Sel pubblica un manifesto con l’immagine di una mela (quella della Apple) con dentro il simbolo del partito. Cosa c’entra un partito di sinistra (radicale) con Steve Jobs? Niente.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="views-field views-field-field-immagine-singola-fid" sizcache="7" sizset="27"&gt;&lt;span class="field-content" sizcache="7" sizset="27"&gt;&lt;a class="imagecache imagecache-immagine_600 imagecache-linked imagecache-immagine_600_linked" href="http://www.linkiesta.it/steve-jobs-vendola"&gt;&lt;img alt="Il manifesto di Sel con l’omaggio a Steve Jobs" class="imagecache imagecache-immagine_600" height="348px" src="http://www.linkiesta.it/sites/default/files/imagecache/immagine_600/uploads/articolo/immagine-singola/vendola_2.jpg" title="Il manifesto di Sel con l’omaggio a Steve Jobs" width="600px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="views-field views-field-field-multimedia-value" sizcache="1" sizset="9"&gt;&lt;span class="field-content"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="views-field views-field-field-tipologia-articolo-value" sizcache="7" sizset="28"&gt;&lt;span class="field-content" sizcache="7" sizset="28"&gt;&lt;a href="http://www.linkiesta.it/steve-jobs-vendola"&gt;Opinione&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="views-field views-field-tid" sizcache="7" sizset="29"&gt;&lt;span class="views-label-tid"&gt;Parole chiave: &lt;/span&gt;&lt;span class="field-content" sizcache="7" sizset="29"&gt;&lt;a class="keyword-search-link" href="http://www.linkiesta.it/archivio?keys=nichi vendola" title="tutti i pezzi etichettati con nichi vendola"&gt;nichi vendola&lt;/a&gt;, &lt;a class="keyword-search-link" href="http://www.linkiesta.it/archivio?keys=sel" title="tutti i pezzi etichettati con sel"&gt;sel&lt;/a&gt;, &lt;a class="keyword-search-link" href="http://www.linkiesta.it/archivio?keys=steve jobs" title="tutti i pezzi etichettati con steve jobs"&gt;steve jobs&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggi il resto: &lt;a href="http://www.linkiesta.it/politica#ixzz1aaW6LhJA" style="color: #003399;"&gt;http://www.linkiesta.it/politica#ixzz1aaW6LhJA&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-1164087965790778361?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/1164087965790778361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=1164087965790778361' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1164087965790778361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1164087965790778361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/10/la-confusione-mentale-dei-compagni-di.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-4905655546634445904</id><published>2011-10-07T17:26:00.000+02:00</published><updated>2011-10-07T17:26:35.424+02:00</updated><title type='text'>Magistratocrazia.  Angelo Libranti</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2011/10/images-1.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-full wp-image-24661" height="194px" src="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2011/10/images-1.jpg" title="images-1" width="199px" /&gt;&lt;/a&gt;Non passa giorno che questo riverito Ordine istituzionale non faccia parlare di se per le più svariate ragioni, tutte intese a regolare la vita del cittadino fin nelle sue intime manifestazioni e sensazioni.&lt;br /&gt;Siamo ormai uno Stato sotto tutela ed i parlamentari, che pur rappresentano il popolo italiano, da almeno una quarantina di anni, hanno rinunciato a far valere i loro diritti costituzionali, per viltà o paura di essere inquisiti, magari per un’infrazione qualsiasi.&lt;br /&gt;Lo stesso presidente del Consiglio, massima autorità del potere legislativo, è sotto schiaffo da 18 anni per accuse tra le più varie, tra le quali spiccano quelle di essere mafioso e pedofilo.&lt;br /&gt;La cosa si spiega perchè, purtroppo, una parte della magistratura,&amp;nbsp; fin dai primi anni del dopoguerra, auspice il ministro della Giustizia Palmiro Togliatti, ha cominciato a far politica aderendo alle tesi socialiste.&lt;br /&gt;Togliatti, politico raffinato e lungimirante, influì sulla stesura della Carta costituzionale facendo inserire articoli sull’indipendenza della magistratura, creando di fatto un potere parallelo a quello legislativo pensando al domani, in quanto sapeva che elettoralmente il Pci&amp;nbsp; non sarebbe mai diventato partito di maggioranza.&lt;br /&gt;Massimo Caprara, segretario particolare del capo del Partito comunista, dopo aver abiurato all’ideologia marxista, ebbe più volte a denunciare l’inquinamento della magistratura italiana, fin&amp;nbsp;dal 1946, arrivando a testimoniare a favore di Giancarlo Lehner, in un processo a Trento nel 2005, l’esistenza di un registro riservato, custodito a Mosca, con l’elenco di tutti i magistrati italiani aderenti al Pci.&lt;br /&gt;Nel 1964, ritenendo maturi i tempi, alcuni magistrati di sinistra uscirono allo scoperto fondando Magistratura Democratica, nel cui documento programmatico era scritto a chiare lettere, l’intenzione di “riformare” lo Stato, ispirandosi “ai valori della resistenza”.&lt;br /&gt;Favorito da un momento storico, quando già si profilava la strategia della tensione, il gruppetto iniziale si allargò inserendo nuovi elementi, fidando nell’ignavia del partito di maggioranza che non seppe, o non volle, opporre&amp;nbsp; idee garantiste e più consone alla nostra civiltà giuridica,&amp;nbsp; e&amp;nbsp;piano piano riformò, se non proprio l’Italia, la Magistratura, modificando le procedure delle indagini giudiziarie e dei processi penali e civili.&lt;br /&gt;Da allora è stata una continua&lt;em&gt; escalation&lt;/em&gt; nell’imporre la loro politica giudiziaria ed i primi effetti evidenti si notarono dopo il 1969, quando fior di terroristi la sfangarono per distrazione o collusione di certi magistrati, espatriando all’estero.&lt;br /&gt;Con la discesa in campo di Silvio Berlusconi, amico di Craxi e nemico giurato della sinistra tutta, la giustizia creativa si è manifestata in tutta la sua virulenza, arrivando a sconvolgere le regole e la Costituzione alla quale dicono, mentendo spudoratamente, di ispirarsi.&lt;br /&gt;Non trovando ostacoli al loro procedere, hanno invaso tutti i campi del vivere civile e dei rapporti fra cittadini e fra il cittadino e lo Stato. Al dolo si unisce la superficialità ed ora siamo all’invasione completa della vita privata.&lt;br /&gt;E’ di questi giorni, ma già si esercitavano da tempo, la novità di togliere i figli alla famiglia legittima, senza avviso e senza indagini, basta la relazione di un assistente sociale qualsiasi e scatta improvvisamente il decreto di affido ad altra famiglia, creando problemi psicologici notevoli in un minore di 10 anni.&lt;br /&gt;Certa magistratura regola pure (e sopratutto) i rapporti di lavoro, intervenendo pesantemente nelle controverse aziendali, riassumendo o spostando il personale, ignorando i contratti e condividendo in toto le tesi dei sindacati.&lt;br /&gt;Nella Rai-Tv riesce a mutare i palinsesti ed anche nelle attività sportive ignora i regolamenti di autonomia delle Federazioni, rifacendo risultati e classifiche.&lt;br /&gt;Entrano pure nelle redazioni dei giornali e perquisiscono i giornalisti non graditi con un’impunità unica, adducendo pretesti che non valgono per altri giornalisti ed per altre testate.&lt;br /&gt;Cosa dire poi di certe sentenze nel penale (il civile lo lascio perdere), quando si va dalla condanna certa all’assoluzione con formula piena, o viceversa, oppure quando si imbastisce&amp;nbsp;un processo per il furto di un ovetto di cioccolata.&lt;br /&gt;Novità degli ultimi anni è l’intercettazione a tappeto; l’origliare al telefono la vita altrui, per poi passare tutto a giornali amici per la pubblicazione.&lt;br /&gt;Il risultato, devastante, è lo sputtanamento dell’intercettato, pur non dovendo rispondere di nessun reato.&lt;br /&gt;Scontato il fatto che nessuno li controlla, il Csm tace in tutt’altre faccende affaccendato, il ministro della Giustizia non fa valere le sue prerogative, pur indicate nella Costituzione, il Parlamento è succube ed incapace di reagire, schiavo pure delle magagne di alcuni suoi esponenti di spicco.&lt;br /&gt;Della loro arroganza e dei loro errori non paga nessuno, anzi paga lo Stato, cioè tutti noi. (The FrontPage)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-4905655546634445904?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/4905655546634445904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=4905655546634445904' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4905655546634445904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4905655546634445904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/10/magistratocrazia-angelo-libranti.html' title='Magistratocrazia.  Angelo Libranti'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-2937866630746552854</id><published>2011-09-29T17:35:00.000+02:00</published><updated>2011-09-29T17:35:21.446+02:00</updated><title type='text'>I tre omissis dei vescovi e una proposta.    Marcello Veneziani</title><content type='html'>&lt;div class="textcontainer entry-content"&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Condivido l'appello dei vescovi alla sobrie­t­à e all'aria pulita. Aggiungo solo tre corol­lari omessi e una riflessione sul futuro. Uno, magari il degrado denunciato dai vescovi si po­tesse circoscrivere a una persona, fosse pure il premier, e a una fase, i nostri giorni. Purtroppo il degrado è più radicale, più diffuso, più stagio­nato. Due, ma l'uso pubblico della vita privata, la pubblicazione amplificata di deplorevoli ri­svolti dell'intimità e infine l'incitazione all' odio, non hanno gravi corresponsabilità nel degrado morale e civile del Paese? &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Tre, ma chi dovrebbe«purificare l'aria»,la sinistra di Pena­ti e Vendola, i comitati d'affari che si vedono all' orizzonte, i tifosi di Zapatero, dell'aborto e del­le unioni gay? Lo dico dal vostro punto di vista. Senza togliere una virgola alla denuncia, sareb­be stato più onesto e veritiero aggiungere an­che questi tre aspetti. La riflessione, invece, ci sposta sull'agire po­litico. Con l'estrema unzione dei vescovi, si è completato il pronunciamento delle vecchie zie, o «poteri forti», compatti contro il governo Berlusconi. È già accaduto in passato. Ma ha senso spostare la partita politica sul terreno personale, in difesa del privato? Ha senso gio­care la partita soli contro il resto del mondo, non avendo più il vasto consenso popolare e con il fiato di Bossi sul collo? Lasciate che io dis­senta e dica: meglio annunciare che a fine legi­slatura si chiude un ciclo, puntare a concluder­lo degnamente per il bene dell'Italia, e poi ri­partire dalla politica. Cioè da zero. (il Giornale)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;!-- google_ad_section_end --&gt;&lt;!-- &lt;/EdIndex&gt; --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-2937866630746552854?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/2937866630746552854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=2937866630746552854' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2937866630746552854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2937866630746552854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/09/i-tre-omissis-dei-vescovi-e-una.html' title='I tre omissis dei vescovi e una proposta.    Marcello Veneziani'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-4847828841326653502</id><published>2011-09-22T17:10:00.001+02:00</published><updated>2011-09-22T17:12:06.661+02:00</updated><title type='text'>Come leggo i giornali.  Uriel Fanelli</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il Corriere della Sera.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Il Corriere della Sera e' governato da quelli che in Italia vengono considerati "i salotti buoni della finanza". In particolare, si tratta di Gemina e altri. Per fare un elenco, Unicredit, Assicurazioni Generali, Mediobanca, Benetton Group (Sintonia) , Schroder, Oxburgh, Deutsche Investment Management Americas, BPM Gestioni SGR e Eurizon. In dettaglio: &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Al &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/10_febbraio"&gt;10 febbraio&lt;/a&gt; &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/2010"&gt;2010&lt;/a&gt;, l'azionariato di RCS MediaGroup S.p.A., aggiornato secondo le comunicazioni pervenute alla &lt;a href="http://www.consob.it/main/documenti/assetti_proprietari/semestre1-2009/150061_Az.html?hkeywords=&amp;amp;docid=29&amp;amp;page=4&amp;amp;hits=285&amp;amp;nav=false&amp;amp;filedate=22/04/2009&amp;amp;sem=/documenti/assetti_proprietari/semestre1-2009/150061_Az.html&amp;amp;link=Pie-chart+Capitale+ordinario=/documenti/assetti/semestre1-2009/150061_TOrdDich.html%3b+Pie-chart+Capitale+votante=/documenti/assetti/semestre1-2009/150061_TVotDich.html"&gt;Consob&lt;/a&gt;, è così composto&amp;nbsp;:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mediobanca"&gt;Mediobanca&lt;/a&gt; S.p.A. - 14,209% &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Giovanni Agnelli &amp;amp; C. S.A.p.A., tramite &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fiat"&gt;Fiat&lt;/a&gt; - 10,497% &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Rotelli"&gt;Giuseppe Rotelli&lt;/a&gt; - 7,546%, tramite &lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pandette_Finanziaria&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Pandette Finanziaria&lt;/a&gt; S.r.l. &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Efiparind BV della famiglia &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pesenti"&gt;Pesenti&lt;/a&gt; - 7,748%, di cui: &lt;ul&gt;&lt;li&gt;tramite &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Tosi"&gt;Franco Tosi&lt;/a&gt; S.r.l. - 5,133% &lt;/li&gt;&lt;li&gt;tramite &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italcementi"&gt;Italcementi&lt;/a&gt; S.p.A. - 2,332% &lt;/li&gt;&lt;li&gt;tramite Societé de Participation Financière Italmobiliare S.A. - 0.283%&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Dorint&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Dorint&lt;/a&gt; Holding S.A. della famiglia &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diego_Della_Valle"&gt;Della Valle&lt;/a&gt; - 5,499% &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Premafin Finanziaria S.p.A. della famiglia &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Ligresti"&gt;Ligresti&lt;/a&gt; - 5,461%, di cui: &lt;ul&gt;&lt;li&gt;tramite &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fondiaria_Sai"&gt;Fondiaria Sai&lt;/a&gt; S.p.A. - 2,242% &lt;/li&gt;&lt;li&gt;tramite &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Milano_Assicurazioni"&gt;Milano Assicurazioni&lt;/a&gt; - 1,712% &lt;/li&gt;&lt;li&gt;tramite Sainternational S.A. - 1,406% &lt;/li&gt;&lt;li&gt;tramite Saifin S.p.A. - 0,094% &lt;/li&gt;&lt;li&gt;tramite Siat S.p.A. - 0,007%&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pirelli"&gt;Pirelli&lt;/a&gt; &amp;amp; C S.p.A rappresentata da &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Tronchetti_Provera"&gt;Marco Tronchetti Provera&lt;/a&gt; - 5,166% &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Si.To. Financiere S.A. - 5,140%; tramite Partecipazioni Editoriali S.r.l. (famiglia Toti) &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Benetton_%28famiglia%29"&gt;Gruppo Benetton&lt;/a&gt; - 5,100%; tramite Edizione S.r.l. &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Intesa_Sanpaolo"&gt;Intesa Sanpaolo&lt;/a&gt; rappresentata da &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corrado_Passera"&gt;Corrado Passera&lt;/a&gt; - 5,065%, di cui: &lt;ul&gt;&lt;li&gt;direttamente - 5,051% &lt;/li&gt;&lt;li&gt;tramite &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banco_di_Napoli"&gt;Banco di Napoli&lt;/a&gt; S.p.A - 0,009% &lt;/li&gt;&lt;li&gt;tramite &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_IMI"&gt;Banca IMI&lt;/a&gt; S.p.A. - 0,005%&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Assicurazioni_Generali"&gt;Assicurazioni Generali&lt;/a&gt; - 3,957%, di cui: &lt;ul&gt;&lt;li&gt;tramite Generali Vie S.A. - 3,894% &lt;/li&gt;&lt;li&gt;tramite &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/INA_Assitalia"&gt;INA Assitalia&lt;/a&gt; S.p.A. - 0,043% &lt;/li&gt;&lt;li&gt;tramite &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Toro_Assicurazioni"&gt;Toro Assicurazioni&lt;/a&gt; - 0,020%&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banco_Popolare"&gt;Banco Popolare&lt;/a&gt; - 3,634% &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Gruppo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/UBS"&gt;UBS&lt;/a&gt; - 3,522%; tramite Ubs Fiduciaria S.p.A. &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Gruppo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Merloni"&gt;Merloni&lt;/a&gt; rappresentato da &lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Francesco_Merloni&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Francesco Merloni&lt;/a&gt; - 2,090% tramite Merloni Invest S.p.A. &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sinpar&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;Sinpar&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Società di Investimenti e Partecipazioni S.p.A.&lt;/em&gt;, finanziaria della Famiglia &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Lucchini"&gt;Lucchini&lt;/a&gt; - 2,060%&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come potete vedere, ci sono praticamente tutti i grandi finanzieri italiani. Di conseguenza, si tratta del giornale che e' portavoce, per forza di cose, delle istanze della finanza. Esse sono un pelino diverse da quelle di Confindustria, perche' la finanza appare un pelino piu' "popolare", cioe' sembra meno orientata ai "padroni" e piu' alle persone.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma questo e' dovuto essenzialmente al fattore trainante della finanza italiana: l'immobiliare , il credito al consumo e la cartolarizzazione dell'economia. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-4847828841326653502?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/4847828841326653502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=4847828841326653502' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4847828841326653502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4847828841326653502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/09/come-leggo-i-giornali-uriel-fanelli.html' title='Come leggo i giornali.  Uriel Fanelli'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-1213267327890974578</id><published>2011-09-20T19:11:00.000+02:00</published><updated>2011-09-20T19:11:03.698+02:00</updated><title type='text'>Il vero conflitto di interessi in Italia va cercato nei giornali.  Daniela Coli</title><content type='html'>&lt;table class="contentpaneopen"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="left" colspan="2" valign="top" width="70%"&gt;&lt;span class="small"&gt;&lt;span style="color: #777777; font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="createdate" colspan="2" valign="top"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;!--td valign="top" colspan="2" rem LEGNO--&gt;&lt;td class="tdcontent" colspan="2" valign="top"&gt;&lt;!--add LEGNO--&gt;&lt;div align="center" class="mosimage" style="float: left; width: 240px;"&gt;&lt;img alt="Image" border="0" height="159px" src="http://www.legnostorto.com/images/stories/Marco11/corriere_sera.gif" title="Image" width="240px" /&gt; &lt;div align="left" class="mosimage_caption" style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.loccidentale.it/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;l'Occidentale&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; - Pochi storici e politologi si sono resi conto che dalla metà degli anni ’70 la vita politica italiana non è stata diretta dai partiti e da leader, ma da tre giornali amici: il Corriere, la Repubblica e la Stampa. Tra giornali legati insieme da un enorme conflitto di interesse che nessuno dei più battaglieri giornalisti contro Berlusconi ha mai rivelato. La famiglia Agnelli, proprietaria della Stampa, a metà anni ’70 divenne anche azionista di maggioranza di Rcs, e Antonio Caracciolo, azionista di maggioranza del gruppo &lt;em&gt;Espresso&lt;/em&gt; da cui nacque nel 1976 Repubblica, diretta da Scalfari, era il fratello maggiore di Marella Caracciolo, la moglie di Gianni Agnelli. Tutto in famiglia, anche se all’insegna della condanna del familismo amorale italiano, dell’etica e della modernità. Sulla lobby responsabile di questo gigantesco conflitto, che con un solo articolo faceva dimettere un governo durante la prima repubblica (Craxi resistette e fu subito disegnato come Mussolini da Forattini) e ha decapitato la prima repubblica, nessuno dei più inflessibili giornalisti del Corriere ha mai scritto una parola. Nemmeno Sergio Romano, che lanciò la campagna sul conflitto di interessi di Berlusconi. Attento conoscitore della vita politica americana, Romano sapeva bene cos’era un conflitto di interesse e scrisse una serie di articoli indignati contro il tycoon televisivo che voleva farsi premier, ma non ha mai scritto un rigo sul conflitto Agnelli-Caracciolo, al cui confronto quello del Cavaliere era insignificante. Un conflitto che non è solo politico, ma economico, finanziario, per i rapporti del gruppo Fiat con la finanza internazionale.&lt;br /&gt;Questo conflitto rappresenta una potente Lobby economica-finanziaria e politico-culturale, i cui interessi hanno poco a che fare col bene del “Paese” come il Corriere, la Stampa e Repubblica chiamano l’Italia. E’ una Lobby senza preferenze politiche e ideologiche: usa indifferentemente come camerieri e maggiordomi partiti e politici diversi per i propri interessi. Agnelli ha avuto un ottimo rapporto col Pci, perché era nell’interesse della Fiat ottenere finanziamenti pubblici dallo Stato italiano e quindi qualsiasi attacco del Pci ai vari governi democristiani e di centrosinistra era benvenuto per le casse della Ditta. Il Pci non si è neppure accorto di essere stato espropriato dell’egemonia culturale da Repubblica, un vero e proprio partito, che ha sostituito l’Unità tra i militanti della sinistra come l’Espresso ha sostituto Rinascita. Dopo il ’92-93 la linea all’ex Pci la dettano Repubblica e il Corriere. Nessun partito socialista europeo è stato condizionato come la sinistra italiana da una lobby estranea al partito e i più forti paesi europei hanno democrazie solide, dove i governi durano cinque anni e dove a nessun giornale verrebbe in mente di far dimettere un premier o un cancelliere con una campagna giornalistica: non sarebbe possibile. Qui sta l’anomalia italiana.&lt;br /&gt;È comprensibile che Berlusconi sia stato visto dalla Lobby che decideva i destini dell’Italia come un contropotere e sia stato combattuto fin dall’inizio, incastrandolo col conflitto di interesse e col famoso avviso di garanzia pubblicato da Mieli sul Corriere, mentre il Cavaliere presiedeva il G8 a Napoli nel novembre ’94. Berlusconi tornò al governo nel 2001, perse nel 2006, rivinse le elezioni nel 2008, ma la Lobby di Repubblica, il Corriere e la Stampa si ostina a parlare di ventennio berlusconiano. È comprensibile che si sia tentato di fare fuori Berlusconi: per la prima volta in Italia è nato un contropotere deciso a fare funzionare la democrazia rappresentativa e a governare cinque anni, come in tutte le democrazie occidentali.&lt;br /&gt;Per eliminare Berlusconi si è creato un nuovo ariete: i magistrati. Erano serviti per fare fuori con una campagna giudiziaria-mediatica i partiti della prima repubblica e i magistrati sono rimasti gli alleati più fedeli della Lobby, mai scalfita da un’indagine e alla quale sono sempre stati serviti su un vassoio di argento avvisi di garanzia e intercettazioni contro destra e sinistra, quando fa comodo agli interessi della Ditta. La Lobby si definisce anglofila, addita l’Inghilterra come modello, ma Murdoch è stato travolto dalle intercettazioni dei suoi tabloid e la polizia inglese adesso vuole anche sapere come il Guardian è entrato in possesso delle intercettazioni di News of the World.&lt;br /&gt;I giornali della Lobby danno all’estero l’immagine dell’Italia e hanno un complesso serraglio di grandi firme, ognuna delle quali ha un diverso referente politico, e ognuna ha il suo posto nell’orchestra: chi strizza l’occhio alla destra postfascista pubblicando quotidianamente qualche dettaglio della storia del fascismo, perché, si sa, niente è più inedito dell’edito, chi fa il paladino della destra liberale e ci ricorda con gli economisti classici messi in soffitta da Schumpeter l’importanza dell’egoismo per il capitalismo, chi si batte il petto disperato perché in Italia, ahimè, non c’è né la destra, né la sinistra e la colpa è tutta dei falsi invalidi, naturalmente. Poi c’è Sartorius che se la prende col sultano, Stella e Rizzo che incalzano contro la Casta (dagli idraulici ai taxisti ai politici) e Magris, ma per Magris basta il nome, no? Tutte quelle figurine Panini che aveva tanto bene descritto Edmondo Berselli. Quante cose aveva capito Edmondo, che qualcuno all’Occidentale considera un nemico: averne di nemici come Edmondo! Aveva capito che Dagospia, da cui oggi attingono a piene mani Mauro, Flebuccio, Marione e le procure – ormai un’appendice di Dago (e chissà quanto si divertirà Cossiga dall’al di là a vedere i magistrati affannarsi a consultare Dagospia, la sua creatura) – era il teatrino più adatto per inquadrare Marchionne, ribattezzato Marpionne, che “gioca certe sue indecifrabili strategie all’interno della famiglia Agnelli, e potendo dà una gomitatina a Montezemolo”.&lt;br /&gt;La debolezza italiana, l’anomalia italiana sta proprio in questa Lobby che impedisce alla politica italiana di comportarsi come quella inglese, francese, tedesca e spagnola, che ultimamente ha riscritto la Costituzione insieme, destra e sinistra. La Lobby sempre indignata con il “Paese”, perché non ci sono gli “Italians” (e neppure quelle belle cerimonie e tutti quei bei cappellini della regina, né William e Kate e neppure Carlo e Camilla), è riuscita perfino a dare lezioni di patriottismo con i 150 anni sbandierati ogni giorno (signora mia, non c’è più un Cavour! Se ci fosse lui!) per tenere l’Italia sotto e farla diventare il fanalino di coda dell’Occidente, diffamarla, tenerla sospesa, perché, cavolo!, non è l’Inghilterra e gli italiani sono così&amp;nbsp;cialtroni, mafiosi, ladri e puttanieri, a cominciare dal Berlusca, così arcitaliano…. Per questo, non solo Berlusconi, ma anche il centrodestra va abbattuto, la sinistra basta un tozzo di pane per tenerla al guinzaglio.&lt;br /&gt;Questa è l’Italia della Lobby, sbeffeggiata dall’&lt;em&gt;Economist&lt;/em&gt;, la Bibbia della Lobby. Davvero ci vorrebbe un Principe, come chiedeva Machiavelli: ci vorrebbe la politica, tutta, di destra e di sinistra, che alzasse la testa e decidesse di riscrivere il patto per l’Italia. Tory e whig, dopo una lunga guerra civile, riuscirono insieme a fare giurare al re fedeltà al parlamento e a prendere il destino dell’Inghilterra nelle loro mani. Chissà se la politica italiana riuscirà mai ad alzare la testa e a prendere in mano il destino del paese. Se non lo farà sarà decapitata tutta, perché la Lobby è uno stato nello Stato, un governo ombra con i suoi ministeri e ministri, i suoi ambasciatori, le sue spie, e ha il suo esercito di magistrati che quando vuole e come vuole scaglia contro la destra e la sinistra. Ci sono momenti in cui nella vita di uno Stato la classe politica deve decidere se farsi annientare o alzare la testa e decidere se è capace di esistere. È il caso di dirlo: se non ora, quando?&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-1213267327890974578?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/1213267327890974578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=1213267327890974578' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1213267327890974578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1213267327890974578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/09/il-vero-conflitto-di-interessi-in.html' title='Il vero conflitto di interessi in Italia va cercato nei giornali.  Daniela Coli'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-4108077330157859062</id><published>2011-09-16T17:33:00.001+02:00</published><updated>2011-09-16T17:34:29.764+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="field-item odd"&gt;&lt;div class="titolo"&gt;&lt;div class="field field-type-text field-field-occhiello"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;L'uovo di giornata&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;h2&gt;Repubblica passa all'audio in nome della (sua) legge &lt;/h2&gt;&lt;/div&gt;Repubblica ha fatto un nuovo salto di qualità:&amp;nbsp;ha messo sul suo sito l'audio integrale di una telefonata tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e Walter Lavitola. Non bastavano, anticipazioni, trascrizioni, sbobinature, variazioni sul tema:&amp;nbsp;ora abbiamo la viva voce del premier incisa per sempre nella vastità della rete.&lt;br /&gt;Quella telefonata non dovrebbe esistere: non doveva essere registrata, se registrata non doveva essere sbobinata, se sbobinata non doveva essere diffusa e pubblicata. Invece non solo esiste, non solo è stata trascritta, ma per il godimento del pubblico e dell'inclita, è ora a disposizione in stereofonia.&lt;br /&gt;Una così palese violazione delle regole, specie nei confronti di un capo del governo democraticamente eletto, in qualsiasi paese produrrebbe un terremoto di sdegno contro i giudici, contro i giornali, contro il sistema mediatico-giudiziario. Qualcosa del tipo di quello che è accaduto a News of the World e a Rupert Murdoch&amp;nbsp; in Inghilterra.&lt;br /&gt;In Italia quella telefonata rubata è invece oggetto di delizia su Facebook, mentre Repubblica che ne ha deciso la diffusione consolida il suo status di unica paladina della libertà di stampa, della pubblica legalità e del sacro fuoco del giornalismo d'inchiesta.&lt;br /&gt;Nessuno si chiede come Ezio Mauro abbia messo le mani su quel nastro che non dovrebbe esistere: attraverso quali amicizie, quali alleanze, quali scambi di favori, quali omissioni. No, Repubblica è impegnata a salvare l'Italia dal caimano e tutto le è concesso.&lt;br /&gt;Ci può stare: siamo arrivati ad un punto in cui nessuno si scandalizza più di nulla e tutte le regole sono saltate con il plauso generale. Una cosa resta davvero inspiegabile:&amp;nbsp;che in Italia gli unici indagati per violazione del segreto istruttorio per aver pubblicato una intercettazione telefonica siano Silvio Berlusconi e l'allora direttore del Giornale, Maurizio Belpietro. (l'Occidentale)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-4108077330157859062?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/4108077330157859062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=4108077330157859062' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4108077330157859062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4108077330157859062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/09/luovo-di-giornata.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-4998164009360334603</id><published>2011-09-13T15:51:00.001+02:00</published><updated>2011-09-13T15:51:58.938+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h5 class="sec_title"&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/archivio/"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Archivio&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; › &lt;a href="http://www.ilfoglio.it/andreasversion"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Andrea's Version&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;/h5&gt;&lt;div class="bmc_wrapper"&gt;&lt;img class="sec_avatar" src="http://www.ilfoglio.it/media/img/rubric_avatars/andreasversion.gif" /&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class="sec_item"&gt;&lt;h1 class="article_title"&gt;13 settembre 2011 &lt;/h1&gt;&lt;div class="article_title"&gt;Sì, figurarsi, non sono mica scemi, mica ci credono davvero. Mica ci crede la Barbara Spinelli, quando suona la cetra per Eugenio Scalfari manco fosse un pensatore due spanne sopra Heidegger, lo sguardo lungo, la morale lassù in cima, l’occhio che scruta passato e presente, e tutto questo, scrive, anzi, suona lei, nonostante che il corpo di lui appaia ben più giovane di quello di Ganimede. E’ evidente che la Spinelli finge. E mica crederete che creda davvero a quel che scrive, Ezio Mauro, il quale si sobbarca ogni giorno la fatica di spiegare come e qualmente, se un orso bianco si trova a disagio nell’attuale calotta polare, ciò dipenda senz’altro dal fatto che Berlusconi scopa. E a non parlare di Michele Serra, beato lui, che sgrana gli occhioni e mostra d’indignarsi come il primo giorno ogni volta che gli insinuano il dubbio di una sinistra capace di spendere perfino oltre i proventi da salamella. Ma no, non sono fessi, date retta, mica ci credono. Non si dice mentire, recitano solo un po’, dissimulano. Come dire? La fabbrica del fingo. (il Foglio)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-4998164009360334603?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/4998164009360334603/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=4998164009360334603' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4998164009360334603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4998164009360334603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/09/archivio-andreas-version-13-settembre.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-5603032132317121356</id><published>2011-09-11T10:59:00.001+02:00</published><updated>2011-09-11T11:00:29.739+02:00</updated><title type='text'>Capire Berlusconi.  Gianni Pardo</title><content type='html'>&lt;table class="contentpaneopen"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="left" colspan="2" valign="top" width="70%"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="createdate" colspan="2" valign="top"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tdcontent" colspan="2" valign="top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" class="mosimage" style="float: left; width: 246px;"&gt;&lt;img alt="Image" border="0" height="285px" src="http://www.legnostorto.com/images/stories/Marco11/berlusconi_vacanza.gif" title="Image" width="246px" /&gt; &lt;br /&gt;&lt;div align="left" class="mosimage_caption" style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;La stampa offre due articoli preziosi per capire il fenomeno Berlusconi. Angelo &lt;a href="about:Dunque%20egli%20non%20comanda%20n%C3%A9%20a%20Palazzo%20Chigi%20n%C3%A9%20nel%20Pdl.%20Le%20stesse%20esitazioni%20sul%20contenuto%20della%20manovra%20nascono%20dal%20fatto%20che%20non%20l%E2%80%99ha%20decisa%20o%20imposta%20lui,%20ma%20ha%20lasciato%20fare,%20fino%20al%20caos%20che%20abbiamo%20visto.%20%20Come%20se%20non%20bastasse,%20la%20maggior%20parte%20dei%20provvedimenti,%20essendo%20di%20sapore%20nettamente%20socialista,%20sono%20stati%20contrari%20alle%20sue%20idee:%20%E2%80%9Ccosa%20c%E2%80%99entrano%20quelle%20cose%20con%20Berlusconi,%20con%20ci%C3%B2%20che%20lui%20%C3%A8,%20e%20con%20l%E2%80%99elettorato%20che%20lo%20ha%20fin%20qui%20seguito?%20La%20risposta%20%C3%A8%20facile:%20nulla,%20assolutamente%20nulla.%20Eppure,%20%C3%A8%20stato%20proprio%20il%20governo%20Berlusconi%20a%20proporle%E2%80%9D.%20Il%20governo%20nel%20suo%20complesso,%20dunque,%20non%20certo%20chi%20ne%20presiedeva%20le%20riunioni.%20Dov%E2%80%99%C3%A8%20dunque%20finito%20l%E2%80%99autocrate%20di%20Arcore,%20l%E2%80%99uomo%20che%20%C3%A8%20sembrato%20essere,%20da%20solo,%20la%20causa%20e%20l%E2%80%99origine%20di%20tutto,%20quello%20alla%20cui%20volont%C3%A0%20si%20inchinava%20l%E2%80%99intera%20Italia,%20tanto%20che%20il%20suo%20regime%20%C3%A8%20stato%20paragonato%20ad%20una%20dittatura%20morbida?%20%20La%20colpa%20%C3%A8%20comunque%20sua:%20%E2%80%9CBerlusconi%20ha%20sottovalutato,%20fin%20dall%E2%80%99inizio%20della%20sua%20esperienza,%20il%20fatto%20che%20avrebbe%20dovuto%20costruire%20%C2%ABanticorpi%C2%BB%20in%20grado%20di%20assicurargli%20una%20autentica%20egemonia%20sul%20governo%E2%80%9D.%20Fa%20proprio%20effetto,%20dopo%20anni%20ed%20anni%20di%20accuse%20in%20un%20senso,%20%20vedere%20accusare%20qualcuno%20del%20suo%20assoluto,%20incompatibile%20contrario.%20%20Panebianco%20tuttavia%20non%20delira%20e%20fornisce%20a%20prova%20della%20sua%20tesi%20il%20rapporto%20con%20Giulio%20Tremonti.%20Si%20sapeva%20sin%20dall%E2%80%99inizio%20che%20l%E2%80%99amico%20aveva%20idee%20vagamente%20%E2%80%9Csocialiste%E2%80%9D.%20Le%20sue%20proposte%20%E2%80%9Cdi%20sinistra%E2%80%9D%20non%20sono%20stupefacenti%20e%20la%20colpa%20di%20Berlusconi%20%C3%A8%20presto%20descritta:%20%E2%80%9CAnzich%C3%A9%20fare%20del%20ministro%20dell%E2%80%99Economia,%20come%20di%20solito%20avviene,%20un%20proprio%20collaboratore%20in%20materia%20economica,%20egli%20accett%C3%B2%20che%20Tremonti%20ne%20diventasse%20il%20dominus%E2%80%9D;%20%E2%80%9Csolo%20in%20extremis,%20sfruttando%20le%20pressioni%20della%20Banca%20centrale%20europea%20e%20le%20sollecitazioni%20del%20presidente%20della%20Repubblica,%20Berlusconi%20sia%20riuscito%20a%20recuperare%20un%20certo%20personale%20controllo%20sulla%20manovra%E2%80%9D.%20E%20allora%20bisogna%20chiedere%20agli%20italiani:%20troppo%20comando%20o%20troppo%20poco%20comando?%20Collaboratori%20servi%20o%20collaboratori%20riottosi?%20Berlusconi%20dittatore%20o%20Berlusconi%20testa%20di%20turco?%20%20Il%20secondo%20articolo,%20di%20Francesco%20Verderami%282%29,%20si%20segnala%20invece%20perch%C3%A9%20ci%20mostra%20che%20cosa%20ha%20imparato%20il%20Cavaliere%20in%20materia%20di%20politica.%20Pare%20che%20la%20diplomazia%20segreta%20del%20Terzo%20Polo%20e%20del%20Pd%20abbia%20seriamente%20proposto%20a%20Berlusconi%20il%20classico%20%E2%80%9Cpasso%20indietro%E2%80%9D%20per%20formare%20un%20nuovo%20governo%20senza%20di%20lui,%20pur%20consentendogli%20di%20designare%20il%20nuovo%20Premier.%20Qualcuno%20dunque%20pensa%20che%20sia%20ancora%20l%E2%80%99uomo%20del%201994%20ed%20ha%20dimenticato%20che%20Silvio%20forse%20%C3%A8%20un%20ingenuo%20ma%20non%20%C3%A8%20uno%20stupido.%20Ci%C3%B2%20che%20gli%20si%20propone%20l%E2%80%99ha%20gi%C3%A0%20vissuto%20nel%201994%20e%20non%20ha%20dimenticato%20n%C3%A9%20l%E2%80%99inganno%20di%20Scalfaro%20n%C3%A9%20il%20distacco%20di%20Dini.%20Chi%20abdica%20%C3%A8%20spesso%20tradito%20da%20chi%20gli%20subentra%20sul%20trono.%20%20Ma%20c%E2%80%99%C3%A8%20di%20pi%C3%B9.%20Lo%20scopo%20sarebbe%20stato%20quello%20di%20consentire%20la%20nascita%20di%20un%20nuovo%20governo%20%E2%80%9Cper%20portare%20a%20compimen"&gt;Panebianco&lt;/a&gt; imputa al Cavaliere un difetto caratteriale che è l’opposto di ciò che si è sempre detto in giro. La vulgata ha sempre sostenuto che Berlusconi non ascolta nessuno; che è circondato da una corte di servi sempre pronta a dire di sì; che lo stesso Pdl è un partito senza democrazia interna, dove non si ha diritto di dissentire e si fa solo ciò che dice il Capo. Ora Panebianco - non in&amp;nbsp;&amp;nbsp;una frase di passaggio, ma in un intero articolo - sostiene ripetutamente e vigorosamente la tesi opposta: il difetto di Berlusconi è quello di non saper comandare. &lt;br /&gt;“Il vero vizio d’origine di questo governo consiste nella incapacità dimostrata da Berlusconi, in questa esperienza di governo, come, del resto, nella precedente (quella del 2001/2006), di imporre una propria egemonia sulla compagine governativa nel suo complesso e, di riflesso, sulla maggioranza”. Dunque egli non comanda né a Palazzo Chigi né nel Pdl. Le stesse esitazioni sul contenuto della manovra nascono dal fatto che non l’ha decisa o imposta lui, ma ha lasciato fare, fino al caos che abbiamo visto. Come se non bastasse, la maggior parte dei provvedimenti, essendo di sapore nettamente socialista, sono stati contrari alle sue idee: “cosa c’entrano quelle cose con Berlusconi, con ciò che lui è, e con l’elettorato che lo ha fin qui seguito? La risposta è facile: nulla, assolutamente nulla. Eppure, è stato proprio il governo Berlusconi a proporle”. Il governo nel suo complesso, dunque, non certo chi ne presiedeva le riunioni. Dov’è dunque finito l’autocrate di Arcore, l’uomo che è sembrato essere, da solo, la causa e l’origine di tutto, quello alla cui volontà si inchinava l’intera Italia, tanto che il suo regime è stato paragonato ad una dittatura morbida?&lt;br /&gt;La colpa è comunque sua: “Berlusconi ha sottovalutato, fin dall’inizio della sua esperienza, il fatto che avrebbe dovuto costruire «anticorpi» in grado di assicurargli una autentica egemonia sul governo”. Fa proprio effetto, dopo anni ed anni di accuse in un senso,&amp;nbsp;&amp;nbsp;vedere accusare qualcuno del suo assoluto, incompatibile contrario.&lt;br /&gt;Panebianco tuttavia non delira e fornisce a prova della sua tesi il rapporto con Giulio Tremonti. Si sapeva sin dall’inizio che l’amico aveva idee vagamente “socialiste”. Le sue proposte “di sinistra” non sono stupefacenti e la colpa di Berlusconi è presto descritta: “Anziché fare del ministro dell’Economia, come di solito avviene, un proprio collaboratore in materia economica, egli accettò che Tremonti ne diventasse il dominus”; “solo in extremis, sfruttando le pressioni della Banca centrale europea e le sollecitazioni del presidente della Repubblica, Berlusconi sia riuscito a recuperare un certo personale controllo sulla manovra”. E allora bisogna chiedere agli italiani: troppo comando o troppo poco comando? Collaboratori servi o collaboratori riottosi? Berlusconi dittatore o Berlusconi testa di turco?&lt;br /&gt;Il secondo articolo, di Francesco &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/11_settembre_09/verderami-la-richiesta-di-un-passo-indietro_20d72d04-daa6-11e0-9c9b-7f60b377ee16.shtml" target="_blank"&gt;Verderami&lt;/a&gt;, si segnala invece perché ci mostra che cosa ha imparato il Cavaliere in materia di politica. Pare che la diplomazia segreta del Terzo Polo e del Pd abbia seriamente proposto a Berlusconi il classico “passo indietro” per formare un nuovo governo senza di lui, pur consentendogli di designare il nuovo Premier. Qualcuno dunque pensa che sia ancora l’uomo del 1994 ed ha dimenticato che Silvio forse è un ingenuo ma non è uno stupido. Ciò che gli si propone l’ha già vissuto nel 1994 e non ha dimenticato né l’inganno di Scalfaro né il distacco di Dini. Chi abdica è spesso tradito da chi gli subentra sul trono.&lt;br /&gt;Ma c’è di più. Lo scopo sarebbe stato quello di consentire la nascita di un nuovo governo “per portare a compimento la legislatura e garantire il traghettamento del Paese verso la «terza Repubblica» con una serie di riforme strutturali sul versante economico e su quello istituzionale”. Una serie di riforme? Ma quali, esattamente? E con quale preciso contenuto? E quale garanzia si potrebbe mai fornire sulla loro realizzazione? E che cos’è la Terza Repubblica se non aria fritta, una rimasticatura di sogni giornalistici?&lt;br /&gt;Un altro specchietto per le allodole è pure la promessa più o meno esplicita che, facendosi da parte, Berlusconi non sarebbe più perseguitato dalla magistratura. In primo luogo la minoranza ha sempre negato che egli sia stato perseguitato, e questa proposta equivale invece ad un riconoscimento del fatto; in secondo luogo la promessa implicherebbe che c’è una parte politica che ha i magistrati al guinzaglio. Ma Berlusconi, che non è&amp;nbsp;completamente rimbecillito, avrebbe detto: “Eppoi comunque non si fermerebbe la caccia all'uomo contro di me da parte della magistratura”.&lt;br /&gt;Questi due articoli ci dicono che Berlusconi è tutt’altro che quel “padrone” che tanti si sono compiaciuti di descrivere: soltanto, non è più quell’ingenuo che era nel 1994.&lt;script language="JavaScript" type="text/javascript"&gt; &lt;!-- var prefix = '&amp;#109;a' + 'i&amp;#108;' + '&amp;#116;o'; var path = 'hr' + 'ef' + '='; var addy94886 = 'g&amp;#105;&amp;#97;nn&amp;#105;p&amp;#97;rd&amp;#111;' + '&amp;#64;'; addy94886 = addy94886 + 'l&amp;#105;b&amp;#101;r&amp;#111;' + '&amp;#46;' + '&amp;#105;t'; document.write( '&lt;a ' + path + '\'' + prefix + ':' + addy94886 + '\'&gt;' ); document.write( addy94886 ); document.write( '&lt;\/a&gt;' ); //--&gt;\n &lt;/script&gt;&lt;script language="JavaScript" type="text/javascript"&gt; &lt;!-- document.write( '&lt;span style=\'display: none;\'&gt;' ); //--&gt; &lt;/script&gt;&lt;script language="JavaScript" type="text/javascript"&gt; &lt;!-- document.write( '&lt;/' ); document.write( 'span&gt;' ); //--&gt; &lt;/script&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-5603032132317121356?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/5603032132317121356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=5603032132317121356' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5603032132317121356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5603032132317121356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/09/capire-berlusconi-gianni-pardo.html' title='Capire Berlusconi.  Gianni Pardo'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-6140906806048086426</id><published>2011-09-09T18:09:00.002+02:00</published><updated>2011-09-09T18:11:02.847+02:00</updated><title type='text'>L'Espresso e il Fatto danno il peggio di sé sull'11 settembre.   Carlo Panella</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Commemorare l’11 settembre pubblicando balle colossali è una scelta lecita e può anche aumentare le vendite, ma ha il difetto di essere un gioco –oltre che sporco- troppo scoperto e che non fa onore a chi lo pratica. Pure, l’Espresso oggi pubblica tre Dvd con la supervisione di Giulietto Chiesa che ci raccontano “l’altra verità” su quel dramma. Che sia un operazione impresentabile lo sa bene anche il settimanale di Carlo De Benedetti che prende subito le distanze dalla sua stessa iniziativa, con una precisazione che lascia esterrefatti: “ L'Espresso', che come dimostra la sua storia è da sempre aperto anche alle opinioni diverse dalle proprie, lo propone come documento certamente di parte, ma su cui discutere per farsi un'idea completa”. Insomma, sono tutte balle ma “teniamo famiglia”, dobbiamo vendere, non abbiamo idee serie e quindi vi proponiamo una sòla con la scusa alla Nanni Moretti di “aprire il dibbbattito”. Naturalmente non abbiamo potuto esaminare i tre Dvd (escono oggi), ma possiamo ben immaginarci che altri non siano che la collazione di tutte le fantasticherie che Giulietto Chiesa propaga da dieci anni circa il “complotto americano”, con un Pentagono che non è mai stato colpito dal Boeing 747 del volo 77 della American Airlines, con una guerra in Afghanistan motivata dagli oleodotti e quindi complotto e poi complotto e ancora complotto degli yankees. Una serie di menzogne e di insinuazioni prive dei più elementari riscontri col marchio della più becera e puteolente ideologia antiamericana, assemblata da un personaggio di scarso successo, emarginato da tutte le forze politiche che ha corteggiato per ottenere una candidatura e che alle ultime europee, non a caso, si è presentato (ma è stato trombato) in Lettonia, nella speranza di ottenere i voti della minoranza russa dalle nostalgie sovietiche. Stessa solfa per il Fatto che domenica ha pubblicato un delirante articolo di Robert Fisk che –in sintesi- sostiene che la responsabilità ultima degli attentati è degli Usa che hanno appoggiato sempre Israele, quando gli attentatori si sono schiantati sulle Twin Towers proprio in difesa dei palestinesi. Fisk, come sa chi ha una conoscenza anche superficiale di al Qaida, è smentito platealmente proprio da Osama bin Laden che ha sempre posto la questione palestinese almeno al nono posto tra i propri obbiettivi. Ma non importa. Così come non ha peso la smentita più chiara ed evidente di tutte le tesi e insinuazioni di Giulietto Chiesa e Robert Fisk. Dopo l’11 settembre al Qaida e il terrorismo islamico hanno colpito in paesi come l’Indonesia (a Bali), l’Arabia Saudita, il Bangladesh, l’India (a Mumbai), il Marocco, la Nigeria e l’Algeria, paesi, contesti, che nulla hanno a che fare con gli Usa e ancora meno con la questione israelo-palestinese. Chi segue anche da lontano il terrorismo islamico sa che le sue radici sono solo e esclusivamente nel fondamentalismo islamico, che uccide nella logica di una guerra di religione, innanzitutto contro quelli che considera i “falsi musulmani” e poi, solo in seconda battuta, contro i loro alleati occidentali. Basti pensare che sono ben più i musulmani straziati da kamikaze islamici dentro le moschee, mentre pregavano, di quante non siano state le vittime dell’11 settembre. Ma personaggi come Giulietto Chiesa e Robert Fisk non si occupano né preoccupano della realtà e piacciono all’Espresso e al Fatto proprio .-e solo- perché ripropongono il più basso, stantio e viscerale antiamericanismo che si sia mai visto in Italia e in Europa. Una sottocultura, che vive e sopravvive nei siti Internet più squalificati dell’estremismo di sinistra, che ci viene oggi riproposta con iniziative editoriali che però, in fondo, hanno un pregio. Indicano come ormai a sinistra non vi sia più alcuna capacità di elaborazione, comprensione, analisi del mondo e di un fenomeno complesso come il terrorismo islamico. Non più cultura politica –anche antiamericana, come era, ma con serietà e sostanza quella del vecchio Pci filosovietico- ma solo invettive, sospetto, insinuazioni. (Libero)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-6140906806048086426?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/6140906806048086426/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=6140906806048086426' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6140906806048086426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6140906806048086426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/09/lespresso-e-il-fatto-danno-il-peggio-di.html' title='L&apos;Espresso e il Fatto danno il peggio di sé sull&apos;11 settembre.   Carlo Panella'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-842630717588887348</id><published>2011-09-09T17:58:00.000+02:00</published><updated>2011-09-09T17:58:38.933+02:00</updated><title type='text'>La sinistra gambero rosso dimentica quel che predicava.  Filippo Facci</title><content type='html'>La verità è che il segretario dei Ds, per esempio, dice anche delle cose sensate, coraggiose, in linea coi tempi: ammetterlo sarebbe già un progresso. Queste, per esempio, sono parole sue: "Dobbiamo avere il coraggio di un rinnovamento. La mobilità e la flessibilità sono un dato della realtà, e corrisponde, nella nuova generazione, a un modo diverso di guardare al lavoro. Il problema che si pone a sinistra e sindacati è se noi, rinnovando gli strumenti della contrattazione, possiamo costruire delle nuove reti di tutela e di rappresentanza. Se non ci mettiamo su questo terreno, rappresenteremo sempre un solo segmento del mondo del lavoro: quelli che stanno in mezzo, ma che sono sempre di meno. Lo so che nel meridione ci sono due milioni di italiani che lavorano in nero, ma non sono sicuro che sia solo un problema di polizia e di ispettorati del lavoro... Non sono sicuro che se li scopriamo avremo 7000 miliardi in più: temo che, se li scopriamo, alcuni pagheranno le tasse, ma altri chiuderanno, e avremo un milione di disoccupati in più. Dovremmo preferire essere lì con quei lavoratori e negoziare quel salario per migliorarlo, anziché stare fuori dalle fabbriche con in mano una copia del contratto nazionale". Parole, come detto, del segretario dei Ds: il problema è che il segretario era Massimo D'Alema e che le sue parole sono di 15 anni fa, congresso Pds, Palaeur di Roma, febbraio 1997. (Libero news)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-842630717588887348?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/842630717588887348/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=842630717588887348' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/842630717588887348'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/842630717588887348'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/09/la-sinistra-gambero-rosso-dimentica.html' title='La sinistra gambero rosso dimentica quel che predicava.  Filippo Facci'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-7108915489611491438</id><published>2011-09-06T18:18:00.001+02:00</published><updated>2011-09-06T18:19:05.384+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h1&gt;Gli 80 anni di un innocente&lt;/h1&gt;&lt;span class="author"&gt;di Giuseppe Lipera&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div sizcache="8" sizset="13"&gt;&lt;div sizcache="8" sizset="13"&gt;&lt;em sizcache="8" sizset="13"&gt;&lt;span class="CELESTE" sizcache="8" sizset="13"&gt;Venerdì scorso il dottor Bruno Contrada ha compiuto ottant'anni. Per l'occasione il suo difensore, l'avvocato Giuseppe Lipera, ha voluto scrivere una lettera ripresa dal sito "&lt;a href="http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=5125&amp;amp;Itemid=1" target="_blank"&gt;Giustizia Giusta&lt;/a&gt;" che ripubblichiamo.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro dottore Contrada,&lt;br /&gt;non ci crederà, ma è la prima volta in vita mia che mi capita di fare gli auguri di compleanno a un uomo che compie 80 anni.Già la cosa in sé mi emoziona e mi fa riflettere, ma non è solo questo ovviamente. Vorrei dirLe tante cose, più di quelle che Le ho detto in questi tre anni e mezzo che ci conosciamo, e sono sicuro che non riuscirò a farlo. Mi domando: quante siete le persone in Italia ultraottantenni? Boh! Certamente non tante, ancor meno quelle che hanno vissuto una vita come la Sua: onori, gloria, ricchi, responsabilità, prestigio e poi però la gogna, l'infamia, i processi, la condanna,&amp;nbsp; la assoluzione e poi di nuovo la condanna, il carcere. Possiamo dire, con stupido sarcasmo e dolce ironia, che Lei non si è fatto veramente mancare nulla in queste vita terrena.&lt;br /&gt;Cos'altro Le accadrà ancora?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo averLa conosciuta, il 15 dicembre del 2007, mentre Lei si trovava rinchiuso nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, io Le dissi: "Lei è frangar non flectar", cioè mi appariva come un uomo tutto d'un pezzo, acciaccato dall'età e dalle sofferenze del carcere e delle malattie, dal dolore della condanna, tanto ingiusta quanto immeritata, ma nonostante tutto questo Lei non si piegava, la Sua dignità era altissima ed immacolata. Commentai, e tantissimi, forse centinaia di migliaia di italiani, lo sanno, dicendo: ringrazio Dio di avermi fatto conoscere un uomo come Bruno Contrada! A distanza di oltre tre anni da allora, avendo avuto l'opportunità di approfondire la Sua conoscenza, non posso che confermare questo mio pensiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto tutto questo, stamattina mi sono chiesto: cosa posso regalare al mio cliente, che ormai considero un caro amico, il giorno del Suo compleanno? Ci ho riflettuto molto e ho trovato cosa donargli, ma poi ho pensato: Lui questo lo ha già; non importa, mi sono detto,&amp;nbsp; il mio regalo può essere solo questo. Ebbene, carissimo dottore Bruno, Le dono il mio amore per il Giusto e per il Vero e riconosco di essere presuntuoso perché il Giusto e il Vero che è in Lei è molto di più di quanto io possa offrirLe. Lei mi ricorda tanto un Uomo che ebbi la fortuna di conoscere nell'estate del 1985 proprio qui a Palermo, uomo che poi divenne mio amico e che certamente contribuì a cambiare le sorti della mia vita; si chiamava Enzo Tortora. Parlava proprio come Lei: intelligente, colto, affascinante, invidiatissimo da molti ma amatissimo da tantissimi; Tortora subì, né più e nè meno, quello che ha subito Lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vicenda del noto personaggio si concluse in tempi rapidi: fu condannato a dieci anni di reclusione ma poi assolto, però dopo cinque anni dal suo arresto, nel 1988&amp;nbsp; morì. Il Suo calvario invece, caro e illustre amico dottor Contrada, ancora continua dopo quasi 20 anni. A volte mi domando: quale è il disegno divino di tutto questo? Perché ho incontrato questi due uomini nella mia vita? Sono domande a cui ancora non so rispondere, ma so aspettare e confido che un giorno lo capirò. Ora penso questo: se c'è armonia in questo universo, e io devo credere che ci sia, la Sua storia giudiziaria non può finire cosi come è. I signori Giudici della Corte di Appello di Caltanissetta dovranno quanto prima decidere sulla terza istanza di revisione che ho presentato in Suo favore, invocando la riapertura del Suo processo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono indubbiamente gli elementi perché questa istanza di revisione possa essere accolta, eccome se ci sono e non li sto qui a ripetere perché Lei, dottore Contrada, li conosce benissimo. Ecco: ho trovato cosa regalarLe e che Lei forse non ha! Io dono a Lei dottore Contrada la speranza che ho io di riuscire a dimostrare, urbi et orbi, la Sua assoluta innocenza; il sogno che ho io che Le venga restituito l'onore e la dignità di autentico servitore dello Stato, di uomo che ha creduto e lottato per altissimi ideali come l'amore per la Patria ed il rispetto delle Istituzioni. Io dono a Lei dottore Contrada, nel giorno del Suo ottantesimo compleanno, la certezza che, nonostante tutto quanto sia accaduto, milioni di italiani credono che Lei sia vittima di un errore giudiziario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io dono a Lei dottore Bruno, il desiderio, che io e tantissimi come me hanno, che tutto questo non sia una illusione. Con tanto affetto e stima, Le porgo i miei auguri di buon compleanno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em sizcache="8" sizset="14"&gt;&lt;strong sizcache="8" sizset="14"&gt;(da &lt;a href="http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=5125&amp;amp;Itemid=1" target="_blank"&gt;Giustizia Giusta&lt;/a&gt;)&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-7108915489611491438?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/7108915489611491438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=7108915489611491438' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7108915489611491438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7108915489611491438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/09/gli-80-anni-di-un-innocente-di-giuseppe.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-8006560639885944108</id><published>2011-09-05T17:50:00.000+02:00</published><updated>2011-09-05T17:50:38.257+02:00</updated><title type='text'>Il Signor Rossi.  Padano</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2011/09/imagesCAZINMDB.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-full wp-image-23921" height="211px" src="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2011/09/imagesCAZINMDB.jpg" title="imagesCAZINMDB" width="298px" /&gt;&lt;/a&gt;Vi racconto una storia (vera).&amp;nbsp;Negli anni tra il 1970 e il 1975 ho fatto le scuole elementari. Eravamo una classe mista di 32 bambini e bambine. Il nostro Maestro (con la M maiuscola) era il Signor Pietro Rossi, che all’epoca aveva circa 35 anni. Era il nostro unico Maestro ma non ha mai avuto problemi di disciplina seppur con una classe molto numerosa. Non era autoritario – nemmanco per sogno – era autorevole e noi lo adoravamo! In 5 anni non ci ha mai messo una nota (individuale o collettiva) e non ha mai espulso dall’aula nessuno.&lt;br /&gt;Il Signor Maestro Pietro Rossi era una persona straordinaria: oltre a portare a termine (sempre in anticipo) il programma ministeriale egli ci appassionava alle più svariate discipline. Con lui abbiamo imparato il francese cantando (!), abbiamo imparato a giocare a scacchi (a 6 anni!), abbiamo imparato la matematica con il “metodo Papy” (metodo binario di zero e uno, quello che usano i computer…), abbiamo letto il &lt;em&gt;Diario di Anna Frank&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Un anno sull’Altipiano&lt;/em&gt; di Emilio Lussu.&lt;br /&gt;In gita scolastica – invece delle soliti “banali” mete come Verona, Venezia, Mantova – il Signor Maestro Pietro Rossi ci ha portato a vedere le trincee della Prima Guerra Mondiale sull’Altipiano di Asiago dove avevano combattuto i nostri bisnonni…&lt;br /&gt;Il Signor Maestro Pietro Rossi – come già detto – era adorato dai suoi discepoli e sommamente rispettato da tutti quelli che avevano il privilegio di conoscerlo. Era una persona appassionata del suo lavoro, serio, preparato, scrupoloso, mai inutilmente “lamentoso”. In 5 anni non ha mai fatto nemmeno un’ora di assenza dalla cattedra! Noi – in 5 anni – non abbiamo mai visto un supplente…&lt;br /&gt;Ma il Signor Maestro Pietro Rossi era – per l’ottuso Stato italiano – un “semplice maestro delle elementari”, con relativa paga da fame…&lt;br /&gt;Il Signor Maestro Pietro Rossi aveva 2 vestiti grigi, uno invernale più pesante ed uno estivo più leggero… Il Signor Maestro Pietro Rossi aveva 2 paia di scarpe, quelle nere, grosse, invernali e quelle marroni, leggere, estive… Il Signor Maestro Pietro Rossi aveva 3 camice bianche invernali a maniche lunghe e 3 camicie azzurre estive a maniche corte… Il Signor Maestro Pietro Rossi veniva a scuola (estate e inverno, pioggia o neve) sempre e solo in bicicletta… Il Signor Maestro Pietro Rossi aveva – come “auto di famiglia” – una 500 usata bianca con l’interno in similpelle nera… Il Signor Maestro Pietro Rossi – sposato e con figli – viveva in affitto in un piccolo appartamentino di periferia…&lt;br /&gt;Insomma il Signor Maestro Pietro Rossi – insegnante e uomo esemplare – aveva un tenore di vita a dir poco misero! Ebbene nessuno – nessuno – lo ha mai sentito lamentarsi! Mai!&lt;br /&gt;E adesso veniamo all’oggi…&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tg3 Veneto&lt;/em&gt; di ieri, solito servizio – quello di tutti gli anni – sull’inizio dell’anno scolastico con relative proteste degli insegnanti…&lt;br /&gt;Le maestre (con la m minuscola) delle elementari (che adesso si chiamano “primarie”) in coro a lamentarsi per questo o quello…&lt;br /&gt;Ma vediamole queste maestrine, tutte lamentose e tutte uguali: capello fresco di parrucchiera, sopracciglia “scolpite”, abitini in “ultimi colori moda”, scarpe trampolate, unghie modello &lt;em&gt;lap-dance&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;smartphone&lt;/em&gt; in mano, auto parcheggiata fuori: indistinguibili dalle commesse di Benetton o Sisley… anche nell’atteggiamento, nel linguaggio, nella cultura…&lt;br /&gt;E queste sgallettate maestrine-&lt;em&gt;fashion&lt;/em&gt; si lamentano pure? Per loro le parole “passione per il lavoro”, “dedizione”, “impegno”, “autorevolezza” non hanno proprio alcun significato! No, per queste maestrine-&lt;em&gt;fashion&lt;/em&gt; l’importante è accaparrarsi il sicuro posto pubblico, poi si vedrà…&lt;br /&gt;E i bambini, i discepoli, gli alunni? Ma chissenefrega degli alunni, quelli sono solo una scocciatura tra uno stipendio e l’altro…&lt;br /&gt;Che infinita tristezza, che schifo immondo! Che maestre vomitevoli!&lt;br /&gt;E io dovrei mandare mio figlio a scuola da quelle quattro“sgallettate? A imparare cosa, di grazia?&lt;br /&gt;No, se io fossi il Signor Maestro Pietro Rossi quelle pseudo-colleghe le prenderei a calci nel sedere! Vergogna, vergogna! (The FrontPage)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-8006560639885944108?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/8006560639885944108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=8006560639885944108' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/8006560639885944108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/8006560639885944108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/09/il-signor-rossi-padano.html' title='Il Signor Rossi.  Padano'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-8681430711701701036</id><published>2011-08-16T10:42:00.000+02:00</published><updated>2011-08-16T10:42:55.357+02:00</updated><title type='text'>Il giornalismo alle vongole dell'Espresso.  Christian Rocca</title><content type='html'>&lt;!-- "&gt;&lt;/span&gt; --&gt;&lt;!-- &lt;span class="post-entry-category"&gt;&lt;/span&gt; --&gt;&lt;!-- &lt;span class="post-entry-category"&gt;&lt;/span&gt; --&gt; &lt;div class="post-entry-body"&gt;I&lt;a href="http://inchieste.repubblica.it/static/rep-locali/inchieste/includes/inchieste-nav.html?iframeUrl=http%3A%2F%2Fespresso.repubblica.it%2Fdettaglio%2Ftangenti-italiane-ai-talebani%2F2158324&amp;amp;inchiesta=%2Fit%2Fespresso%2F2011%2F08%2F12%2Fnews%2Fle_tangenti_ai_talebani-20351277%2F"&gt;&lt;span style="color: #007cb6;"&gt;mbarazzante inchiesta, chiamiamola così, dell’Espresso&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;Rubricata con tanto di "esclusivo", il settimanale di Largo Fochetti legge (chissà se bene o male) altri cable di WikiLeaks e imbastisce una meschina campagna giornalistica per sostenere che Berlusconi pagava i talebani, che Bush gli disse di smettere, che Berlusconi smise e che per dimostrare di essere bellicoso almeno quanto l’amico texano si è reso corresponsabile delle successive e numerose perdite italiane. &lt;br /&gt;Tutto bene, tranne che non torna niente. A cominciare dai tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto è assurdo accusare Berlusconi prima di pagare e poi di non pagare: o sbagliava prima o sbagliava dopo, non può aver sbagliato in ogni caso. Ma come pretendere correttezza dal gruppo De Benedetti? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andiamo al merito delle accuse che, peraltro, non tengono conto di analoghi pagamenti americani ai talebani (lasciamo stare, troppo complicato per gli espressones).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, scrive l’Espresso che prima delle elezioni italiane del 2008 l’ambasciatore americano a Roma fa sapere a Washington che ci sarebbe da fare pressioni sugli italiani perché smettano di pagare i talebani. &lt;br /&gt;In quel momento al governo, e per i due anni precedenti, c’era Prodi, non Berlusconi. Ma l’Espresso non lo dice. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Successivamente, sempre nel 2008, con Berlusconi appena insediato a Palazzo Chigi, Bush dice al premier italiano di smetterla con i pagamenti del passato. &lt;br /&gt;Il passato recente è Prodi, al governo dal 2006. Questo non esclude che prima anche il governo Berlusconi abbia pagato, ma in ogni caso i file di WikiLeaks non provano l’avvenuto pagamento di tangenti né durante l’era Berlusconi né negli anni di Prodi, ma si limitano a riportare voci, dicerie e una certa preoccupazione americana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il capolavoro arriva dopo, quando Repubblica lascia intendere che Berlusconi ferma i pagamenti e si allinea agli americani, anche nelle attività militari. &lt;br /&gt;Ecco la frase: &lt;br /&gt;«Fino all’estate 2009, quando con la prima grande offensiva della Folgore anche i nostri militari sono passati all’assalto dimostrando con le armi la nuova volontà bellica del centrodestra».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avete letto bene, nell’estate del 2009, per dimostrare con le armi la nuova volontà bellica del centrodestra, i nostri militari anziché pagare passano all’assalto. &lt;br /&gt;«Ma da allora – aggiunge l’Espresso – anche il numero di bare avvolte nel tricolore è cominciato a crescere, sempre di più fino a quadruplicare».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa dimentica l’Espresso? Che nell’estate del 2009, alla Casa Bianca c’era da mesi Barack Obama e che la grande offensiva della Folgore non è stato un episodio isolato e tantomeno un vezzo berlusconiano per dimostrare la volontà bellica del centrodestra italiano, ma una precisa scelta strategica e militare disposta dal Nobel per la Pace Barack Obama, forse per dimostrare con le armi la nuova volontà bellica del centrosinistra. (Camilloblog)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-8681430711701701036?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/8681430711701701036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=8681430711701701036' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/8681430711701701036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/8681430711701701036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/08/il-giornalismo-alle-vongole.html' title='Il giornalismo alle vongole dell&apos;Espresso.  Christian Rocca'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-729893511323047233</id><published>2011-08-16T10:15:00.000+02:00</published><updated>2011-08-16T10:15:10.198+02:00</updated><title type='text'>L'unico che dovrebbe mettersi a lutto per la morte di D'Avanzo è il Cav.</title><content type='html'>&lt;div class="field-item odd"&gt;C’è un malcostume che dal mondo universitario sta passando a quello del giornalismo. Come nel primo ormai nessuno&amp;nbsp;scrive più un libro che non sia nuovo, acuto, originale (fanno eccezione le recensioni-killer motivate da rivalità concorsuali), così, nel secondo, non c’è pubblicista che non riceva il suo bravo serto d’alloro, o per aver prodotto un reportage ‘che farà epoca’ o, semplicemente, per aver abbandonato questa valle di lacrime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ capitato pure a Giuseppe D’Avanzo presentato come una delle migliori penne della carta stampata, un professionista di elevata cifra, una coscienza morale integerrima. In realtà, apparteneva alla genia di Marco Travaglio ovvero a quanto di più fazioso, velenoso e indigesto abbia espresso il giornalismo italiano. C’è una sola persona che dovrebbe mettersi a lutto per la sua morte, Silvio Berlusconi. Non pochi avversari&amp;nbsp;politici del Cavaliere, infatti, erano quasi portati a simpatizzare con lui, colpiti dal&amp;nbsp;settarismo rabbioso di D’Avanzo. (l'Occidentale)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-729893511323047233?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/729893511323047233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=729893511323047233' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/729893511323047233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/729893511323047233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/08/lunico-che-dovrebbe-mettersi-lutto-per.html' title='L&apos;unico che dovrebbe mettersi a lutto per la morte di D&apos;Avanzo è il Cav.'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-5974251912717758794</id><published>2011-07-28T19:28:00.005+02:00</published><updated>2011-07-28T19:30:03.447+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h2&gt;Travaglio leghista. Davide Giacalone&lt;/h2&gt;&lt;br /&gt;Il linguaggio della Lega non ha mai brillato per raffinatezza e gusto delle sfumature, ma sarebbe sciocco non riconoscere che quel partito, sotto la guida di Umberto Bossi, ha saputo intercettare non solo la protesta, ma anche la rappresentanza d’interessi reali. Niente affatto negativi. “Roma ladrona” era uno slogan, ma dentro vi si leggeva il sobbollire di vaste aree produttive e di piccole intraprese che dovevano sopportare un enorme peso fiscale e burocratico. Il guaio della Lega è che governa da tempo, s’è imborghesita, il capo piazza i propri figli, e i carichi fiscali e burocratici sono sempre lì, semmai accresciuti.&lt;br /&gt;Quando il ciclo era positivo, per la Lega, anche le parole di un Borghezio qualsiasi, solitamente ispirate al delirio, finivano con l’inserirsi in una sinfonia ove prevalevano i tamburi e i tromboni, a segnalare la crudezza dello spartito. Ora che il ciclo volge al brutto, sentirlo riconoscere le presunte ragioni del biondo e demente assassino, induce solo a valutare le differenze: non è biondo e non nuoce più di tanto. Il dramma del vuoto leghista si misura tutto sul fronte che si sono scelti per l’estate: i ministeri al nord. Vorrei tanto incontrare almeno un cittadino del nord cui gliene freghi qualche cosa.&lt;br /&gt;Le foto dei nuovi “uffici” sono di un desolante squallore burocratico, privo di quel che al nord, forse, potrebbero anche apprezzare: attivismo, efficienza, frenesia, open space che formicolano nel lavorio. Nulla. Le immagini dell’inaugurazione sono di una tristezza sconfinata, compresa la presenza di due ministri non leghisti, la propagandisticamente votata ad ogni cosa, Maria Vittoria Brambilla, e il ridotto a incarnare il “che s’ha da fa pe’ campa’”, Giulio Tremonti. Tutti assieme non ho idea se abbiano conquistato mezzo voto, so che hanno guadagnato al Quirinale un motivo ulteriore per schiaffeggiare il governo. Come se mancassero.&lt;br /&gt;Che, poi, ci voleva un po’ di sale in zucca per cercare di vender meglio il prodotto, comunque scadente. In passato si sono seminate in giro per l’Italia le autorità: quella delle comunicazioni a Napoli, quella alimentare a Parma e così via sprecando denaro e duplicando i costi. Non ha minimamente funzionato, ma, almeno, su quelle pessime scelte c’era il consenso generale perché dimostravano l’intenzione di decentrare e considerare unita l’Italia. Che ci voleva, a usare la stessa retorica mendace? Non ne sono capaci perché, al contrario, compiono gesti inutili allo scopo di far vedere che non è del tutto morta la Lega che proclamava il separatismo. Solo che allora era preoccupante, ora è imbarazzante.&lt;br /&gt;Credo che la Lega abbia diversi meriti, compreso quello di avere selezionato, nel tempo, una buona classe dirigente locale. Giovane, per giunta. E non ultimo quello di avere dimostrato che gli interessi che si rappresentano non devono avere prima ottenuto il certificato di garanzia e affidabilità, perché la democrazia è un mercato aperto. Ma tutto questo rischia di finire male perché i leghisti si sono dimostrati incapaci di conciliare la rappresentanza con gli impegni di governo. In fondo sono gli ultimi berlingueriani in circolazione, ancora convinti che si possa essere “di lotta e di governo”. Non funzionò per i comunisti e non funzionerà mai, perché si ottiene il solo risultato di non essere credibili per la lotta e non essere utili per il governo. Sappiamo che, al loro interno, sono in corso regolamenti dei conti. Vorremmo ricordare loro la saggezza partenopea di De Curtis: è la somma che fa il totale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-5974251912717758794?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/5974251912717758794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=5974251912717758794' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5974251912717758794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5974251912717758794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/07/travaglio-leghista-il-linguaggio-della.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-2017632488205578343</id><published>2011-07-14T18:18:00.001+02:00</published><updated>2011-07-14T18:18:47.102+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h1 class="article_title"&gt;14 luglio 2011 &lt;/h1&gt;&lt;h2 class="article_summary"&gt;&lt;/h2&gt;Il governo è la rovina del paese e se ne deve andare. Il premier, nel suo delirio, prima si rende conto che dovrà farsi da parte e meglio è. Con Berlusconi non si negozia, deve restare fuori dalla partita perché una sua intromissione sarebbe dannosa, un peso per tutti. Sia il presidente del Consiglio sia il ministro dell’Economia devono sgombrare il campo, il loro ritorno a casa sarebbe l’unico regalo che dovrebbero fare al paese. Un governo vergognoso, un premier vergognoso, una politica indecente e una macelleria sociale che prosegue imperterrita, se ne devono andare immediatamente. Bon. Le precedenti affermazioni, più altre, pronunciate ieri dall’opposizione in vista della manovra senza ostruzionismi, dimostrano in verità, contrariamente alla vulgata, che i toni sono rimasti belli su e a calare sembrerebbero le mutande.&lt;br /&gt;&lt;div class="copyright"&gt;© - FOGLIO QUOTIDIANO&lt;/div&gt;&lt;div class="signature"&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/redazione/47"&gt;di Andrea Marcenaro&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-2017632488205578343?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/2017632488205578343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=2017632488205578343' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2017632488205578343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2017632488205578343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/07/14-luglio-2011-il-governo-e-la-rovina.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-4064656883429155590</id><published>2011-07-12T19:37:00.002+02:00</published><updated>2011-07-12T19:37:57.749+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h1 class="article_title"&gt;12 luglio 2011 &lt;/h1&gt;&lt;h2 class="article_summary"&gt;&lt;/h2&gt;Io me lo sposerei, Luca Sofri. Con tutto il rispetto umano del mondo, dice, a lui non gliene potrebbe fregare di meno, per la chiusura di News of the World. Che manco a me. E chissenefrega, dice, se scompare una robaccia piena di notizie inaffidabili e terroristiche, che non ha niente a che fare con la responsabilità e con la qualità dell’informazione, una robaccia dotata, tra l’altro, di standard etici del tutto ordinari, se non insufficienti. Chissenefrega se chiudono quella robaccia, superlecita, ci mancherebbe, “ma di cui non sentiremo la mancanza e per cui non è il caso di condurre battaglie, dato che niente di buono aggiunge alla nostra civiltà”. Non è il caso. Punto. Milioni o no di copie vendute, abilità o meno dei suoi redattori, pubblicità o meno che possa portare a casa, successo o no che gli decreti il pubblico. Bravo Luca. Smack! Come per Santoro.&lt;br /&gt;&lt;div class="copyright"&gt;© - FOGLIO QUOTIDIANO&lt;/div&gt;&lt;div class="signature"&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/redazione/47"&gt;di Andrea Marcenaro&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-4064656883429155590?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/4064656883429155590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=4064656883429155590' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4064656883429155590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4064656883429155590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/07/12-luglio-2011-io-me-lo-sposerei-luca.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-6831025131646713300</id><published>2011-07-06T18:19:00.000+02:00</published><updated>2011-07-06T18:19:08.095+02:00</updated><title type='text'>Verrebbe da chiedersi chi ha fottuto gli inglesi ma è meglio chiuderla qui.  Carlo Serrani</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="field field-type-mlcreference field-field-ml-content"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;&lt;div class="ml-preview ml-remote-image" ml="[ml:107438:preview]"&gt;&lt;div class="emfield-image emfield-image-preview"&gt;&lt;img alt="" src="http://www.loccidentale.it/files/imagecache/preview/extProvider/zzz_custom/aHR0cDovL3d3dy5xLW5ld3MuY29tL2JsYWlyX3RpdGxlcGhvdG8uanBn" title="" width="140px" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;!-- insert-label --&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="field field-type-text field-field-body"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;La linea generalmente denigratoria e insultante della stampa inglese verso l’Italia, e in particolare dell'&lt;em&gt;Economist&lt;/em&gt;, si colloca da tempo notoriamente in relazione inversa rispetto alle sorti del nostro Paese: meglio l’Italia va, più viene attaccata. E ciò in quanto le ragioni primarie della costante denigrazione inglese si radicano, in primis, in due vizi: invidia e rabbia (mal repressa). Cominciamo dall’invidia. Tutti sanno che non è possibile alcun reale paragone tra vivere in Italia e in Gran Bretagna: per geografia, paesaggio, clima, bellezza delle città, cultura e tradizioni gastronomiche e vinicole. Gli inglesi lo sanno, e non sono per nulla contenti di vivere nelle loro isole fredde, grigie e piovose; e infatti, sono emigrati a milioni per diversi secoli. L’Italia, poi, è uno dei Paesi che più hanno contribuito alla storia dell’Europa e dell’Occidente, quanto e più delle isole britanniche che iniziarono a uscire da uno stato assolutamente primitivo grazie all’Impero Romano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passiamo alla rabbia. Dalla seconda guerra mondiale la Gran Bretagna, vittoriosa, ha subito danni infinitamente più profondi ed estesi di quelli sofferti dall’Italia sconfitta. La Gran Bretagna perse il ruolo dominante a livello mondiale e l’Impero Britannico, e ciò anche a causa dell’entrata in guerra dell’Italia che allargò il teatro bellico a Mediterraneo, Medio Oriente e Africa. Non accade spesso che un Paese vittorioso sia, alla lunga, molto più danneggiato di un Paese sconfitto. Per nostra fortuna, nel luglio del 1943 comprendemmo (a differenza dei Tedeschi) che la guerra per&amp;nbsp;l’Asse era ormai persa e successivamente gli Stati Uniti provvidero saggiamente a impedire sanguinose e distruttive vendette, anche da parte della Gran Bretagna, secondo il modello del Trattato di Versailles" (nella Grande Guerra, per inciso, i morti italiani superarono di molto quelli inglesi, con i noti&amp;nbsp;risultati).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’enorme differenziale tra Gran Bretagna e Italia nei danni di medio-lungo termine inferti dalla seconda guerra mondiale non fu immediatamente visibile. Nel 1950 l’Italia aveva un Pil pari a solo un terzo di quello della Gran Bretagna. Quando, nel 1987, l’Italia raggiunse e superò la Gran Bretagna, gli Inglesi soffrirono molto. E soffrono ancora oggi, dato che tra i due Pil, anche pro capite e/o ai prezzi interni, la differenza è da tempo irrisoria e, probabilmente, grazie allo sfacelo della loro economia, li ri-superemo nel giro di qualche anno – per quello che conta (poco per noi, ma moltissimo per loro). La Gran Bretagna, sotto il profilo economico, è infatti in una situazione peggiore dell’Italia. Sommando debito pubblico (120%) e privato (65%) dell’economia italiana, si arriva a circa il 185% del Pil. Sommando debito pubblico (60%) e privato (225%) dell’economia britannica, si arriva invece a circa il 285% del Pil. La stampa inglese continua a cercare di darci lezioni ed a diramare tabelline sul debito pubblico, come se il privato non contasse. Eppure l’economia dell’Irlanda, membro di prima fila del club "PIGS" (secondo l’offensivo acronimo che doveva includere l’Italia&amp;nbsp;e coniato, tanto per cambiare, dagli Inglesi) è implosa per il debito privato, non per quello pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come sono arrivati, i nostri Inglesi, a questa situazione di quasi bancarotta? E’ molto semplice: a suon di costi bellici (il solito vizio) e di speculazioni finanziarie. E chi ha deciso sia la guerra in Iraq che la liberalizzazione finanziaria? Il signor Tony Blair. Per cercare di rimettere i conti a posto l’attuale Governo sta adottando misure che qui in Italia non ci sogniamo nemmeno. La riforma delle pensioni in corso avrà un impatto superiore al cumulo di tutte le misure adottate in Italia dai Governi di Amato, Dini, Prodi e Berlusconi. I recenti tagli della spesa pubblica e sociale approvati dal Governo Cameron superano i tagli italiani dell’intero ultimo decennio. La riforma dei costi universitari ha elevato le tasse d'iscrizione da 3.300 pounds a somme ricomprese tra i 6.000 ed i 9.000 pounds annuali, spostando brutalmente il peso del risanamento sulle giovani generazioni. Per decenni gli inglesi – come la maggior parte degli Europei – hanno frequentato le università praticamente gratis (la tassa d’iscrizione era stata elevata da 1000 a 3300 pounds da Tony Blair, tanto per cambiare). L’attuale generazione dovrà invece pagare cifre ricomprese tra i 24.000 ed i 36.000 pounds per corso universitario quadriennale, ed è molto scontenta, perché ritiene – non a torto – ingiusto dover pagare il conto delle avventure belliche e delle follie&amp;nbsp;finanziarie innescate da Blair.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E noi dovremo sentirci dire che Berlusconi avrebbe "rovinato" un intero Paese? Per favore: se c’è qualcuno che ha rovinato il Regno Unito, quell'uomo è Tony Blair. Visto che ci siamo, tocchiamo anche un terzo difetto nazionale degli inglesi: la loro cronica, sistematica e incorreggibile tendenza a costruire una storia che gli faccia comodo. Basta leggere i loro libri che fino a qualche decennio fa liquidavano oltre quattrocento anni di dominazione romana in qualche pagina, asserendo, in modo assolutamente ridicolo, che "non aveva lasciato traccia rilevante". O pensate alla continua, perdurante esaltazione – oggi in chiave neofemminista – della regina Budicca che, nel corso della sua campagna contro i Romani, non solo sterminò l’intera popolazione di Londra perché "contaminata" dal collaborazionismo, ma sottopose migliaia di altri prigionieri a mortali torture druidiche di un'atrocità impensabile, e probabilmente&amp;nbsp;insuperata, per efferatezza e lunghezza. &lt;br /&gt;Ancora oggi, i loro libri di storia continuano a fare allegramente finta che la Gran Bretagna abbia inventato il capitalismo – e non solo la sua sistematica applicazione industriale, con l’impiego forzato di donne e bambini per 16 ore al giorno – quando tutti gli storici onesti riconoscono &amp;nbsp;che il capitalismo è nato in Italia nel 1400-1500, come dimostrato dall’invenzione della banca, della contabilità a partita doppia, dei contratti commerciali, etc. Ancora, pensate allo storico&amp;nbsp;Denis Mack Smith e alle sue opere, tutte costellate di negativismo e disprezzo verso il nostro Paese. Che tipo di persona può essere uno storico che sceglie di dedicare la sua vita ad un Paese che disprezza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’ultimo velenoso servizio dedicato all’Italia – che&amp;nbsp;ho deciso di non leggere –&amp;nbsp; mi dicono che l'Economist avrebbe esteso le sue velenose e rabbiose considerazioni anche alla storia del nostro Paese e particolarmente al Risorgimento. Qualche nostro connazionale ha scritto lettere di protesta alla redazione del settimanale inglese, restando comunque in un'ottica difensiva e antinazionale, peraltro tipica della nostra minoranza di anglofili, più o meno complessati. Si tratta, a mio parere, di un errore. Non abbiamo veramente proprio nulla di cui difenderci con gli inglesi, neanche in termini storici. Chiunque conosca la loro storia, in particolare degli ultimi due secoli, sa che essa è letteralmente costellata da aggressioni, occupazioni e massacri di inermi e innocenti civili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dai milioni di irlandesi oppressi e decimati per tre secoli e lasciati morire di fame mentre gli inglesi si appropriavano dei loro miseri raccolti, alle decine di migliaia di indù bruciati vivi nella rivolta anticoloniale di metà Ottocento, dall’invenzione dei campi di concentramento in cui, agli inizi del Novecento, morirono di fame e di stenti circa 150.000 donne, vecchi e bambini boeri, fino ai bombardamenti che uccisero 800.000 civili tedeschi (dei quali 150.000 bambini) nella seconda guerra mondiale e agli oltre 600.000 civili morti nella recente guerra in Iraq. Ma di cosa dovremmo scusarci, con loro? Del nostro tardivo tentativo – attraverso le occupazioni di Libia ed Etiopia – di assumere la dimensione imperiale che la maggior parte dei Paesi dell’ Europa Occidentale – Gran Bretagna e Francia in testa – aveva già raggiunto? Ma per favore! O per la seconda guerra mondiale? Ci siamo già scusati con tutti, e comunque l’abbiamo persa. Ma visto che ci siamo, una domandina provocatoria: come mai, a fronte della fermissima resistenza greca contro l’ingiusta aggressione italiana, nessuno nell’Italia fascista pensò mai di bombardare a tappeto le città greche e sterminarne gli innocenti civili? Chiudiamola qui, e rapidamente, che è veramente meglio per tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli inglesi oggi soffrono perché il loro Pil sta ri-scivolando dietro quello italiano e, soprattutto, perché l’Italia non è stata e non sarà coinvolta nella crisi che ha travolto Grecia, Irlanda e Portogallo e che mette a rischio, oltre che la Spagna, la stessa Gran Bretagna. In altri termini, gli Inglesi – che ricordano quando nell’autunno del 1992 lira e sterlina dovettero insieme uscire dal Sistema Monetario Europeo – oggi soffrono perché l’Italia, per la prima volta in oltre 40 anni, non è al centro di una crisi&amp;nbsp;finanziaria o monetaria europea. Si tratta di una svolta storica per il nostro Paese, ma a loro, ovviamente, dà fastidio.&amp;nbsp;Alcuni affermano che dovremmo essere più pazienti, anche perché gli inglesi spesso hanno grosse difficoltà ad adeguarsi al presente e restano un po' indietro. Basterebbe pensare alla storica riforma con la quale Papa Gregorio XIII nel 1582 introdusse l’odierno calendario gregoriano, riconosciuto dalla Gran Bretagna solo nel 1752, dopo ben 170 anni di ritardo (e calendario sbagliato). Oggi, quindi, non ci resterebbe che sperare, più o meno pazientemente, che gli inglesi ci mettano un po' di meno ad adeguarsi alla realtà. Personalmente non sono d’accordo con tale visione, in quanto vedo, in primis, tantissima mala fede. In ogni caso, nel frattempo, direi di lasciarli letteralmente ragliare al vento, o abbaiare alla luna. Ignoriamoli e basta. (l'Occidentale)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-6831025131646713300?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/6831025131646713300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=6831025131646713300' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6831025131646713300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6831025131646713300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/07/verrebbe-da-chiedersi-chi-ha-fottuto.html' title='Verrebbe da chiedersi chi ha fottuto gli inglesi ma è meglio chiuderla qui.  Carlo Serrani'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-5942496771107104772</id><published>2011-07-01T16:49:00.001+02:00</published><updated>2011-07-01T16:50:56.894+02:00</updated><title type='text'>Il Pd adesso fa la morale ma soltanto agli altri.   Fabrizio Rondolino</title><content type='html'>&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;«Mi lasci anche dire che questa cosa che uno che è stato consigliere al ministero dei Trasporti diventi il braccio destro di Bersani fa parte di un immaginario polemico che non ha consistenza», s’è lamentato il segretario del Pd in un’intervista al Messaggero. Bersani ha ragione: Franco Pronzato, arrestato l’altro giorno per corruzione e frode fiscale, non era il capo del suo staff. Ma è stato pur sempre il responsabile nazionale per il trasporto aereo del Partito democratico, e molto probabilmente è per questo che è diventato consigliere d’amministrazione dell’Enac. I giornali esagerano sempre, e la semplificazione fa parte del nostro mestiere: ma semplificare a volte aiuta a capire, mentre minimizzare può essere un modo (pericoloso) per nascondere la testa sotto la sabbia, fingere che non sia accaduto nulla, e continuare come prima. &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Bersani nega che nel Pd esista una «questione morale», e anche su questo possiamo convenire. «Questione morale», del resto, è un termine particolarmente odioso, coniato a suo tempo da Enrico Berlinguer per distinguere il Pci - un partito «onesto» che però non vinceva mai le elezioni - dagli altri partiti, che invece raccoglievano il consenso degli italiani e governavano da decenni, ma, appunto, soltanto in virtù di un patto sciagurato fondato sulla corruzione e sull’appropriazione indebita delle risorse pubbliche. La «diversità» del Pci, che scaturiva da una sua presunta superiorità «morale», condannò quel partito all’impotenza e alla marginalità politica e, soprattutto, introdusse nel dibattito politico una categoria - la «morale», appunto - che con la politica non c’entra nulla e che invece, come la storia successiva si incaricò di dimostrare, c’entra molto con l’idea che i tribunali contino più dei Parlamenti. Quel veleno continua a circolare nelle vene del nostro scassatissimo sistema politico, e se Bersani ne prende le distanze - s’immagina non soltanto per il suo partito, ma per tutti - non si può che applaudire. &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Esiste però una «questione politica», e su questa il segretario del Pd dovrebbe mostrare più coraggio e maggiore nettezza nei giudizi. Tanto più che Bersani sarà con ogni probabilità il candidato del centrosinistra per palazzo Chigi, e fra due anni (o anche prima) potrebbe guidare il governo del Paese. Non è sufficiente, per un premier in pectore, esprimere «amarezza». Non è sufficiente circoscrivere l’episodio sminuendone la portata e il significato. E non è neppure sufficiente - sebbene sia giusto e corretto - mostrarsi garantisti e rispettosi delle prerogative della magistratura.&lt;br /&gt;La Prima repubblica naufragò sullo scoglio di un’inchiesta giudiziaria che, se pure risparmiò almeno in parte il Pci-Pds, travolse un intero sistema politico con conseguenze che tuttora fatichiamo a valutare nella loro immensa, devastante portata. La Seconda repubblica, nata sull’onda di una ribellione «morale» sapientemente alimentata da giornali, giudici e politici in cerca di facile successo, rischia ora un destino analogo: ma più volgare, più meschino, più subdolo. &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Ai partiti e ai loro tesorieri si sono sostituiti i faccendieri, gli intermediatori d’affari, i lobbisti più o meno occulti, che lavorano prima di tutto per sé e per i propri amici, e soltanto indirettamente per i politici di riferimento, mestamente ridotti da burattinai a burattini più o meno consapevoli.&lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Dal segretario del Pd ci si aspetta dunque qualcosa di più, molto di più. Il «sistema Morichini» (e ci perdonerà Bersani per questa ulteriore semplificazione polemica) non appare molto diverso da altri «sistemi» prossimi o contigui alla politica: favori, affari, corruzione, concorsi truccati, condizionamenti più o meno occulti della vita economica e finanziaria del Paese, finanziamenti non trasparenti, imbrogli e inganni all’insegna di una sostanziale, devastante «privatizzazione» della politica. &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Non è qui in discussione il moralismo peloso di chi sventola la propria presunta purezza per mettere alla gogna gli avversari; o il qualunquismo consolatorio e autoassolutorio di chi dice che «sono tutti uguali», e da questo deriva l’autorizzazione a comportarsi come gli pare; e neppure il giustizialismo - che pure tanti danni feroci ha prodotto in quel che resta della sinistra italiana - che s’illude di affidare al codice penale, e all’arbitrio dei magistrati che lo applicano, la salvezza della nazione. È in discussione la capacità della politica di riprendere le redini del Paese, di assumersi le proprie responsabilità, di rinnovarsi senza cedere alla demagogia né al populismo, e di indicare un orizzonte di riscatto che sappia liberare le tante energie positive che, a sinistra come a destra, sono oggi imprigionate da un sistema truccato. Denunciare i difetti degli altri e nascondere i propri non è la strada giusta. Qualcuno deve pur cominciare a dire la verità agli italiani: e se fosse Bersani a farlo, non potrebbe che venirgli del bene. (il Giornale)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-5942496771107104772?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/5942496771107104772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=5942496771107104772' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5942496771107104772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5942496771107104772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/07/il-pd-adesso-fa-la-morale-ma-soltanto.html' title='Il Pd adesso fa la morale ma soltanto agli altri.   Fabrizio Rondolino'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-6249431134123652349</id><published>2011-06-30T10:46:00.001+02:00</published><updated>2011-06-30T10:47:29.226+02:00</updated><title type='text'>Il popolo non ha il "diritto di sapere tutto".  Gianni Pardo</title><content type='html'>&lt;table class="contentpaneopen"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="createdate" colspan="2" valign="top"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tdcontent" colspan="2" valign="top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" class="mosimage" style="float: left; width: 259px;"&gt;&lt;img alt="Image" border="0" height="194px" src="http://www.legnostorto.com/images/stories/Marco11/06.gogna.gif" title="Image" width="259px" /&gt; &lt;br /&gt;&lt;div align="left" class="mosimage_caption" style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;L’uguaglianza dei cittadini è un mito che, inteso male, si potrebbe trasformare in letto di Procuste. Naturalmente nessuno l’intende così ma è ovvio che il principio va interpretato: il povero e il ricco devono essere giudicati e condannati nello stesso modo, se uccidono, ma non è giusto che il grande tenore e l’attrezzista siano retribuiti nella stessa misura; è giusto che ciascuno si occupi della propria sicurezza ma non è giusto che un magistrato minacciato dalla mafia debba pagare la sua scorta; è giusto che tutti abbiano il biglietto, al cinema, ma non è giusto che i poliziotti che entrano per sedare una rissa si fermino al botteghino. La parità di trattamento è giusta, ma bisogna sempre chiedersi riguardo a quali cittadini e riguardo a che cosa. &lt;br /&gt;Nei secoli recenti si è parlato di uguaglianza a partire dalla Rivoluzione Francese. Allora i nobili erano esentati dalle tasse ed erano giudicati da tribunali a loro dedicati e si è reagito a questa ingiustizia in difesa dei più umili. Purtroppo qualunque principio, se lo si spinge troppo lontano, produce risultati negativi: e infatti oggi in Italia si pretende che il potente sia trattato peggio dell’umile. &lt;br /&gt;Silvio Berlusconi è stato perseguitato come nessun altro imprenditore: se fosse stato il delinquente che dicono le Procure, in quindici anni l’avrebbero condannato cento volte. Un altro esempio di eccesso è la revoca dell’immunità parlamentare. Si è dimenticato che essa non è stata stabilita come privilegio dei deputati del Terzo Stato ma come loro protezione dagli abusi delle classi dominanti. E della magistratura loro alleata. Infine siamo alla discriminazione in quanto alla privatezza. Molti sono arrivati a dire che il popolo ha il diritto di “sapere tutto”! E questo è assurdo. Non si ha affatto il diritto di sapere ciò che si dicono due persone in privato. La stessa Chiesa, stabilendo il segreto della confessione, ha sancito il principio: “Lo dico solo a te”. Che poi sia: “Solo a te, in quanto ministro di Dio” è secondario. Dio non rivelerà mai ciò che è stato detto.&lt;br /&gt;La nostra Costituzione da parte sua (art.15) statuisce che: “La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili”. E viceversa attualmente, nei media e nelle conversazioni private, circola lo strano principio secondo cui: “Il popolo ha diritto di sapere tutto”. Un politico dell’Idv ha avuto l’incoscienza di bestemmiare con queste parole: “I politici devono avere una privacy molto ridotta”. Senza capire che al massimo devono essere disposti a sopportare di essere fotografati più spesso.&lt;br /&gt;In realtà, secondo la Costituzione, secondo il Codice Penale, nessuno ha il diritto di sapere se il suo vicino ha un’amante; nessuno ha il diritto di leggere la sua corrispondenza; nessuno ha il diritto di origliare alla sua porta. Ma ecco che questi sciocchi, questi fanatici, questi&amp;nbsp; Girolamo Savonarola d’accatto, vorrebbero negare questa privatezza a chi è Sottosegretario, a chi è Senatore, a chi è Ministro. Ecco il ribaltamento. Si passa dalla disuguaglianza a sfavore del popolo alla disuguaglianza a sfavore dei potenti. Come se due ingiustizie facessero una giustizia.&lt;br /&gt;Ma è difficile ragionare con una parte del Paese dagli occhi iniettati di sangue e con la bava alla bocca. Questi anarchici da Ginnasio, questi&amp;nbsp; politologi da bettola vorrebbero che mentre tutti devono avere diritto alla loro privata immoralità, lo stesso diritto non l’abbiano gli uomini pubblici: questi dovrebbero essere trasparenti come il cristallo e irreprensibili come trappisti. Ciò contro la più banale esperienza storica: quella che fece dire a Bismarck che è meglio non chiedere come si fanno le salsicce e la politica. In queste condizioni tutti, non solo i politici, saremmo pressoché dei pendagli da forca. &lt;br /&gt;Il popolo non ha diritto di sapere nulla di ciò che deve rimanere segreto. Chi lascia filtrare le intercettazioni (verbo più corrente: “passa”) intende danneggiare qualcuno. Non è il popolo che ha diritto di sapere, sono alcuni magistrati che usano del loro potere per andare contro una parte politica. E i giornali gli tengono il sacco. &lt;br /&gt;Il Parlamento non ha solo il diritto, ha il dovere di proteggere lo Stato da queste intrusioni. Deve mettere il morso a chi crede, essendo un magistrato, che l’Italia abbia deposto ai suoi piedi tutti i poteri. Inclusi quelli del tiranno Dionisio di Siracusa. (Legnostorto)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-6249431134123652349?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/6249431134123652349/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=6249431134123652349' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6249431134123652349'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6249431134123652349'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/06/il-popolo-non-ha-il-diritto-di-sapere.html' title='Il popolo non ha il &quot;diritto di sapere tutto&quot;.  Gianni Pardo'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-6936485786780631292</id><published>2011-06-29T16:58:00.000+02:00</published><updated>2011-06-29T16:58:16.792+02:00</updated><title type='text'>Quelle piccole bugie sul grande Indro.  Marcello Veneziani</title><content type='html'>&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Esce oggi in libreria un'antologia di In­dro Montanelli su Berlusconi. Per i die­ci anni dalla morte di Indro c'è chi vuol barattare settant'anni di grande giornali­smo montanelliano con gli ultimi sette di antiberlusconismo. &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;O settant'anni di critica alla sinistra con gli ultimi sette di reciproche carezze. Sulla sua rottura con Berlusconi vorrei dire quattro cose, di solito dimenticate. La prima. Montanelli non fu profetico nel cri­ticare Berlusconi in politica, come il titolo del libro lascia capire ( Ve l'avevo detto ), ma il contrario: egli pensò che la sua disce­sa i­n politica sarebbe stata un disastro elet­torale e avrebbe trascinato nella rovina il Giornale . Fu soprattutto per questo che se ne tirò fuori. Così poi non fu perché Berlu­sconi ottenne un gran successo ripetuto. &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;La seconda. Montanelli non era indigna­to dal Berlusconi uomo d'affari, lo aveva avuto come editore anche dopo la P2 e col lodo Mondadori. In politica lo preoccupa­vano più i suoi alleati, gli ex-missini e i le­ghisti, che il partito-azienda. Magari un Berlusconi sceso in campo con gli ex dc, Segni o affini, non gli sarebbe dispiaciuto, turandosi o no il naso. &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;La terza. Quando lasciò il Giornale, Montanelli era convinto di portarsi larga parte dei lettori. Invece la Voce fu un mez­zo aborto, decorosa ma troppo intrisa di rancore antiberlusconiano. E i lettori ri­masero in gran parte col suo Giornale , per­ché la pensavano come il Montanelli di sempre e non come l'ultimo Indro. Anzi, ad essi si aggiunsero quelli venuti sull'on­da della svolta politica. &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;La quarta. Quando Montanelli descrive­va Berlusconi come­ un narratore di esage­rate chansons de geste sulle proprie impre­se, ci vedeva giusto; ma aveva torto a ripu­diarlo come figlio, perché in quello Silvio aveva preso molto da suo padre putativo, Indro. Infatti Montanelli costruì mirabili reportage su eventi che non vide di perso­na e splendidi ritratti su aneddoti assai modificati dal suo talento narrativo. &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Dico tutto questo non per allungare om­bre su Montanelli ma per liberare Indro da quel monumento di stucco e lacca in cui lo hanno imprigionato. Del Montanel­li intero, e non di fine stagione, nutriamo incolmata nostalgia. (il Giornale)&lt;/div&gt;&lt;!-- google_ad_section_end --&gt;&lt;!-- &lt;/EdIndex&gt; --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-6936485786780631292?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/6936485786780631292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=6936485786780631292' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6936485786780631292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6936485786780631292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/06/quelle-piccole-bugie-sul-grande-indro.html' title='Quelle piccole bugie sul grande Indro.  Marcello Veneziani'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-2152414098012397590</id><published>2011-06-24T18:01:00.001+02:00</published><updated>2011-06-24T18:02:04.109+02:00</updated><title type='text'>Interferire è reato?</title><content type='html'>&lt;div align="center" class="mosimage" style="float: left; width: 295px;"&gt;&lt;img alt="Image" border="0" height="214px" src="http://www.legnostorto.com/images/stories/Marco11/politica+e+internet.gif" title="Image" width="295px" /&gt; &lt;br /&gt;&lt;div align="left" class="mosimage_caption" style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;Mi raccomando quell’emendamento. Abbiamo una banca. Frasi che isolate dal loro contesto danno l’impressione di una commistione impropria tra politica e interessi particolari, magari legittimi, come quello di un gruppo assicurativo che intende scalare un istituto bancario e di un’impresa di indubbio peso nazionale e internazionale che desidera ottenere un vantaggio attraverso una modifica legislativa. Tutto ciò, però, non è regolato da apposite leggi, come quella che riconosce e delimita la funzione delle lobby in America, e questo crea una zona grigia che può essere interpretata in modi assai controversi. Nel caso di Luigi Bisignani, la procura di Napoli considera un reato l’azione di lobbying “diretta a interferire sulle funzioni di organi costituzionali, amministrazioni pubbliche, enti pubblici”. &lt;br /&gt;Che cosa vuol dire “interferire”? Dare informazioni, fornire documentazione, presentare proposte è ovviamente lecito a chiunque. Ma, si dice, chi interveniva su queste materie disponeva di informazioni particolareggiate, e “conoscere e avere informazioni che altri non hanno è la premessa indispensabile per esercitare il potere”. E’ un bel principio di trasparenza, ma alla prova dei fatti non significa nulla. E’ ovvio che chi è interessato a un particolare problema, specialmente se riguarda interessi aziendali, industriali o finanziari, dispone di informazioni che non sono di pubblico dominio e anche di una capacità di pressione, se si vuole di un potere di condizionamento, diverso da quello di un comune cittadino. Partendo da questo “principio” si potrebbe incriminare chiunque agisca per sostenere interessi specifici, il che è ovviamente assurdo.&lt;br /&gt;In assenza di una legislazione di merito, la discrezionalità della magistratura nell’interpretare e sanzionare, magari in modo selettivo, le attività di lobbying si estende senza limiti razionali. Converrebbe a tutti studiare una regolamentazione e un controllo di queste attività, in modo da renderle obbligatoriamente esplicite e, nel contempo, autorizzate e accettate. Altrimenti chiunque riceva informazioni atte a promuovere atti legislativi, segnalazioni per l’attribuzione di incarichi, suggerimenti su scelte di investimento pubblico, rischia di essere travolto dallo scandalismo, che è poi un modo per evitare di giudicare nel merito le decisioni politiche. (il Foglio)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-2152414098012397590?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/2152414098012397590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=2152414098012397590' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2152414098012397590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2152414098012397590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/06/interferire-e-reato.html' title='Interferire è reato?'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-4020539066248186656</id><published>2011-06-21T19:03:00.000+02:00</published><updated>2011-06-21T19:03:10.884+02:00</updated><title type='text'>Rogo del diritto.   Davide Giacalone</title><content type='html'>&lt;div class="colonnaTesto"&gt;&lt;!--briciole --&gt;&lt;div id="breadcrumbs"&gt;Oramai in procura non ci si limita a passare i verbali d’interrogatorio alla stampa, li si commenta e se ne indirizza la lettura. Hanno ragione, i pubblici ministeri, perché dopo anni passati a far da velinari anche i giornalisti tendono all’analfabetismo. Meglio non fidarsi del loro comprendonio, meglio guidarli, che, tanto, sono docili. Un procuratore giunse a dare loro le illustrazioni, convinto che solo quelle siano capaci di capire, nei libri. Così i magistrati che hanno in mano la formidabile P4, la loggia non loggia che determinava ogni cosa, muovendo soggetti di cui noi, poveri disgraziati che ancora s’occupano di politica, manco conoscevamo l’esistenza, quei procuratori, dicevamo, nel fornire l’informazione che Mauro Moretti è indagato per favoreggiamento hanno la cura di sintetizzare che le sue dichiarazioni sono delle prese in giro.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;E, badate, non si gridi alla persecuzione politica, perché Moretti viene dalla Cgil. E’ di sinistra. Quello che lo travolge non è un disegno politico, è un frullatore nel quale si gettano pezzi interi di un’Italia oramai pronta a tutto. Del resto, il Corriere della Sera s’accorge che il processo Mills non potrà mai giungere ad alcuna conclusione, che se ci avessero letti lo saprebbero da sempre, e fuori dal tribunale sono spariti sia avversari che tifosi. Le elezioni sono passate. E’ il turno della bancarotta giudiziaria. Del ministro Stefania Prestigiacomo leggiamo l’accorata supplica a Luigi Bisignani: se escono le intercettazioni mi rovinano. Ce ne risparmieremo la lettura: se lo dice lei …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è ancora qualcuno in grado di capire che questo è il rogo del diritto?&amp;nbsp; oppure sono tutti morti soffocati dalla viltà ipocrita di chi ripete: la giustizia faccia il suo corso? Noi alla giustizia ci crediamo, per questo non la riconosciamo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-4020539066248186656?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/4020539066248186656/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=4020539066248186656' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4020539066248186656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4020539066248186656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/06/rogo-del-diritto-davide-giacalone.html' title='Rogo del diritto.   Davide Giacalone'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-2051655812005348579</id><published>2011-06-17T18:08:00.000+02:00</published><updated>2011-06-17T18:08:21.267+02:00</updated><title type='text'>Mi dispiace, cocchi de mamma, ma Brunetta ha ragione.  Aldo Reggiani</title><content type='html'>&lt;div align="center" class="mosimage" style="float: left; width: 300px;"&gt;&lt;img alt="Image" border="0" height="303px" src="http://www.legnostorto.com/images/stories/Marco11/brunetta.gif" title="Image" width="300px" /&gt; &lt;div align="left" class="mosimage_caption" style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;Ora che Brunetta ha detto ai dei fastidiossissimi e beceri “Precari Organizzati” ciò che moltissimi, a destra come a sinistra, pensano, e cioè che sono la parte peggiore del Paese, apriti cielo.&lt;br /&gt;Condanne da tutte le parti, perché i precari italiani sono diventati come i “Disoccupati Organizzati” napoletani, una categoria di Madonne Pellegrine che la demagogia cattocomunista, da Santoro a Ballarò, porta in giro per colpevolizzare l’egoista Società capitalistica di non aver abbastanza a cuore i loro destini. Non se ne può più di gente che ti prende d’assalto e ti piazza le proprie telecamerine in faccia convinta di esser gli inviati di Striscia la Notizia, per poi mandarti su internet a raccogliere sputi e sbertuli da parte di una categoria tra le più socialmente inutili: quella di coloro che si sentono importati perché pubblicano i loro onanistici filmati su YouTube.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’altronde non a caso Andy Warhol profetò che “La Televisione è quella cosa che renderà tutti (quasi tutti), famosi per quindici minuti”. Figuriamoci Internet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cosa volete che risponda uno come Brunetta che non ha fatto obiezioni a dare una mano fin da ragazzino e suo padre, ambulante veneziano, mentre studiava e si faceva largo nella vita, a piangenti italiche mamme che gli chiedono cosa possano fare i loro superdotati figlioli, che a petto del loro quoziente intellettivo, secondo le mamme, che Einstein era un minorato mentale, non trovano lavoro?&lt;br /&gt;Esattamente quello che risponderei io: vadano a scaricare frutta e verdura ai mercati generali. Poi da cosa nasce cosa.&lt;br /&gt;Visto che a petto di tanta piangente disoccupazione giovanile, godiamo di più di quattro milioni di immigrati che fanno lavori che i nostri cocchi de mamma si schifano di fare.&lt;br /&gt;E la matematica non è un’opinione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi, come un superintelligente e pozzo infinito di cultura del calibro di Oscar Giannino, si è fatto il culo partendo da condizioni sociali disperate, non può rispondere che la stessa cosa a beceri disoccupati palermitani che durante una trasmissione de “L’Ultimaparola”&amp;nbsp; battevano i piedini per terra perché non volevano andare a lavorare fuori città.&lt;br /&gt;In una trasmissione successiva Giannino venne insultato e minacciato da un esponente della categoria di tali “disoccupati-precari”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché questi disoccupatosi e precariosi hanno in comune&amp;nbsp; che sono maleducati e violenti, per il fatto che trasmissioni del cosiddetto “Servizio Pubblico” radiotelevisivo, come quella di Santoro,&amp;nbsp; li usano come utili idioti (per poi magari togliere loro di brutto il microfono quando si prendono un po' troppo spazio), e hanno loro insegnato che solo facendo un gran casino e insultando riescono ad emergere e, forse, a farsi sentire.&lt;br /&gt;E loro possono dire e fare tutto perché sono “Vittime della Società”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, mi dispiace, ma&amp;nbsp; uno come il sottoscritto, che cominciò quindicenne a non solo&amp;nbsp; sgambettare sui palcoscenici, ma anche a imbottigliar medicamenti veterinari in oscure cantine o a battere a macchina paghe e contributi in grigi uffici di periferia, perché la famiglia stava andando in rovina (anche il mutuo da pagare) per via che il padre di famiglia, ottimo Perito Industriale Edile,&amp;nbsp; a causa di vecchie ferite e traumi di guerra, cadde malato per alcuni anni&amp;nbsp; e a differenza degli impiegati pubblici non godeva di stipendio assicurato sempre e comunque;&amp;nbsp; che a diciassette già guadagnava quanto il genitore, lavorando come un ciuco, in Teatro e altrove,&amp;nbsp; senza mai lamentarsi e maledire Vita e Società, anzi divertendosi un mondo a fare sempre nuove esperienze, non può che condividere le diagnosi di quelli come Brunetta e Giannino: si mettano un’elica tra le chiappe e si diano da fare.&lt;br /&gt;Altro che gioventù senza un futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma “sociologicamente” (ah ah) parlando, la faccenda di questa massa di imbecilli che magari hanno fatto l’università e che, come si è visto durante le ultime becerate studentesche contro la salvifica&amp;nbsp; Riforma dell’Università della geniale Gelmini, in un comunicato stampa di quattro frasi semplici semplici, sono riusciti ad infilare sei strafalcioni che una volta non sarebbero stati condonati in seconda media,&amp;nbsp; la dobbiamo a quella penetrazione gramsciana di concetti comunistici nella nostra Società, per cui uno che si è appena diplomato ragioniere, dà per scontato che deve trovare subito un bel posto, magari fisso, e lautamente pagato.&lt;br /&gt;Di tirocinio non si parla più.&lt;br /&gt;Perché lo Stato Mammo ha da garantirti pane, companatico, e oggi anche spinello.&lt;br /&gt;Comunque.&lt;br /&gt;Beh, mi dispiace tanto: io sono d’accordo con quanto diceva un maestro indiano.&lt;br /&gt;“Vivi la tua vita come tu fossi una cascata di scintille”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste becere e spossate masse, non hanno neanche la voglia di metter a frutto il tempo che passano su Internet per inventarsi qualcosa da fare.&lt;br /&gt;Come ha fatto, con molto successo,&amp;nbsp; la famiglia della bella Kate che recentemente ha impalmato un Principe Azzurro inglese.&lt;br /&gt;Invece abbiamo una razza di segaioli che, sia che lavorino o non lavorino, passano il tempo on-line per insultare e dire cazzate immani, scambiando la libertà di parola per il diritto di dire parole in libertà.&lt;br /&gt;Per poi affollare fino alla sei di mattina&amp;nbsp; le Colonne di San Lorenzo a Milano o Campo de’ Fiori a Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un grande filosofo contemporaneo, Marlene Dietrich, osservava che l’umanità è fatta da “confortable and uncofortable persons”.&lt;br /&gt;E che quelle confortevoli fungevano da locomotive.&lt;br /&gt;Mentre le altre si fanno faticosamente trainare come vagoni, cigolando e lamentandosi magari perché la locomotiva va troppo veloce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa società comincia ad esser troppo affollata da vagoni cigolanti e sgarrupati già a vent’anni. (Legno Storto)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-2051655812005348579?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/2051655812005348579/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=2051655812005348579' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2051655812005348579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2051655812005348579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/06/mi-dispiace-cocchi-de-mamma-ma-brunetta.html' title='Mi dispiace, cocchi de mamma, ma Brunetta ha ragione.  Aldo Reggiani'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-3348785806648912593</id><published>2011-06-12T11:44:00.000+02:00</published><updated>2011-06-12T11:44:41.460+02:00</updated><title type='text'>I pentimenti erotici di papa Silvio.   Marcello Veneziani</title><content type='html'>&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Si chiamava Silvio, segno zodiacale Bi­lancia, cognome Piccolomini, allusi­vo alla statura. Ambizioso, esuberante, intraprendente, aveva però un debole: le donne. Ne amava a stecche intere - plu­res amavi foeminas, diceva di sé il gran marpione. Poi, dopo una vita allegra e fi­gli spuri, arrivò il giorno della Quaresi­ma, come egli stesso scrisse: «Ora giunge il giorno della salvezza, l'ora della miseri­cordia. Sono satollo, sono nauseato, il piacere carnale (Venere) mi ripugna. Ve­ro è altresì che le forze mi vengono meno, i capelli mi si sono imbiancati, ho i nervi aridi, le ossa cariate, la pelle solcata da rughe, e non posso più dare piacere a una donna veruna, né donna può dar piacere a me». &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Grazie a Dio all'epoca non esiste­vano lifting, trapianti, cialis e pompette; così il Piccolomini, reso inabile dagli an­ni e dai malanni, si pentì e diventò pio, anche di nome; Pio II Papa. Oltre che fem­miniero lui però era umanista, oltre che Silvio era anche Enea. E la città che si co­struì non fu una specie di Milano due ma Pienza, dal suo nome pontificale. Vedi i vantaggi del mondo antico? Arrivava il momento della Quaresima e non potevi opporre resistenza, così sublimavi e ti da­vi alla santità. La colpa è del progresso tec­nico, scientifico e sanitario, dei telefoni e delle intercettazioni, oltre che della tele­visione (è sempre colpa della televisio­ne). Forza Silvio, dopo l'ennesima pubbli­cazione di intercettazioni sui festini che la presentano come un malato di sesso, dichiari urbi et orbi il suo pentimento, ci­tando il precedessore in lingua originale: «Plenus sum, stomachatus sum, nause­am mihi Venus facit », appellandosi a Bo­na Fides et Mores (si traduce con buona fede e buoni costumi, e non Fede, Mora e le bonazze). &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Si dissoci dall'eurotismo, l'unione europea degli arrapati, che va dalla sinistra (Strauss Kahn) ai Re (Gusta­vo di Svezia). Si penta, Cavaliere: i giudici non l'assolveranno, ma potrà aspirare, dopo Palazzo Chigi, al soglio di San Pie­tro, che per l'immunità e la gloria vale molto più di un lodo Alfano o del legitti­mo impedimento... Papi non si nasce, si diventa. Tradotto nel gergo di Santa Ro­manesca Chiesa: Io Pio ma voi nun me piiate. (il Giornale)&lt;/div&gt;&lt;!-- &lt;/EdIndex&gt; --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-3348785806648912593?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/3348785806648912593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=3348785806648912593' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/3348785806648912593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/3348785806648912593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/06/i-pentimenti-erotici-di-papa-silvio.html' title='I pentimenti erotici di papa Silvio.   Marcello Veneziani'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-1033762280085824590</id><published>2011-06-11T12:04:00.001+02:00</published><updated>2011-06-11T12:04:39.737+02:00</updated><title type='text'>Calci all'impresa.  Davide Giacalone</title><content type='html'>Se qualcuno, in giro per il mondo, leggerà la storia recente di Gian Mario Rossignolo state sicuri che ne trarrà una sola conseguenza: stiamo lontani dall’Italia, investiamo altrove i nostri soldi. Se la racconto è perché desidererei l’esatto contrario. Ma non basta desiderare, occorre darsi da fare. Rossignolo è stato preso a calci e bottigliate, ma tale violenza non è solo fine a se stessa, è una dimostrazione che il Paese è refrattario all’impresa. Cosa assai più grave. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il caso è, negativamente, esemplare. Rossignolo (di cui sono amico e alla cui avventura ho dato una mano, com’è giusto che il lettore sappia) ha preso un vecchio marchio della storia automobilistica italiana, De Tomaso, e ne ha fatto una nuova casa di produzione. Il vantaggio competitivo sul quale ha puntato è l’innovazione tecnologica: tagli laser, pochi stampi, grande versatilità, auto di lusso rifinite a mano. Che il suo progetto stia in piedi o meno lo deve stabilire il mercato, naturalmente, ma che abbia investito soldi propri e abbia realizzato già il primo modello è un fatto sicuro. Altrimenti non avrebbero potuto prendere a calci la macchina De Tomaso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo insediamento industriale De Tomaso si trova in Toscana, dove ci sono i normali problemi industriali. A Grugliasco, Torino, gli operai Pininfarina erano da due anni in cassa integrazione. A Rossignolo è stato chiesto se pensava di potere salvare quei 1.100 posti di lavoro. Lo ha fatto. Avesse rifiutato si sarebbe risparmiato gli insulti e quelle persone sarebbero oggi senza lavoro. Il salvataggio è avvenuto alle condizioni che il mercato consentiva: un progetto di ristrutturazione e rilancio, approvato dalle istituzioni nazionali, regionali e comunali, che potesse accedere ai fondi europei. Oggi disponibili. Nel frattempo l’impresa ha anticipato i soldi, facendo da banca per pagamenti che dovevano essere pubblici. Non ci sono, quindi, ritardi nel pagamento degli stipendi, semmai ci sono molti salari pagati per conto d’altri. Si sarebbe dovuto ringraziare, invece si maltratta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ragioni amministrative s’è chiesto all’impresa, rispetto ai primitivi accordi presi, di spacchettare i finanziamenti richiesti, dividendoli in innovazione di prodotto e innovazione di processo. E’ stato fatto. Solo che, nel troppo tempo passato, è cambiata l’amministrazione regionale e, ora, i nuovi governanti non riconoscono gli impegni presi dai predecessori. Il che crea un problema enorme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginate che, negli Stati Uniti, nel mentre Sergio Marchionne e Fiat erano impegnati a salvare Chrysler fosse cambiata l’amministrazione statunitense e il nuovo Presidente avesse deciso di cambiare le regole del gioco e dei finanziamenti. Lo so, è inverosimile, perché gli Stati Uniti si sarebbero giocati la faccia, ma è quello che sta succedendo da noi. La conseguenza sarebbe stata ovvia: anziché la visita di complimenti e la felicità collettiva ci sarebbe stato un saluto degli italiani e un invito a farsi benedire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attenzione: De Tomaso non è una vecchia azienda, oggi in crisi, è un nuovo (vecchio) marchio, una nuova produzione, una nuova fabbrica che è nata alle condizioni date dal mercato, quindi non c’è una sola lira pubblica, o europea, destinata a “salvarla”, bensì un imprenditore che rischia il suo nel rispetto delle regole. Le regole, però, devono rispettarle tutti. Capita, invece, che mentre la regione ritarda i propri impegni, o, addirittura, li nega, pretende il pagamento degli affitti degli stabilimenti, come originariamente stabilito, e siccome i pagamenti tardano, visto che i soldi sono serviti a sviluppare il prodotto e pagare gli operai, dichiara inaffidabile il pagatore, il quale non trova più gli appoggi bancari per garantire i fondi europei, che restano congelati. E’ una storia di collettivo masochismo e, appunto, chiunque la legga, nel mondo, verrà in Italia solo in vacanza, non certo a investire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa impressionante è che, a torto o a ragione, attorno all’avventura De Tomaso c’è stato un forte interesse, e relativi ordini, al salone di Ginevra, così come ci sono investitori esteri che stanno negoziando il loro ingresso. Ciò vuol dire che potremmo presto trovarci con fabbriche De Tomaso all’estero, o con l’uso della tecnologia innovativa in altre parti del mondo, ma non in Italia. A quel punto che si fa, si riprende a dare calci e bottigliate? E a chi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli amministratori piemontesi, pur condannando la violenza, si dicono comprensivi con la rabbia degli operai. Ma senza gli investimenti di De Tomaso quelli sarebbero dei disoccupati. Senza la follia (perché tale è) di un anziano signore che potrebbe comodamente vivere del suo, senza la sua voglia di tornare a rischiare (tutto), la politica si sarebbe trovata una piazza che avrebbe preso altri a calci e bottigliate. A quel punto, per essere comprensivi, non sarebbe rimasto altro che usare soldi pubblici per finanziare la non produzione e sovvenzionare quel che non è produttivo. Esattamente la via che ci ha portati ad essere patologicamente indebitati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, con tutto il rispetto per Rossignolo, egli può anche andarsene. Gli si possono rimproverare gli errori e indurlo a chiudere, rinunciando anche a salvare lo stabilimento Fiat di Termini Imerese che, qualora ci se ne fosse dimenticati, chiude i battenti e licenzia tutti. Ma quello che si pone non è il problema di un singolo imprenditore, bensì quello di un mercato governato senza un minimo di rispetto per le regole. Ricetta sicura per produrre rabbia, violenza e fallimenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-1033762280085824590?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/1033762280085824590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=1033762280085824590' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1033762280085824590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1033762280085824590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/06/calci-allimpresa-davide-giacalone.html' title='Calci all&apos;impresa.  Davide Giacalone'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-5950428846940514403</id><published>2011-06-11T11:12:00.001+02:00</published><updated>2011-06-11T11:14:10.721+02:00</updated><title type='text'>La vacanza dell'assassino.   Claudio Magris</title><content type='html'>Dunque Cesare Battisti, il killer che ha assassinato quattro persone e reso paralizzata per sempre una quinta - senza dimostrare mai, a differenza di altri suoi colleghi nel crimine, pentimento per i suoi delitti o pietà per le sue vittime e i loro familiari, a parte una frettolosa dichiarazione di queste ultime ore - potrà godersi deliziose vacanze a Copacabana, coltivare le sue amicizie altolocate. &lt;br /&gt;&lt;div class="clearfix" id="main"&gt;&lt;div id="content-to-read"&gt;La Francia - che ha rifiutato a suo tempo l'estradizione di Battisti in Italia - è forse il Paese migliore del mondo, quello che combina nella misura più felice o meno infelice ordine e libertà, i due poli della vita civile. Ma anche la Francia è culla di qualche supponente e spesso ignorante conventicola intellettualoide che trancia giudizi ignorando i fatti. In questo caso, per pura ignoranza - mista a civetteria - alcuni autentici e/o sedicenti intellettuali hanno scambiato Battisti per un martire della Resistenza, come se noi dichiarassimo che un fascistoide antisemita quale Papon è un eroe della Résistence.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con i terroristi di casa loro, quali i membri di «Action Directe», il governo francese ha usato il pugno di ferro e non ci sono state grandi proteste. Le Brigate Rosse - questi pezzenti della politica, che disonorano un colore per noi sacro disse il presidente Pertini - hanno colpito l'Italia più aperta e civile; hanno assassinato non già corrotti, mafiosi o golpisti (il che sarebbe stato comunque un grave reato) ma i rappresentanti dell'Italia migliore, un'Italia più libera e democratica che avrebbe potuto essere diversa da quella di oggi; uomini come l'avvocato Croce, l'operaio comunista Guido Rossa, giornalisti come Carlo Casalegno e Walter Tobagi, il professor Bachelet e molti altri, fra i quali numerosi magistrati. (Il 5 maggio 2003 in un'intervista sul Corriere, Toni Negri si dichiarava solidale con Berlusconi in quanto entrambi perseguitati dalla magistratura). Non a caso, all'epoca dei processi contro i brigatisti rei di omicidio, quando alcuni giurati declinavano per timore l'incarico, ad offrirsi di sostituirli era, ad esempio a Torino, un militante antifascista resistente come Galante Garrone; sempre a Torino, un altro impavido comandante partigiano, il grande storico Franco Venturi, appresa la notizia del rapimento Moro e della mattanza della sua scorta - eravamo per caso insieme, nella presidenza della facoltà di Lettere - disse che forse si sarebbe dovuto ritornare in montagna. La profondità politico-filosofica delle Brigate Rosse può essere riassunta nella frase di quel brigatista pentito il quale dichiarò che, avendo avuto nel frattempo una figlia, aveva capito che non è lecito uccidere un papà, come se fosse invece meno grave uccidere chi è soltanto zio. Francesco Merlo ha scolpito con la sua consueta forza la malafede di tutta questa vicenda, ricordando, egli scrive, il ghigno ammiccante di Battisti che non ha neppure la dignità del duro. Si pensi, per contrasto, alla dignità con la quale altri pure passati attraverso quegli anni di piombo - ad esempio Sofri - hanno saputo fare i conti con se stessi.&lt;br /&gt;&lt;div class="right" id="rectangle right"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;OAS_AD('Bottom1');&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ora Battisti potrà scrivere in pace i suoi gialli - anzi, noir suona più fascinoso - anche perché è un genere in cui si muove bene, grazie alla sua familiarità con gli assassinii. Mi viene in mente un vecchio racconto di fantascienza, in cui si immagina che i fatti e gli eventi obbediscano a un copione in cui tutto è già stato scritto da sempre, ma in cui ci sono errori di stampa che, tradotti in realtà come ogni parola di quel testo misterioso, creano assurdi pasticci: ad esempio, se invece di scrivere «negare i fatti» si digita «annegare i gatti», ecco che ciò provoca una strage di felini. Forse, in quel testo, si è fatta confusione tra due Cesare Battisti, il patriota di cent'anni fa e il killer di oggi, e a finire impiccato a Trento, quella volta, non è stato quello che era previsto. (Corriere della Sera)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-5950428846940514403?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/5950428846940514403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=5950428846940514403' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5950428846940514403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5950428846940514403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/06/la-vacanza-dellassassino-claudio-magris.html' title='La vacanza dell&apos;assassino.   Claudio Magris'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-9051410862092755938</id><published>2011-06-03T16:29:00.001+02:00</published><updated>2011-06-03T16:29:37.487+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;img height="668px" src="http://www.ilfoglio.it/media/uploads/festa_per_il_caro_amico_silvio(2).jpg" width="495px" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-9051410862092755938?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/9051410862092755938/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=9051410862092755938' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/9051410862092755938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/9051410862092755938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/06/blog-post.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-2087931277496299428</id><published>2011-06-03T16:17:00.002+02:00</published><updated>2011-06-03T16:17:43.166+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="sec_item"&gt;&lt;h1 class="article_title"&gt;3 giugno 2011 &lt;/h1&gt;&lt;h2 class="article_summary"&gt;&lt;/h2&gt;Silvio Berlusconi è proprio un sovversivo. Durante la parata militare del 2 giugno, infatti, ha toccato il Re di Spagna. Subito, il nostro Capo dello stato, pur in pieno festeggiamento repubblicano, lo ha rimproverato: “Sua Altezza non si tocca”. Sempre così i comunisti. Hanno un innato uso di mondo, specie con i titolati. Sono i custodi del bel tempo antico. Non c’è che dire: noblesse obblige.&lt;br /&gt;&lt;div class="copyright"&gt;© - FOGLIO QUOTIDIANO&lt;/div&gt;&lt;div class="signature"&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/redazione/94"&gt;di Pietrangelo Buttafuoco&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="clearer"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-2087931277496299428?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/2087931277496299428/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=2087931277496299428' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2087931277496299428'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2087931277496299428'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/06/3-giugno-2011-silvio-berlusconi-e.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-6585025650908119201</id><published>2011-06-03T15:47:00.000+02:00</published><updated>2011-06-03T15:47:50.385+02:00</updated><title type='text'>Ma il centrodestra non sa più comunicare: anche per questo perde.  Marcello Foa</title><content type='html'>&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Fino a qualche tempo fa il quadro era chiaro: intellighenzia a sinistra, comunicazione a destra&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt; Ovvero: il mondo della cultura, dei libri, i talk-show (Santoro, Lerner) e l’intrattenimento chic (Fazio, Dandini) erano solidamente in mano a intellettuali e giornalisti progressisti, ma in campagna elettorale Berlusconi e, al nord, Bossi sapevano toccare le corde giuste per entrare in sintonia con l’elettorato; insomma sapevano comunicare meglio. E per questo vincevano. &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Il primo assunto resta valido, come dimostra, tra l’altro, il flop di Sgarbi, che conferma un paradosso storico: l’Italia in questi anni è andata a destra, ma Berlusconi non ha mai saputo – e forse nemmeno voluto – creare un’élite culturale di destra, capace di contrastare sia in televisione che nei giornali e nelle case editrici lo strapotere della sinistra. Perché in vent’anni non è emerso un solo volto televisivo di destra capace di reggere una trasmissione in prima serata, come fa Floris? Non avendo costruito una nuova élite culturale e non essendo stato capace di preservare la grande tradizione liberale del Giornale di Montanelli, Bettiza, Piovene, Zappulli, Aron, il centrodestra ha di fatto regalato quel mondo alla sinistra. E oggi ne paga le conseguenze, lasciando tutto un mondo in mano agli altri . &lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Il secondo assunto è invece molto sorprendente. Degli errori di comunicazione commessi in questa campagna elettorale ho scritto di recente sia sul blog sia su&lt;em&gt; il Giornale&lt;/em&gt; (vedi&lt;strong&gt;&lt;a href="http://blog.ilgiornale.it/foa/2011/05/30/ballottaggi-ecco-perche-il-centrodestra-ha-perso/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #38558f;"&gt; qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;&lt;a href="http://blog.ilgiornale.it/foa/2011/05/16/tutti-gli-errori-del-centrodestra-e-ora-rischio-tsunami/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #38558f;"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/interni/il_dubbio_colpo_ko_o_boomerang_letizia/moratti-letizia-sindaco-pisapia/11-05-2011/articolo-id=522534-page=0-comments=1" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #38558f;"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;); però ho l’impressione che il centrodestra sia ancora sotto choc e che improvvisamente non riconosca più il mondo che lo circonda.&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;Non sa più capire gli umori (e i malumori) dei cittadini e non sa più farsi capire. Pdl e Lega continuano a proporre la solita comunicazione, basata sul richiamo carismatico di Berlusconi e Bossi, che però non è più sufficiente e, talvolta, appare inadeguata. I leader del centrodestra da un lato non sanno più proporre i messaggi necessari per entrare in sintonia con i cittadini, sembrano aver perso il tocco magico. Dall’altro non sanno usare internet e i social network. Guardate come ha reagito la sinistra alla sentenza della Cassazione sul referendum sul nucleare: è partita immediatamente la mobilitazione, imperniata su internet. I comunicatori di sinistra hanno capito che internet serve a far circolare l’informazione, a creare aggregazioni nella società civile nella Rete, ma anche fuori. Poco importa che la signora Maria non vada su internet, l’importante è che ci vadano i suoi figli, i suoi nipoti, il suo giovare vicino di casa. Saranno loro a spiegare, informare, coinvolgere nel modo più efficace proprio grazie alla confidenzialità, al dialogo uno a uno con una persona di cui ci si fida. &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Il volano garantito da Santoro e affini, Travaglio, Repubblica, le radio serve a rendere universale il messaggio e davvero completa la comunicazione. E la destra? Ha ripetuto i soliti slogan, mandato in tv i soliti politici, a cui la gente crede sempre meno associandoli a un’immagine perdente. Su internet è estremamente lacunosa. Il centrodestra rincorre la sinistra o tenta di controllare rigidamente il messaggio; non monitora gli umori, non promuove campagne, non ha nemmeno capito come si incentiva la circolarità e come si usano i social network. Insomma, non sa più comunicare né in tv né sulla Rete. C’è da stupirsi se poi perde? (il Giornale)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-6585025650908119201?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/6585025650908119201/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=6585025650908119201' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6585025650908119201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6585025650908119201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/06/ma-il-centrodestra-non-sa-piu.html' title='Ma il centrodestra non sa più comunicare: anche per questo perde.  Marcello Foa'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-207945110868547495</id><published>2011-05-31T18:33:00.000+02:00</published><updated>2011-05-31T18:33:02.408+02:00</updated><title type='text'>Cartoline con veduta sullla campagna elettorale.  Marcello Veneziani</title><content type='html'>&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Basteranno due anni di governo della sinistra per rivalutare Berlusconi. È già accaduto negli anni precedenti. Io mi ricordo cosa scrivevano i giornali all’indo­mani del voto del 2006 che aveva premia­to la sinistra. Quadretti idilliaci di vita quo­tidiana, il Paese era felice e libero, si gira­va in bici e si amavano le proprie città... Un miracolo. Poi sappiamo come andò a finire. Litigi e paralisi, malgoverno e ingo­­vernabilità, fuga di voti. Ogni tanto il Pae­se ha bisogno di ricordarsi cos’è questa specie di sinistra per comprendere cos’è questa specie di destra. Va bene, Berlusco­ni è il male. Ma loro sono il peggio. Testa­to. &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;* * * &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Novità nel giornalismo italiano. Sono nati gli Articolo 31, ovvero i giornali che aggiungono trentuno righe agli articoli di fondo per dare la linea ai lettori. Linea an­tiberlusconiana, of course. Che avvenga­no queste cose impressiona, ma che nes­suno ne scriva e protesti sconcerta e scon­forta. In che mani servili siamo. Fortuna­to io che al Mattino e al Messaggero, dopo aver criticato Casini e l’Udc su Libero , fui defenestrato. Meglio morti che genetica­mente modificati. &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;* * * &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Io mi piglio meraviglia assai a vedere la gara furiosa per vincere a Napoli. Con i problemi che stanno, avvolti nella mun­nezza, dovrebbero fare a gara a scappare dalla guida di Napoli e dirsi l’un l'altro: Pi­gliatavella Vuie a Napule - ma pe’ carità, state prima vuie - ma ca dicite, ora tocca a vuie - nossignore, sciate innanze vuie. E chiamare infine un’agenzia di pulizie giapponese e appaltarle la guida, anzi la dittatura, della città. &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;* * * &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Gianfranco Fini è accusato di omicidio colposo per aver abbandonato in auto sot­to il sole rovente il piccolo Futuroelibertà, di pochi mesi. La creatura, ancora in fa­sci, è stata ritrovata senza vita; invano le è stata praticata la respirazione bocchino a bocchino. Lo strazio Della Vedova (Bene­detto) e il cordoglio per La Morte (Dona­to). Fini presiede la Camera ardente. Do­nati gli organi ai Tulliani. (il Giornale)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-207945110868547495?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/207945110868547495/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=207945110868547495' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/207945110868547495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/207945110868547495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/cartoline-con-veduta-sullla-campagna.html' title='Cartoline con veduta sullla campagna elettorale.  Marcello Veneziani'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-8130046732982973769</id><published>2011-05-31T17:24:00.003+02:00</published><updated>2011-05-31T17:26:24.226+02:00</updated><title type='text'>Il vento del Nord e quello del Sud.  Arturo Diaconale</title><content type='html'>&lt;div id="titolo_notizia_aperta"&gt;La doppia sconfitta a Milano e Napoli è bruciante ma prevista. Alla vigilia delle amministrative nessuno poteva pensare che i due anni di crescente contestazione nei confronti della maggioranza governativa da parte delle opposizioni politiche, giudiziarie e mediatiche potessero risultare prive di conseguenze.&lt;/div&gt;&lt;div id="testo_articolo"&gt;Gli effetti di quegli attacchi sono stati la sconfitta al primo turno della Moratti e di Lettieri. Ed ora i risultati dei ballottaggi nelle due capitali del Nord e del Sud hanno confermato che la dura campagna di delegittimazione del centro destra, condotta con la criminalizzazione giudiziaria di Silvio Berlusconi e l’accusa di inerzia totale al governo, ha avuto successo.&lt;br /&gt;Questo significa che è finita una fase politica e si apre una nuova stagione che sarà contrassegnata dall’avvento al governo delle città e del paese della parte politica ieri vincitrice a Milano ed a Napoli. L’entusiasmo con cui l’opposizione saluta i vincitori delle battaglie milanese e napoletana lasciano pensare che la risposta positiva sia scontata.&lt;br /&gt;Ma la ragione spinge a considerazioni diverse. In particolare a considerare non solo che la vittoria di Pisapia è completamente diversa da quella di De Magistris ma anche che né l’una, né l’altra riescono a far intravvedere la possibilità di dare vita ad una qualche alternativa politica credibile all’attuale maggioranza di governo.&lt;br /&gt;A Milano, infatti, ha vinto la borghesia progressista che si è contrapposta alla borghesia in minima parte liberale ed in massima parte clericale. Il vincitore non è un figlio del popolo, nato nella periferia o nei palazzi di ringhiera. E’ il rampollo di una grande famiglia entrata a far parte, con il padre Gian Domenico, della casta di quelli che contano all’ombra del Duomo.&lt;br /&gt;E’ l’uomo di De Benedetti contrapposto a Berlusconi e Ligresti, l’uomo di Tettamanzi contrapposto a Formigoni e Comunione e Liberazione, l’uomo di Maria Giulia Crespi, dei cantanti impegnati, degli artisti progressisti, degli scrittori e degli stilisti incapaci di uscire dagli schematismi ideologici della loro giovinezza post sessantottina.&lt;br /&gt;E’ Pisapia il personaggio che può impersonificare l’alternativa politica nazionale al blocco sociale dei produttori piccoli e medi, dei professionisti, degli operatori del terziario avanzato? Al massimo può essere il rappresentante del comitato d’affari del salotto buono progressista dell’area urbana di Milano interessato agli appalti dell’Expò.&lt;br /&gt;Altro che vento del Nord! Al massimo la brezza dell’happy hour che si consuma tra Montenapoleone e via della Spiga. Ovviamente all’insegna delle narrazioni vendoliane!&lt;br /&gt;A Napoli, invece, ha vinto l’esatto contrario. Non che la borghesia progressista napoletana non abbia appoggiato De Magistris.&lt;br /&gt;Lo ha fatto nello stesso modo in cui aveva appoggiato a suo tempo Bassolino salutandolo come l’artefice del rinascimento napoletano. Ma dietro il trionfo dell’ex magistrato non c’è alcun blocco sociale ma solo una spinta plebea che ha occasionalmente una coloritura di sinistra ma che nei fatti ha una natura profondamente reazionaria e sanfedista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Può l’ondata plebea del nuovo sindaco di Napoli rappresentare una credibile alternativa di governo non solo al centro destra ma anche ad una qualsiasi forma di alleanza riformista di centro sinistra? Altro che vento del Sud! Siamo ancora una volta ad una sorta di insorgenza alla Cardinal Ruffo priva di qualsiasi progetto di rilancio e di ricostruzione della città.&lt;br /&gt;Che produce solo una temporanea “ammuina” di natura neoborbonica aggravata dalla pretesa di De Magistris di presentarsi ai propri elettori con il cappello frigio dei neogiacobino giustizialista.&lt;br /&gt;Questo significa che il centro destra ha un qualche motivo di stare tranquillo? Niente affatto.&lt;br /&gt;Berlusconi e Bossi hanno l’obbligo di mantenere i nervi saldi. Paradossalmente il risultato dei ballottaggi allontana la prospettiva delle elezioni anticipate. Ma debbono affrettarsi a correre ai ripari. Con le riforme. Quelle vere! (l'Opinione)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-8130046732982973769?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/8130046732982973769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=8130046732982973769' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/8130046732982973769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/8130046732982973769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/il-vento-del-nord-e-quello-del-sud-di.html' title='Il vento del Nord e quello del Sud.  Arturo Diaconale'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-6671458411197816038</id><published>2011-05-31T17:07:00.002+02:00</published><updated>2011-05-31T17:07:33.779+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="node-rubrica teaser" id="node-106201"&gt;&lt;div class="content"&gt;&lt;a class="field-field-occhiello bussole" href="http://www.loccidentale.it/rubrica/bussole"&gt;Ipse dixit&lt;/a&gt; &lt;h3 class="standard"&gt;&lt;a href="http://www.loccidentale.it/node/106201"&gt;Ecco un Berlusconi berlusconiano&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div class="field field-type-text field-field-anteprima"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;Berlusconi in Romania:&amp;nbsp;"Non ho tempo di organizzare il mio funerale". Finalmente il Cav. dice una cosa berlusconiana.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;a class="term-image bussole" href="http://www.loccidentale.it/rubrica/bussole"&gt;&lt;img alt="Bussole" src="http://www.loccidentale.it/files/imagecache/original/files/category_pictures/bussola.jpg" title="Bussole" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-6671458411197816038?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/6671458411197816038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=6671458411197816038' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6671458411197816038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6671458411197816038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/ipse-dixit-ecco-un-berlusconi.html' title=''/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-9031171977519185279</id><published>2011-05-27T18:31:00.000+02:00</published><updated>2011-05-27T18:31:09.663+02:00</updated><title type='text'>Terremoto colposo: il guaio di non essere maghi. L'uovo di giornata</title><content type='html'>&lt;div class="field-item odd"&gt;La decisione a L'Aquila è arrivata dopo un'ora di camera di consiglio: Gian Michele Calvi e gli altri sei componenti della Commissione Grandi Rischi saranno processati il 20 settembre con l'accusa di omicidio colposo plurimo e lesioni per il mancato allarme prima che la terra a L'Aquila tremasse il 6 Aprile 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’accusa si basa sul verbale redatto subito dopo la riunione del 31 marzo 2009 dalla Commissione nel quale, stando all'accusa del pubblico ministero Fabio Picuti, non fu dato l'allarme terremoto violando le normali regole ispirate alla cautela.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mago Merlino si è già costituito parte civile. (l'Occidentale)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-9031171977519185279?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/9031171977519185279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=9031171977519185279' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/9031171977519185279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/9031171977519185279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/terremoto-colposo-il-guaio-di-non.html' title='Terremoto colposo: il guaio di non essere maghi. L&apos;uovo di giornata'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-4742599512169449081</id><published>2011-05-26T17:09:00.000+02:00</published><updated>2011-05-26T17:09:16.041+02:00</updated><title type='text'>La protesta delle donne saudite.   Christian Rocca</title><content type='html'>Manal al-Sharif, 32 anni, è stata arrestata per aver &lt;a href="http://www.nytimes.com/2011/05/24/world/middleeast/24saudi.html"&gt;&lt;span style="color: #007cb6;"&gt;rivendicato il diritto delle donne saudite a guidare l'automobile&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. In Arabia Saudita, paese che qualche bella testa continua a definire "moderato", le donne non hanno alcun diritto. Sono schiave, a causa dell'Islam. Ora c'è qualche imam "riformista" che sostiene possano guidare, perché ai tempi in cui fu scritto il Corano c'era qualche donna che "guidava" l'asino. (Camilloblog)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-4742599512169449081?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/4742599512169449081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=4742599512169449081' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4742599512169449081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4742599512169449081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/la-protesta-delle-donne-saudite.html' title='La protesta delle donne saudite.   Christian Rocca'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-3310757469369969801</id><published>2011-05-24T19:27:00.001+02:00</published><updated>2011-05-24T19:28:18.798+02:00</updated><title type='text'>L'outlook negativo di S&amp;P sull'Italia è più politico che economico.  Emanuele Canegrati</title><content type='html'>&lt;div class="authors"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="field field-type-mlcreference field-field-ml-content"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;&lt;div class="ml-full ml-local-image" ml="[ml:98418:full]"&gt;&lt;img alt="tremontifi.jpg" src="http://www.loccidentale.it/files/imagecache/full/files/tremontifi.jpg" title="tremontifi.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="field field-type-text field-field-body"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;L’agenzia di rating S&amp;amp;P ha tagliato nella giornata di sabato l’outlook dell’Italia da “stabile” a “negativo”, nonostante abbia confermato il rating A+ sul debito. Le motivazioni riportate dal documento ufficiale redatto dall’agenzia affermano che “le attuali prospettive di crescita sono deboli e l'impegno politico per riforme che aumentino la produttività sembra incerto” e che “il potenziale ingorgo politico potrebbe contribuire ad un rilassamento nella gestione del debito pubblico. Come risultato, crediamo che le prospettive dell'Italia per ridurre il debito pubblico siano diminuite”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia è giunta del tutto inaspettata, poiché la politica di rigore dei conti intrapresa dal ministro Tremonti aveva convinto le istituzioni europee ed internazionali. E a dire il vero, nemmeno in Italia esistono oramai molti dubbi sul fatto che la politica economica del Ministero dell’Economia e Finanze sia credibile e lungimirante. Certamente, il governo deve risolvere una volta per sempre il problema legato alla crescita e all'aumento della produttività, stagnante ormai da diversi anni. Tuttavia, il giudizio di S&amp;amp;P suona piuttosto stonato in riferimento alle notizie che giungono dall’economia nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio la settimana scorsa l’Istat ha certificato un balzo in avanti degli ordinativi industriali per il mese di marzo, pari all’8,1% rispetto al mese di febbraio, soprattutto per via della crescita della domanda estera. Anche il fatturato delle imprese ha fatto registrare un incremento del 2% per lo stesso periodo di riferimento. Inoltre, secondo i dati forniti dal Bollettino delle entrate tributarie diffuso dal MEF relativo al primo trimestre del 2011, le imposte tributarie sono aumentate del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ritornando a crescere a dei tassi simili a quelli pre-crisi. Ancora, i risultati dell’attività di lotta all’evasione fiscale non sono mai stati così positivi, dal momento che gli incassi da ruoli relativi ad attività di accertamento e controllo hanno fatto registrare un boom del 30,4%. Risultati positivi confermati anche dai dati forniti dalla Banca d’Italia, afferenti agli incassi, i quali segnalano che l’incremento delle entrate è stato pari al 3,9%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora, perché questo giudizio negativo? Le perplessità riguardano il fatto che la critica di S&amp;amp;P sembra più riguardare l’aspetto politico che quello economico. Il che è poco comprensibile, dal momento che il giudizio sulla sostenibilità di un paese dovrebbe prima di tutto scontare l’andamento delle variabili strutturali e solo in un secondo tempo soffermarsi sui rischi del quadro politico. Nel caso dell’Italia questo ordine è stato invertito. Il legare la sostenibilità del debito italiano alle scaramucce che il Governo sta vivendo in queste settimane è molto miope, dal momento che i litigi tra le varie componenti della maggioranza non hanno mai riguardato la strategia sul controllo dei conti pubblici. Il fatto che poi non si tenga conto dei miglioramenti relativi alle entrate e alla lotta all’evasione conferma l’impressione che il giudizio dato sia affrettato o quantomeno superficiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le agenzie di rating, una volta persa ogni credibilità durante il crack Lehman Brothers, hanno deciso di assumere un’immagine più aggressiva, nel tentativo di recuperare il prestigio perduto, esprimendo un giudizio negativo dopo l’altro. E’ quindi successo che il debito della Grecia sia stato declassato a livello “&lt;i&gt;junk&lt;/i&gt;” (spazzatura); che quello di Portogallo, Irlanda e Spagna sia stato rivisto al ribasso; che l’outlook sugli Stati Uniti, per la prima volta, sia stato rivisto in negativo. E intanto, ogni volta che un giudizio sfavorevole viene espresso, i mercati finanziari bruciano una montagna di denaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda sorge spontanea: due anni fa le agenzie di rating dipinsero un quadro economico-finanziario completamente diverso dalla realtà; è possibile che anche questa volta si sbaglino? La risposta è sì. E’ inimmaginabile, infatti, pensare che in soli due anni la loro capacità di &lt;i&gt;monitoring&lt;/i&gt; sui bilanci degli stati sia improvvisamente migliorata. Il problema è talmente sentito che pochi giorni fa la SEC (la Consob degli USA) è ritornata nuovamente ad esprimersi contro queste agenzie, a prosieguo di una diatriba avviata nel 2008 con la crisi provocata dal crollo dei mutui &lt;i&gt;subprime&lt;/i&gt;, al fine di limitare la dipendenza dei mercati finanziari dalle loro valutazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda l’Europa, si è a lungo discusso a proposito della necessità di creare di un’agenzia di rating europea, che finalmente si rendesse credibile agli occhi degli agenti economici e delle istituzioni. E’ auspicabile che se ne ritorni a parlare presto, poiché l'andamento della finanza degli Stati è diventato troppo dipendente dalle notizie di mercato e si sa perfettamente che le crisi finanziarie non nascono solo da motivazioni legate al cattivo funzionamento dell'economia reale (andamento del PIL, inflazione, etc.) ma anche da cause “&lt;i&gt;self-fulfilling&lt;/i&gt;”, ovvero da fenomeni di auto-realizzazione, secondo i quali i mercati vanno male solo perché gli investitori credono che andranno male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è tollerabile, coerentemente con quanto pensa la SEC, consegnare l’andamento dei mercati finanziari, monetari e valutari ai giudizi delle agenzie di rating, che con i loro annunci vanificano in pochi secondi il lavoro che i governi svolgono per mesi. E’ quindi giunto il momento di risolvere una volta per tutte il problema legato alla regolamentazione delle agenzie di rating, che se sbagliano devono pagare. Prima che i loro errori possano causare un'altra crisi finanziaria i cui costi li dovremo sopportare tutti. (l'Occidentale)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-3310757469369969801?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/3310757469369969801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=3310757469369969801' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/3310757469369969801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/3310757469369969801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/loutlook-negativo-di-s-sullitalia-e-piu.html' title='L&apos;outlook negativo di S&amp;P sull&apos;Italia è più politico che economico.  Emanuele Canegrati'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-5879416987044122974</id><published>2011-05-24T19:17:00.002+02:00</published><updated>2011-05-24T19:17:59.311+02:00</updated><title type='text'>La parabola futurista: da Mussolini a De Magistris.   Ipse dixit</title><content type='html'>Dice Italo Bocchino a Repubblica: "Nel '93, le elezioni che portarono Fini al ballottaggio a Roma e la Mussolini al ballottaggio a Napoli decretarono la fine del Pentapartito. E fecero posto alla Seconda Repubblica. Così la possibile vittoria di De Magistris a Napoli e quella molto probabile di Pisapia a Milano faranno posto alla Terza Repubblica". Finalmente Futuro e Libertà svela il proprio programma. Dalla Repubblica di Mussolini alla Repubblica di De Magistris. (l'Occidentale)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-5879416987044122974?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/5879416987044122974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=5879416987044122974' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5879416987044122974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5879416987044122974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/la-parabola-futurista-da-mussolini-de.html' title='La parabola futurista: da Mussolini a De Magistris.   Ipse dixit'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-1610088924313561188</id><published>2011-05-20T16:59:00.000+02:00</published><updated>2011-05-20T16:59:11.019+02:00</updated><title type='text'>Al Gore dovrebbe prendere lezioni di stile da Sgarbi.  l'Occidentale</title><content type='html'>&lt;div class="field-item odd"&gt;Al Gore è il più tipico esempio di “&lt;i&gt;sore loser&lt;/i&gt;”, il perdente risentito, quello che “nun ce vo’ sta”. L’etichetta se l’è guadagnata una volta e per sempre dopo la sconfitta alle presidenziali del 2000 contro George W. Bush,&amp;nbsp;per le sue continue recriminazioni, per l’ odio anti-bushiano divenuto una vera ossessione. Il fatto incredibile è che Gore non fa che confermare la sua incapacità di incassare sconfitte con un minimo di stile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso è sbarcato in Italia e si è messo a piagnucolare davanti a un compiacente Beppe Severgnini perché – sostiene – Silvio Berlusconi gli avrebbe fatto chiudere la sua Current Tv. L’ex vice-presidente Usa si dice infatti convinto che se Sky Italia non ha rinnovato il contratto con il suo canale di news è perché questo dava fastidio al presidente del Consiglio e così, Rupert Murdoch, per fare un favore all’amico, avrebbe sacrificato Current.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco la versione di Gore: “Siamo una televisione realmente indipendente. Per questo siamo stati i primi a mandare in onda &lt;i&gt;Citizen Berlusconi&lt;/i&gt; o documentari che hanno mostrato che la sporcizia a Napoli c'è ancora. Ma News Corp sta cercando di entrare nel business del digitale terrestre però, per questo, ha bisogno del consenso di Berlusconi”. A vantaggio di Gore si può dire che conosce bene l’Italia, ha subito capito che se qui vuole ottenere qualcosa deve passare per un martire berlusconiano, una delle sue tante vittime. Infatti, subito dopo il suo grido d’allarme, sulla rete si sono aperti gruppi di fan e sostenitori che Gore non avrebbe mai pensato di avere ma che l’odio anti-Cav. ha subito chiamato a raccolta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conta nulla che Sky abbia spiegato i veri motivi della decisione di non rinnovare il contratto scaduto a Current. Secondo Sky l'ascolto medio giornaliero di &lt;i&gt;Current Tv &lt;/i&gt;nel 2011 è stato finora di un totale di 2952 telespettatori, con una perdita del 20% rispetto ai 3.600 spettatori medi del 2010; nel prime time, purtroppo, tra il 2010 ed il 2011, la perdita di ascolti di &lt;i&gt;Current TV&lt;/i&gt; è prossima al 40%. Per di più Gore pretendeva da Murdoch un incremento di retribuzione per il suo canale che secondo Sky, “mai preteso da nessun altro editore”. “Per queste ragioni – ha spiegato Tom Mockridge, il capo di Sky Italia – abbiamo preferito non rinnovare il contratto”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Gore non ci sta, è convinto, e ci vuole convincere che quei 2952 spettatori di Current che si sorbiscono ogni giorno le sue cianfrusaglie eco-paficiste, sono motivo di grande afflizione per il Presidente del Consiglio Italiano, al punto di consentire all’avversario Murodoch di sfondare nel business del digitale terrestre per non sentirne più parlare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci stupirebbe se, con l’aria che tira, qualcuno gli desse credito e tra twitter, facebook, popolo viola, libertà di stampa, Articolo21 e altri ammennicoli del genere si facesse pressione su Sky per salvare Current. Tanto per scendere in piazza contro il Cav., che sia Ruby o che sia Al Gore, tutto fa brodo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un solo consiglio all’ex vice-presidente Usa e al suo flop televisivo: prenda lezioni di stile da Vittorio Sgarbi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-1610088924313561188?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/1610088924313561188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=1610088924313561188' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1610088924313561188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1610088924313561188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/al-gore-dovrebbe-prendere-lezioni-di.html' title='Al Gore dovrebbe prendere lezioni di stile da Sgarbi.  l&apos;Occidentale'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-5264919990636979112</id><published>2011-05-20T16:33:00.000+02:00</published><updated>2011-05-20T16:33:25.432+02:00</updated><title type='text'>Prepotenza fiscale.  Davide Giacalone</title><content type='html'>Perseguire gli evasori fiscali e scucire loro il dovuto è cosa buona e giusta, ma … ma se per dire quel che segue si deve cominciare con una simile banalità vuol dire che siamo messi male. E lo siamo. La lettura della circolare numero 21, con la quale l’Agenzia delle Entrate ha iniziato la settimana, mette qualche brivido. E spiega molto di più di quanto non possano fare fiumi d’analisi a capocchia sul voto amministrativo: il cittadino, come le imprese, sono a disposizione dello Stato, ma non viceversa. La cosa, credetemi, non diffonde serenità e riconoscenza. &lt;div class="colonnaTesto"&gt;&lt;br /&gt;L’evasione fiscale, diffusa ovunque e prepotentemente forte in alcune regioni, segnala inefficienza dello Stato, persistenza di mercato nero, terreno di coltura per la criminalità e, alla lunga, perdita di sovranità su interi territori e attività. Non si può che combatterla. Ma, qualche volta, si ha la sensazione che la trincea venga scavata a casa e in azienda delle persone normali, magari non proprio totalmente in regola, ma oneste, mentre la tregua regni laddove agiscono le bande. L’evasione, inoltre, è anche un sintomo dell’eccessiva pressione fiscale e dell’insopportabile oppressione burocratica. E’ vero che non pagando le tasse si ha un vantaggio competitivo, o maggiori soldi da spendere in vizi e consumi, ma è anche vero che si corre un rischio. Se quest’ultimo è inferiore al costo della regolarità, ecco che solo la moralità o il prelievo alla fonte possono trattenere il contribuente. E non va affatto bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Agenzia delle Entrate agisce in sinergia con Equitalia. Il cittadino riceve avvisi di pagamento che si riferiscono a pratiche il cui numero non dice un accidente. Non solo devo farmi venire le palpitazioni, non solo devo correre a pagare, ma devo essere io a premurarmi di capire il perché. Non è giusto: vuoi dei soldi da me? dimmi tu il perché e il per come. Se mi chiedono dei soldi e ritengo che non siano dovuti cerco di oppormi, da quel momento il fisco mi considera non in regola. Se non sono in regola e devo avere altri soldi dallo Stato questo si rifiuta di darmeli. Quindi: per il solo fatto di essermi opposto a quello che considero un sopruso, o di non avere pagato una rata, lo Stato mi nega soldi cui ho diritto. Potrebbe anche andare bene, se fosse reciproco: visto che lo Stato è un pessimo pagatore, facendo attendere tempi intollerabili, al momento di pagare le tasse non verserò un tallero, perché la controparte non è in regola. Questo sarebbe un rapporto equo, in un’Italia equa, ma non è così che stanno le cose, e mi mandano Equitalia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal primo luglio prossimo gli avvisi d’accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate diventeranno esecutivi entro 60 giorni. Già dopo 30 la riscossione sarà affidata ai concessionari, vale a dire che il cittadino e le aziende saranno messi nelle mani di privati che puntano ai loro denari. Nel decreto sviluppo (bel nome, proprio adatto!) hanno acconsentito a che sia sospeso il pagamento del 50%, ma solo per 120 giorni, se richiesto. Salvo che i tempi della giustizia fiscale mica li detta il cittadino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo, e altro ancora, fa un baffo alla camorra o alla ‘ndrangheta, tanto quelli riciclano denaro che viene dal crimine, ma ammazza le imprese che i soldi li prendono in banca (senza prima mascherarsi) e le famiglie che si vedono taglieggiare da quell’imposizione fiscale parallela che sono le multe. Per giunta con un sistema dove il mancato pagamento innesca un crescendo rossiniano d’interessi, che se fosse praticato all’angolo del vicolo si chiamerebbe strozzinaggio. Chi vive nel mondo reale queste cose le conosce, sicché spesso pesano più dei presunti toni delle campagne elettorali, o delle esercitazioni in scurrilità comiziante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo alla banalità inziale: contrastare l’evasione è giusto. Vero, ma la politica consiste nello spiegare qual è la parte piacevole e collettivamente rilevante. Perché se serve solo ad alimentare la spesa pubblica, sospetto che anche gli evasori potrebbero contare su una certa popolarità. Allora, prima di tutto il governo faccia la cortesia di presentare la tante volte annunciata riforma fiscale. Non la cancellazione di una tassa e l’innalzamento dell’altra: la riforma. Giulio Tremonti ha più volte detto di volere spostare la tassazione dalle persone alle cose. Che significa? Forse: smettiamola di tassare i redditi e tassiamo i consumi, con il che non servono più neanche gli accertamenti. Siccome, però, questo non è un gioco d’indovinelli, chi governa abbia la compiacenza di calare le carte. Grazie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi si dia sostanza a quell’altra cosa misteriosa: il federalismo fiscale. Più o meno dovrebbe essere: i soldi restano nei pressi del contribuente. Posto che il debito e la spesa pubblica ciucciano via quasi tutto, ho l’impressione che resterà poco. Ma, comunque, vediamo. Se non si passa al concreto, però, la gente ha diritto di credere che possa essere qualche cosa di simile al dissennato federalismo sanitario, introdotto dalla sciagurata riforma del 1999 (Bindi) e santificato dall’orrenda riforma costituzionale del Titolo quinto, 2001 (maggioranza di sinistra), il cui risultato è: debiti fuori controllo, tangenti a manetta (ma con poche manette), professionalità umiliate, clientelismo sistemizzato e malati che lasciano le regioni del sud per farsi curare al nord. Aridatece Tiziano Tersilli.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-5264919990636979112?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/5264919990636979112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=5264919990636979112' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5264919990636979112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/5264919990636979112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/prepotenza-fiscale-davide-giacalone.html' title='Prepotenza fiscale.  Davide Giacalone'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-1732334166719485421</id><published>2011-05-17T18:33:00.000+02:00</published><updated>2011-05-17T18:33:35.699+02:00</updated><title type='text'>La Moratti si guardi dal "futurista".   Ipse dixit</title><content type='html'>&lt;span class="clear-block"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="field field-type-text field-field-body"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;Filippo Rossi ha annunciato che al secondo turno sosterra' Pisapia contro la Moratti. Pare che il direttore del finiano "Futurista", in vista dei ballottaggi, abbia chiesto il permesso di far votare a Milano i sei elettori che l'hanno votato a Latina dov'era candidato al consiglio comunale. (l'Occidentale)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-1732334166719485421?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/1732334166719485421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=1732334166719485421' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1732334166719485421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1732334166719485421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/la-moratti-si-guardi-dal-futurista-ipse.html' title='La Moratti si guardi dal &quot;futurista&quot;.   Ipse dixit'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-6438172078112208580</id><published>2011-05-13T19:37:00.000+02:00</published><updated>2011-05-13T19:37:54.559+02:00</updated><title type='text'>Skype docet.  Davide Giacalone</title><content type='html'>Nessuno creda che gli 8.5 miliardi di dollari che Microsoft scuce per avere Skype siano un affare per borsaioli o appassionati di nuove tecnologie, perché puntano dritto alle tasche di tutti e la dicono lunga su com’è cambiato e cambia il mondo della comunicazione. Nessuno è fuori da questo mercato, perché nessuno è privo di strumenti che usiamo per telefonare e comunicare, ma a loro volta generano informazioni su quel che facciamo, ci piace e saremmo disposti ad acquistare. Ciascuno di noi si lascia alle spalle, in continuazione, una bava digitale che ne descrive il profilo. La partita economica si gioca sulla proprietà e l’utilizzabilità delle banche dati e della clientela, con effetti niente affatto scontati. &lt;br /&gt;Skype è un sistema conosciuto da molti utilizzatori di computer, che consente di scambiare messaggi e videochiamare gratis. La domanda che molti di questi cittadini si pongono, oggi, è: come fa a valere tanto quel che io uso senza pagare? Risposta: non è il fatturato a segnare il valore del sistema, ma la quantità di persone che lo usano e la sua semplicità. Già, ma da dove arrivano i soldi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2005 Skype era stato venduto dai fondatori (uno svedese e un danese) a eBay, per 2.6 miliardi di dollari. Soldi benedetti, per chi vendette, ma buttati, per chi comperò e non riuscì a valorizzare il giocattolo. Quindi se ne disfece, a prezzi di saldo, tanto che finì nuovamente nelle mani dei creatori (nel frattempo divenuti assai più ricchi). Ora Microsoft paga 3 volte il valore di due anni fa, 10 volte il fatturato e 32 volte gli utili una società in perdita. E’ vero che una parte del traffico è a pagamento (quando si chiamano telefoni fissi o mobili non connessi a internet), ma si tratta di una percentuale minima. Sono impazziti? No, affrontano una scommessa ragionata: non solo la banca dati che Skype si porta dietro, e quotidianamente genera, è preziosa, ma il servizio è così accattivante e semplice da potere essere un’ottima attrattiva per piazzare terminali. E se una volta la polpa delle telecomunicazioni stava nella vendita del traffico (la bolletta, per intendersi), ora è nei terminali e nei servizi. Attenti alle conseguenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando un ragazzo chiede di avere una piattaforma per i giochi non si comporta come quando noi chiedevamo la bicicletta, aspirando a due ruote, i pedali e la catena, ma indica una marca. Lo fa perché a quella sono legati determinati giochi e una determinata comunità di amici. Se prendi i giochi di una piattaforma non li puoi usare nell’altra, che è come dire che se compre i dischi di una marca non li puoi sentire sullo stereo di un’altra. Lui lo sa. Skype, ad esempio, sarà montato su Xbox, consentendo la comunicazione gratis (in realtà si paga la connessione, ma la si paga comunque, anche se si fa l’eremita).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra i più cresciuti c’è chi sceglie il proprio telefono perché è bello esteticamente, chi per moda, chi per i servizi che offre. Questi ultimi sono i più comici, dato che la gran parte di loro si limita a funzioni rudimentali (come i tanti che s’aggirano con i tablet, non sapendo cosa farne e, soprattutto, non sapendo dove ficcarseli). Conoscendo il mercato i produttori mettono il turbo alle innovazioni, in modo che il tuo vanto di ieri sia il rudere di domani. Tutti i fabbricanti di terminali tendono a pensare che sia proprio il cliente che ha in mano un loro prodotto. Siccome telefona, e per farlo ha bisogno di un abbonamento, anche la compagnia telefonica lo considera un proprio cliente. Se opera con la propria banca, per via telematica, anche la banca lo considera un proprio cliente. Sicché, nel fare certe operazioni, ciascuno di noi è, contemporaneamente, cliente di troppi. Chi comanda, allora? I produttori dei terminali. Sono loro che dicono alle banche: se vuoi che i tuoi clienti operino devi adeguarti alle nostre condizioni. E vale la stessa cosa per chi vende musica, giochi, informazione e via elencando. Se esistesse l’antitrust mondiale, dovrebbe occuparsene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli operatori telefonici si salvano? No. Skype ne è l’esempio, in generale lo è il wifi: grazie a questi sistemi pago la connessione, ma non pago più le telefonate. Le Telecom erano padrone, ora sono facchini che portano in giro la merce altrui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riassumendo: i soldi sono i nostri, non spesi in telefonate ma in telefoni, sistemi operativi, tablet e computer; l’affare consiste nell’appropriarsi del cliente, fregando gli altri che lo ritengono proprio; la ricchezza non va verso chi allarga la rete, ma verso chi blinda gli ingressi, in modo da non farsi scappare clienti cui, per altro verso, vende meraviglie in continuo aggiornamento. Rimane un problema (a parte quelli di privacy e libertà di mercato): nel mentre Bill e Steve diventano sempre più ricchi, chi remunera l’evoluzione della rete? Questo è il punto debole del modello. Mentre noi italiani, inventori del telefono, detentori di quella che fu una grande multinazionale delle telecomunicazioni, nonché pionieri della telefonia mobile di massa, siamo riusciti ad essere solo consumatori. Felici di privatizzazioni dissennate e senza mercato, utili solo a strangolarci con le nostre stesse mani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-6438172078112208580?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/6438172078112208580/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=6438172078112208580' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6438172078112208580'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6438172078112208580'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/skype-docet-davide-giacalone.html' title='Skype docet.  Davide Giacalone'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-3511776241718190421</id><published>2011-05-11T18:44:00.000+02:00</published><updated>2011-05-13T22:58:37.334+02:00</updated><title type='text'>Tanti auguri, Presidente. Dimitri Buffa</title><content type='html'>&lt;div&gt;Tanti auguri, presidente Corrado Carnevale. Oggi lei compie 81 primavere e nonostante alcuni suoi colleghi abbiano fatto di tutto perché lei a questo importante traguardo non ci arrivasse vivo o comunque libero e soprattutto così in forma, a dispetto di tutto ciò ce l'ha fatta. Dopo che lo scorso governo Berlusconi è stato costretto a varare una legge ad hoc per risarcirla della ingiusta e lunghissima "squalifica" subita come magistrato a causa di&amp;nbsp; ingiuste accuse di falsi pentiti cui un Csm sempre pronto e sempre prono ai desiderata del partito delle procure, non è parso vero poterci credere, lei è stato riammesso in ruolo. Tuttavia, con una serie infinita di cavilli e di intoppi burocratici, sono riusciti a tenerla lontano da quel posto di primo presidente della corte di Cassazione che avrebbe sicuramente meritato in virtù della sua preparazione e del suo garantismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due concetti che fanno a cazzotti con il populismo e il forcaiolismo imperante in Italia. Anche in parte della magistratura. Ora che sembra che il Consiglio di stato le darà ragione ridandole anche il ruolo di presidente di sezione che qualcuno aveva provato a toglierle in virtù di un artificioso computo degli anni che lei avrebbe ricoperto quella carica, noi che l'abbiamo sempre stimata, e&amp;nbsp; voluto bene, oltre ad augurarle altri cento di questi giorni, lanciamo lì una proposta che per forza di cose verrà giudicata provocatoria dal popolino dei talk show televisivi: regaliamo a Corrado Carnevale un posto da senatore a vita o, in alternativa, promuoviamolo giudice costituzionale, così da portare anche in quell'ormai un po' triste consesso una ventata di preparazione giuridica e un po' di serietà meritocratica. Ci sommergeranno di insulti ma non importa: per lei questo e altro, caro presidente Corrado Carnevale. (notapolitica.it)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-3511776241718190421?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/3511776241718190421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=3511776241718190421' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/3511776241718190421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/3511776241718190421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/tanti-auguri-presidente-dimitri-buffa.html' title='Tanti auguri, Presidente. Dimitri Buffa'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-4322429069439541881</id><published>2011-05-11T18:10:00.000+02:00</published><updated>2011-05-13T22:58:37.543+02:00</updated><title type='text'>Pazza idea. Davide Giacalone</title><content type='html'>Domenica prossima si vota, ma possiamo anticipare il risultato: vince il centro destra. Perché gareggia da solo. I temi, i ritmi e anche le sedi della campagna elettorale sono stati fissati dal centro destra, con un unico argine: il Quirinale. Al punto che l’unico sprint in corso è quello interno all’area di governo, avendo come antagonisti berlusconiani e leghisti. La sinistra, dal canto suo, non corre i rischi del povero Wouter Weylandt, non c’è pericolo prenda troppa velocità in discesa: sono al bar, intenti a guardare la telecronaca delle elezioni e a fare il tifo da estranei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non a caso i giornali e i commentatori parlano tutti di Milano, l’unica grande città in cui il centro destra può (teoricamente) perdere. Vincerà. Letizia Moratti continuerà il suo lavoro di sindaco. Ma tutti sono intenti a valutare quali sono i rapporti di forza interni, quali saranno i tempi delle elezioni (se si chiuderà la partita al primo turno), quale il risultato nei comuni vicini, dove, talora, il centro destra si presenta diviso. In tutto quel che si osserva non entra mai la sinistra, vissuta come il mero contenitore delle schede deposte dai cittadini che si recano ai seggi, ma non votano per il centro destra. Voti per antipatia, insomma, per esclusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In altre grandi città, invece, è la sinistra a potere perdere. Ma anche lì, la gara non ha sostanza politica, perché hanno già perso. A Torino avevano un candidato con i fiocchi, capace di lanciare un segnale incoraggiante alla sinistra di tutta Italia: Francesco Profumo, rettore del Politecnico. Gli hanno preferito Piero Fassino, anche in questo caso lanciando un segnale generale: finché sopravviveranno gli ex comunisti non lasceranno spazio a nessuno, anche a costo di cloroformizzare le città. Passare da Chiamparino a Fassino significa camminare all’indietro. A Bologna pure un militante attento e fedele alla sinistra, come Gianfranco Pasquino, annuncia che se non fosse per la disciplina e la coerenza con se stesso voterebbe per la Lega, sbracciandosi nel complimentarsi con Giulio Tremonti e apprezzando un mameliano Umberto Bossi. In quanto alla buona amministrazione, sotto la torre degli Asinelli non ci credono più neanche i somari. A Napoli non ne parliamo: il sindaco uscente se la prende con la sinistra e il mitico Antonio Bassolino avverte sui pericoli di mollare il potere. Non sono riusciti a trovare neanche un candidato, dovendosi appoggiare al prefetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo avviene in uno scenario nel quale tutti i grandi governi occidentali hanno perso le elezioni amministrative o di medio termine. E’ successo negli Stati Uniti, in Francia, in Germania. In Inghilterra hanno esagerato: le ha perse il governo che c’era quando il centro destra vinse le ultime politiche, nel 2008, e le ha perse anche il governo successivo, d’opposto colore. Da noi, invece, recessione, scissioni, inquisizioni e sputtanamenti non sono riusciti a produrre una sola sconfitta del centro destra. Vedremo il prossimo lunedì, conteremo quanti voti sono andati ancora a Silvio Berlusconi e quanti gli sono sfuggiti, unendosi al blocco del rifiuto. Non riusciremo, però, a contare quanti ne ha presi l’opposizione, perché, lo ripeto, la gara la fa uno solo. Se vince, se non riesce ad inciampare sui propri errori (ieri un neo sottosegretario ha battuto il record di velocità al campionato della stupidità, così imparano a selezionarli così acuti e pensosi), confermerà la tenuta, altrimenti i voti degli altri saranno solo la misura della sua sconfitta, non dell’altrui vittoria. Il che, in politica, come in tanti altri aspetti della vita (si ricordi la Patty Pravo di Pazza idea), è un successo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-4322429069439541881?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/4322429069439541881/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=4322429069439541881' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4322429069439541881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4322429069439541881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/pazza-idea-davide-giacalone.html' title='Pazza idea. Davide Giacalone'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-3176822957853768062</id><published>2011-05-09T18:52:00.000+02:00</published><updated>2011-05-09T18:52:36.426+02:00</updated><title type='text'>Non c'è soltanto Aldo Moro.  Roberto Bianchi</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2011/05/Moro.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-full wp-image-20927" height="198px" src="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2011/05/Moro.jpg" title="Moro" width="286px" /&gt;&lt;/a&gt;1. La Repubblica riconosce il 9 maggio, anniversario dell’uccisione di Aldo Moro, quale “Giorno della memoria”, al fine di ricordare tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;‎2. In occasione del “Giorno della memoria” di cui al comma 1, possono essere organizzate, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri, momenti comuni di ricordo dei fatti e di riflessione, anche nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di conservare, rinnovare e costruire una memoria storica condivisa in difesa delle istituzioni democratiche.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Questo il testo stringatissimo della Legge 4 maggio 2007, n. 56, votata del governo Prodi (quello con 105 sottosegretari), che ha istituito la ricorrenza che tutti i tg oggi hanno amplificato, vuoi per attaccare sottotestualmente Berlusconi a proposito delle sue critiche ai magistrati, vuoi per incensare ulteriormente la figura del presidente della Repubblica.&lt;br /&gt;Sono andato a cercarmela perché, forse per una inguaribile allergia a tutte le forme di retorica e di ipocrisia, e alle liturgie attraverso le quali il potere si difende e si perpetua, e soprattutto alla marmellata dell’informazione italiana, volevo proprio leggermelo con i miei occhi il testo.&amp;nbsp;Devo dire che, come spesso mi succede guardando le dichiarazioni altisonanti di cui la politica italiana è inflazionata, i sospetti e le perplessità non se ne sono andate (come invece avrei gradito) .&lt;br /&gt;Innanzi tutto devo dire che mi lascia piuttosto perplesso che il nome del politico Moro (statista, per molti, lo è diventato&amp;nbsp; solo dopo il 9 maggio 1978) venga ad assumere, essendo l’unico citato nell’articolo di legge, l’importanza di un simbolo e, soprattutto, ridimensioni ulteriormente i nomi di tutte le altre vittime, anche sconosciute, della stagione terrorista. Menzionare uno e uno solo, infatti, fa scomparire gli altri ed invero è proprio per evitare questo effetto, per esempio, che è stato creato il monumento al Milite ignoto.&lt;br /&gt;Per quanto mi riguarda aggiungerei che quando penso alle vittime di terrorismo e stragi penso subito a Piazza Fontana (senza colpevoli), a Piazza della Loggia(idem), all’Italicus (…), alla stazione di Bologna (colpevolezze piuttosto controverse quelle di Mambro e Fioravanti e da loro peraltro sempre rigettate). Penso cioè a tutte quelle persone rimaste esanimi per terra, gente politicamente “ignota” come il Milite e forse, proprio per questo, ancora più “pesante”. Solo in un secondo momento nella memoria mi affiorano i nomi di alcuni magistrati, di alcuni giornalisti, di Guido Rossa.&lt;br /&gt;Circoscrivendo il ragionamento intorno a Moro c’è da rimarcare che la strage è stata perpetrata il 16 marzo, quando sul selciato rimasero i cadaveri della scorta (nomi, questi, che nessuno si premura di far ricordare con apposita legge). Il 9 maggio ci fu l’assassinio del parlamentare democristiano dopo che il partito della fermezza aveva battuto quello della trattativa e dopo che le ricerche e le intuizioni (compresa quella che avrebbe visto proprio Prodi fra gli altri assistere ad una seduta spiritica) non avevano portato a nessun risultato.&lt;br /&gt;Soltanto tre anni dopo il partito della fermezza si sarebbe sgretolato quando ad essere rapito fu l’assessore campano (e Dc) Ciro Cirillo, che riuscì a tornare a casa dopo 89 giorni di sequestro. (the Front Page)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-3176822957853768062?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/3176822957853768062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=3176822957853768062' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/3176822957853768062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/3176822957853768062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/non-ce-soltanto-aldo-moro-roberto.html' title='Non c&apos;è soltanto Aldo Moro.  Roberto Bianchi'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-8872216618240477937</id><published>2011-05-06T11:04:00.000+02:00</published><updated>2011-05-06T11:04:28.803+02:00</updated><title type='text'>Benzina al verde.   Carlo Stagnaro</title><content type='html'>&lt;div id="boxBnrSemantic"&gt;&lt;script language="JavaScript" type="text/javascript"&gt;     OAS_RICH('VideoBox_180x150');     &lt;/script&gt;&lt;a href="http://adv.ilsole24ore.it/5c/www.ilfoglio.it/08/ros/1971725097/VideoBox_180x150/OasDefault/default/empty.gif/35323366666138653437643430343530" target="_top"&gt;&lt;img alt="" border="0" height="2px" src="http://adv.ilsole24ore.it/5/www.ilfoglio.it/08/ros/1971725097/VideoBox_180x150/OasDefault/default/empty.gif/35323366666138653437643430343530" width="2px" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;img align="left" alt="" class="foto" height="167px" hspace="4" src="http://www.ilfoglio.it/media/uploads/Pompe_benzina_ladri.jpg" vspace="4" width="250px" /&gt;&lt;strong&gt;Negli scorsi giorni il prezzo della benzina&lt;/strong&gt; ha raggiunto livelli record, e il costo del petrolio da solo non spiega un tale balzo che rischia di dare un altro brutto colpo all’economia italiana. Il problema resta, anche se ieri il prezzo dei carburanti, sui mercati internazionali, ha conosciuto una lieve flessione, a maggior ragione quando la contrazione del Brent (che ha ceduto 7 dollari al barile) si propagherà sul valore dei prodotti raffinati. Eppure, la benzina a 1,6 euro – contro poco più di 1,4 all’inizio dell’anno – ha lasciato un segno profondo non solo sul portafoglio, ma anche nell’immaginario della gente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Che cosa è successo?&lt;/strong&gt; Sono intervenuti almeno tre fenomeni: l’aumento delle accise di 0,73 centesimi (saranno 0,92 dopo il 1° luglio), l’“effetto Libia” sul greggio e il rafforzamento del dollaro. Se si tiene conto di questi fattori, gli andamenti italiani non sono anomali, come ha evidenziato l’Unione petrolifera. Se, però, la variazione dei prezzi è “normale”, è anomalo il loro livello. In Italia, infatti, fare il pieno costa di più. Come è possibile? Per avere la risposta, bisogna distogliere lo sguardo dagli elementi congiunturali e concentrarsi su quelli strutturali. A partire dal fisco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ai prezzi di ieri, secondo Eurostat,&lt;/strong&gt; gli automobilisti italiani pagano 83,6 centesimi di tasse per ogni litro di benzina, e 67,6 per il gasolio: peggio di noi Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Paesi Bassi, Svezia, Regno Unito, Grecia e Portogallo, tutti paesi (tranne gli ultimi due) con un reddito pro capite ben più alto. L’elevata tassazione ha un effetto perverso: non solo contribuisce ad alzare l’asticella, ma amplifica le oscillazioni verso l’alto perché l’Iva (Imposta sul valore aggiunto) aggiunge il 20 per cento tanto alle accise, quanto al prezzo industriale. Quest’ultimo deve remunerare anzitutto la materia prima, che non è il greggio ma lo specifico prodotto (benzina o gasolio).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Poi ci sono i vari costi di distribuzione e stoccaggio&lt;/strong&gt; e, infine, i margini netti di compagnie e gestori. In Gran Bretagna, il cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, ha tagliato le unghie al fisco: per rispondere al rialzo petrolifero, ha cancellato l’aumento delle accise di 4 pence – inizialmente previsto per aprile – e le ha ulteriormente ridotte di uno. (Mettendo su tra l’altro uno “stabilizzatore strutturale” del prezzo della benzina per il futuro).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come è stato possibile, dati i vincoli di finanza pubblica?&lt;/strong&gt; Semplice: il Regno Unito è un paese produttore di petrolio, quindi si aspetta di recuperare il mancato gettito con l’aumento dei tributi pagati dalle compagnie petrolifere che estraggono petrolio e gas nel Mare del nord. Aumento, è bene specificarlo, del gettito, non delle aliquote, dovuto semplicemente al maggior valore del barile.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Oltre al fisco, in Italia pesa l’insufficiente liberalizzazione.&lt;/strong&gt; La Francia è riuscita a combattere l’inflazione petrolifera grazie all’ingresso massiccio della grande distribuzione, che ha una quota di mercato di quasi il 52 per cento. Grazie a una rete con meno impianti (solo 2,68 ogni 100 chilometri quadrati, contro i nostri 7,27) e un erogato medio molto più voluminoso (3,6 milioni di litri all’anno, da noi sono la metà) il paese transalpino ha creato un suo modello di efficienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Altri paesi, pur senza una grande distribuzione&lt;/strong&gt; così ingombrante, hanno ottenuto risultati simili consentendo una migliore organizzazione attraverso l’ingresso di nuovi soggetti e la chiusura degli impianti troppo piccoli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In un’indagine dell’Istituto Bruno Leoni&lt;/strong&gt; relativa al primo semestre 2010, è stato certificato che la presenza delle pompe nei supermercati in Italia può indurre riduzioni anche nei distributori circostanti, con un potenziale risparmio di quasi 200 milioni di euro all’anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il problema di fondo, però&lt;/strong&gt;, sta nel guardare il dito anziché la luna: se i prezzi aumentano ovunque, aumenteranno pure in Italia. Ma non dovrebbero essere sistematicamente più alti. Anche qui, l’efficienza è figlia della concorrenza.&lt;br /&gt;&lt;div class="copyright"&gt;© - FOGLIO QUOTIDIANO&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-8872216618240477937?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/8872216618240477937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=8872216618240477937' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/8872216618240477937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/8872216618240477937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/benzina-al-verde-carlo-stagnaro.html' title='Benzina al verde.   Carlo Stagnaro'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-884821184438052303</id><published>2011-05-06T10:36:00.000+02:00</published><updated>2011-05-06T10:36:25.087+02:00</updated><title type='text'>Non so neppure che giorno è.  Fabrizio Rondolino</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2011/05/marco_travaglio.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-20793" height="300px" src="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2011/05/marco_travaglio-273x300.jpg" title="marco_travaglio" width="273px" /&gt;&lt;/a&gt;È la prima volta che mi si dedica un &lt;a href="http://triskel182.wordpress.com/2011/05/05/rondolindo-marco-travaglio/" target="_blank"&gt;editoriale&lt;/a&gt;, e per di più con il mio nome nel titolo (seppur maliziosamente storpiato): e siccome sono un esibizionista, per prima cosa voglio ringraziare il &lt;em&gt;Fatto&lt;/em&gt;. Non scherzo: soffro se nessuno s’accorge di me, non se qualcuno m’insulta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Travaglio, a dire il vero, non è proprio che insulti: secondo me ha un modo di argomentare fascistoide, da convinto manganellatore, ma lo stempera in una prosa effervescente e ripiena di neologismi e soprannomi che, prima di tutto, fanno ridere. Così io sono diventato &lt;em&gt;Rondolindo&lt;/em&gt;, che deriva da Olindo, che è il soprannome malandrino che Travaglio, in onore del noto massacratore di famiglie, ha affibbiato a Sallusti, direttore del &lt;em&gt;Giornale&lt;/em&gt; con il quale collaboro. (Questa cosa me l’ha spiegata un amico più informato di me; io pensavo che il riferimento fosse a Mastro Lindo, visto che sono pelato e ciccione. Ad ogni modo mi ha fatto ridere, non mi ha fatto arrabbiare.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel merito, Travaglio critica un mio &lt;a href="http://www.thefrontpage.it/2011/05/04/la-storia-scritta-da-brusca/" target="_blank"&gt;pezzo&lt;/a&gt; apparso sul &lt;em&gt;Giornale&lt;/em&gt; nel quale invito a non considerare Brusca una fonte attendibile per ricostruire la storia politica degli ultimi anni. La sua risposta, tuttavia, manca il bersaglio, perché rimane prigioniera di una visione giustizialista della politica (e della storia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa significa qui ‘giustizialista’? Travaglio cita una serie di circostanze, episodi, testimonianze e dichiarazioni dalle quali si intuisce che fra l’&lt;em&gt;entourage&lt;/em&gt; di Berlusconi e Cosa nostra possano esserci stati rapporti indiretti o addirittura diretti. E’ possibile: ma questo non fa di Berlusconi un mafioso. Non si ricostruisce una vicenda politica complessa – quella della continuità storica del rapporto fra politica, poteri dello Stato e criminalità organizzata, che sicuramente ad un certo punto avrà intersecato anche Forza Italia – con gli indizi e le prove che un tribunale può raccogliere e dibattere. Un processo può stabilire una verità fattuale – Tizio ha fatto ammazzare Caio – ma non un sistema di relazioni che, per quanto moralmente e politicamente discutibili, non soltanto non hanno un profilo criminale, ma costituiscono la modalità fondamentale di gestione del potere in Sicilia e altrove dall’Unità d’Italia in poi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;a href="http://www.thefrontpage.it/2011/02/03/il-caso-andreotti/" target="_blank"&gt;caso Andreotti&lt;/a&gt; è emblematico, perché segna il passaggio dal metodo Falcone al metodo Caselli, tuttora in vigore. Falcone, che ad un certo punto negò l’esistenza del “terzo livello” che tanto eccitava la fantasia dei professionisti dell’antimafia, considerò sempre un errore la tentazione di “buttare in politica” le indagini sulla mafia, proprio perché convinto che i tribunali dovessero occuparsi di fatti specifici, lasciando agli storici il compito di disegnare gli intrecci di potere della Prima repubblica. Falcone, com’è noto, morì isolato e sconfitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il metodo Caselli rovescia il metodo Falcone: anziché i fatti ricostruiti indizio dopo indizio, il teorema dedotto da quegli stessi indizi, i quali poi faticano, com’è naturale, a diventare prove. Il risultato è che dopo 11 anni di processi non esiste una verità processuale sul caso Andreotti, né esisterà mai. Ma se io voglio sapere chi fosse Andreotti, e quali rapporti intrattenesse con Cosa nostra, devo leggermi il lavoro di uno storico, non quello di un pm (o magari vado a vedermi il film di Sorrentino).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È questa la differenza fra Travaglio e me. Lui crede che un processo possa stabilire una verità politica e storica; io credo che possa, tutt’al più, stabilire la veridicità di un singolo fatto. Non c’è niente di male a pensarla in modi diversi, e può anche capitare, col tempo, di cambiare idea. Io per esempio credevo alla verità della storia, cioè alla perfettibilità progressiva e infinita dell’organismo sociale: ora penso che funzioniamo esattamente come gli dèi e gli eroi di Omero, e che così sarà fino a che il Sole risplenderà su questa Terra – e che dunque il compito della politica non è costruire la società futura, ma ridurre il fardello con cui la società presente in ogni tempo grava sulla libertà degli individui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piacerebbe soltanto che Travaglio accettasse l’idea che, nella lotta contro il Male e contro i cattivi, si può anche pensarla diversamente; che oltre a Caselli e Ingroia ci sono stati anche Falcone e Borsellino; e che ricostruire la storia con il meccano delle inchieste e delle sentenze non è molto diverso dal cercare la formula chimica della felicità. Sarebbe bello, ma non funziona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, è vero che qualche volta “non so nemmeno che giorno è”. Forse Travaglio voleva sfottere ma, di nuovo, mi ha fatto sorridere. Perché effettivamente non sento più quel furore che ritrovo in Travaglio, l’adrenalina del militante per la giusta causa, l’impeto robespierrista che sta all’origine di tutte le sinistre del mondo. Sono più svagato, ecco, e naturalmente più disincantato. Ne deriva, anziché il cinismo che pure conosco e pratico, un certo distacco che a volte riesce a trasformarsi in benevolenza (come sempre dovrebbe, in una vita felice). È vero, Marco, a volte non so nemmeno che giorno è. (the Front Page)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-884821184438052303?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/884821184438052303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=884821184438052303' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/884821184438052303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/884821184438052303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/non-so-neppure-che-giorno-e-fabrizio.html' title='Non so neppure che giorno è.  Fabrizio Rondolino'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-1898273109659601246</id><published>2011-05-04T16:47:00.000+02:00</published><updated>2011-05-04T16:47:29.109+02:00</updated><title type='text'>Brunetta morde: "Sinistra mi fa schifo, poveri senza idee: moralmente inferiori".  Tommaso Montesano</title><content type='html'>&lt;div style="line-height: 15pt; text-align: justify;"&gt;«Non ne posso più di questa sinistra col ditino alzato. Ma da quale pulpito arriva tanta arroganza? Sono solo dei poveretti, relitti del passato senza identità. Con tutti i suoi difetti, la superiorità della classe dirigente di centrodestra è indiscutibile». Nei giorni in cui l’opposizione, grazie alle prime crepe dell’asse Pdl-Lega causa politica estera, prova a rialzare la testa, Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione, invita gli alleati a concentrarsi sul bersaglio comune: il centrosinistra. «Quando vediamo Bersani, D’Alema e Fassino ergersi a moralizzatori, dobbiamo reagire. Ma come, questi mestieranti della politica le hanno sbagliate tutte e ci fanno pure la predica? Imbrogliano pure sul nome».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 15pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Sul nome?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Si fanno chiamare centro-sinistra, mentre in realtà non sono altro che una sinistra-centro. Sa come li chiamo io?».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Prego, ministro.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Camaleonti, transfughi, paguri. Proprio come quegli animaletti che, non avendo una casa propria, si infilano in quella degli altri. Sotto la sabbia o nelle conchiglie».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Al Partito democratico si definiscono riformisti.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Non sono più nulla. Non sono più comunisti, non sono liberali, non sono mai diventati socialdemocratici. Sono solo dei naufraghi del potere».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non è troppo duro?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Vogliono il potere, ma non riescono a ottenerlo per via democratica. Così sono disposti ad allearsi anche con il diavolo pur di conquistare il Palazzo. Le elezioni non le vincono mai».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel 1996 e nel 2006 ha vinto il centrosinistra.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ma non con la sua faccia. Hanno sempre avuto bisogno di un papa straniero. Prima Romano Prodi, adesso magari Luca di Montezemolo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Insomma, nonostante le difficoltà della maggioranza, l’opposizione non le fa paura.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Non hanno più alcuna base sociale di riferimento. Non hanno alcuna ricetta di politica economica. Difendono i fannulloni della Pubblica amministrazione e i baroni dell’università. Proteggono le rendite parassitarie delle public utilities. È una sinistra fuori dal mondo che mi fa leggermente schifo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per voi di centrodestra non è sempre stato così?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Sì, ma oggi con questa classe dirigente di perdenti che si ritrovano, il difetto si è accentuato. Perché di fronte hanno il riformismo del centrodestra. Chi ha fatto la riforma della scuola, delle università, della pubblica amministrazione?».&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il suo giudizio vale anche per le sinistre europee?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Certo che no. La socialdemocrazia tedesca ha avuto a sua Bad Godesberg, i comunisti francesi si sono suicidati. In Italia tutto questo non è successo. Qui non c’è Tony Blair, ma solo politici di professione. Non se ne salva uno: i leader della sinistra italiana, così spocchiosi, sono tutti funzionari di partito. Ed è grazie alla sinistra che ha avuto origine Tangentopoli».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A cosa si riferisce, ministro?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Penso all’Unione sovietica, un Paese nemico dal quale ricevevano, ufficialmente, denaro. E penso ai soldi finiti nelle loro casse grazie al sistema delle cooperative e degli appalti pubblici locali. Dov’è la loro superiorità morale se è da quel sistema che origina il finanziamento illecito ai partiti?».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Qual è la colpa della sinistra?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;«Sono stati loro a moltiplicare a dismisura i costi della politica, costringendo gli altri partiti a rincorrerli sullo stesso piano. Ricordo che a Venezia la federazione provinciale del Pci aveva 200 dipendenti. E sedi di proprietà in ogni Comune. Che dovevano fare gli altri?». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ammetterà che anche nel centrodestra i vizi, privati e non, non manchino.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Il Pdl è composto da tante anime, ciascuna con i suoi pregi, i suoi difetti e i suoi vizi, ma rappresenta la parte migliore del Paese: i colletti blu, le piccole e medie imprese, i professionisti, le partite Iva, gli artigiani».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E come la mettiamo, a proposito di vizi e superiorità morale, col “caso Ruby”?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Mai, nella storia del Paese, la vita privata era entrata nella vita politica come elemento centrale. Avere presidenti del Consiglio democristiani notoriamente gay non ha destato, per fortuna, alcuno scandalo. Una grande prova di civiltà. Adesso, invece...».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Invece?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ridotti alla disperazione, questi “sinistri” utilizzano un argomento che non fa parte della nostra cultura politica: la vita privata».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A sinistra obiettano: sulle notti di Arcore, a proposito di superiorità morale, c’è un inchiesta della magistratura per concussione e prostituzione minorile.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Si tratta di reati presunti. Aspettiamo i giudizi. Finora ho assistito, nei confronti di Silvio Berlusconi, solo ad un accanimento giudiziario. E la politica non si fa demonizzando l’avversario. Con il giustizialismo si distrugge, non si costruisce. E questo è un altro motivo per cui mi sento moralmente superiore a loro». (Libero)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-1898273109659601246?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/1898273109659601246/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=1898273109659601246' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1898273109659601246'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1898273109659601246'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/brunetta-morde-sinistra-mi-fa-schifo.html' title='Brunetta morde: &quot;Sinistra mi fa schifo, poveri senza idee: moralmente inferiori&quot;.  Tommaso Montesano'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-7571796050093204897</id><published>2011-05-04T16:30:00.000+02:00</published><updated>2011-05-04T16:30:06.063+02:00</updated><title type='text'>In Danimarca hanno capito che senza immigrazione si risparmia.  Antonio Scafati</title><content type='html'>&lt;div class="field field-type-mlcreference field-field-ml-content"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;&lt;div class="ml-full ml-local-image" ml="[ml:105186:full]"&gt;&lt;img alt="muslim-intergration.jpg" src="http://www.loccidentale.it/files/imagecache/full/files/muslim-intergration.jpg" title="muslim-intergration.jpg" /&gt;&lt;!-- insert-label --&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="field field-type-text field-field-body"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;Calcolatrice alla mano, il governo danese si è fatto due conti analizzando costi e benefici delle politiche sull’immigrazione dell’ultimo decennio. Scoprendo che il risparmio per le casse statali è stato di 5,1 miliardi di corone ogni anno. Dal 2001 il governo di centro-destra ha reso sempre più severe le leggi che regolano l’accesso degli stranieri, riducendo soprattutto il numero di immigrati provenienti da paesi non occidentali: il risultato è stato un risparmio complessivo di oltre sei miliardi di euro. I dati sono stati pubblicati in un rapporto che mostra come gli immigrati non occidentali costino alle casse statali 15,7 miliardi di corone all’anno; al contrario, quelli che provengono dai paesi occidentali contribuiscono alla ricchezza del paese con 2,2 miliardi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ministro dell’Immigrazione Søren Pind, che già aveva promesso politiche sull’immigrazione più severe condannando il multiculturalismo, ha commentato che “ora è chiaro come abbia importanza chi entra nel paese”, aggiungendo che si impegnerà per “limitare ulteriormente l’accesso a coloro che potrebbero diventare un peso per la Danimarca. Sarò invece felice di accogliere chi contribuirà allo sviluppo della nostra economia”. Soddisfatti dei risparmi anche i socialdemocratici, che guidano l’opposizione e che hanno già detto che non cambieranno le attuali leggi sull’immigrazione se dovessero vincere le prossime elezioni, cercando invece di migliorare laddove i conservatori avrebbero fallito e cioè nell’integrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ha gongolato sfogliando il rapporto è stato il Partito Popolare Danese, che sostiene il governo e che è l’ispiratore delle leggi sull’immigrazione degli ultimi anni. I risultati del rapporto saranno la carta in più che il Partito Popolare Danese giocherà per chiedere un’ulteriore inasprimento di norme che in fatto di immigrazione e asilo sono già le più severe d’Europa. La Danimarca ha sempre tenuto sotto controllo l’immigrazione, regolando gli accessi. Leggi estremamente rigide hanno drasticamente ridotto l’afflusso negli ultimi anni. Una norma del 2008 vieta agli ostelli per i senzatetto finanziati dallo Stato di dare ospitalità agli stranieri che non hanno regolare permesso di soggiorno. E se si è trovati senza permesso scatta l’espulsione immediata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se un danese e uno straniero vogliono sposarsi, entrambi devono avere minimo 24 anni. Ma non finisce qui. Il diritto al ricongiungimento familiare e alla residenza per i cittadini extracomunitari è disciplinato da un sistema a punti piuttosto complesso che assegna un tot a fattori come l’età, le esperienze professionali, l’educazione, le competenze linguistiche. Se non si raggiunge un livello minimo, niente permesso di soggiorno. In più lo straniero che aspira al ricongiungimento familiare deve dimostrare la propria indipendenza finanziaria depositando in banca una sorta di caparra per eventuali spese pubbliche. Il risultato è che negli ultimi anni in Danimarca sono entrati più immigrati in cerca di lavoro rispetto a quelli per motivi umanitari o familiari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molte organizzazioni umanitarie denunciano violazioni dei diritti civili, ma il governo e soprattutto il Partito Popolare Danese vanno avanti per la propria strada. Gli uomini della euroscettica Pia Kjærsgaard vorrebbero addirittura un impegno del governo a rivedere l’accordo di Schengen, per tornare ai controlli alle frontiere. “Abbiamo problemi con i cittadini dell’est Europa che stanno venendo qui e corriamo il rischio di avere gli stessi problemi con quelli dal Nord Africa” dice la Kjærsgaard: “I controlli alle frontiere sono un diritto per i nostri cittadini”. Difficile che il governo si impegni su questo fronte. Più probabilmente accoglierà altre richieste. Il Partito Popolare Danese chiede ad esempio che le autorità locali incoraggino a tornare nel proprio paese tutti gli immigrati che non trovano lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un ulteriore giro di vite ci sarà poi sulla prova di lingua danese, che sarà resa più severa a soli sei mesi dall’introduzione del nuovo sistema a punti. Il governo e il Partito Popolare Danese hanno presentato una proposta per rendere il test ancora più selettivo, innalzando i livelli minimi di sufficienza. La prova dovrà essere superata entro tre mesi dall’arrivo in Danimarca e studiare sarà responsabilità dell’immigrato: nessun obbligo di cumulare un certo numero di ore. L’Istituto danese per i diritti umani ha detto che a questo punto gli stranieri dovranno cominciare a studiare la lingua già prima di entrare in Danimarca. È facile prevedere che il numero di ricongiungimenti familiari calerà ancora. (l'Occidentale)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-7571796050093204897?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/7571796050093204897/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=7571796050093204897' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7571796050093204897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7571796050093204897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/in-danimarca-hanno-capito-che-senza.html' title='In Danimarca hanno capito che senza immigrazione si risparmia.  Antonio Scafati'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-4880326616572646443</id><published>2011-05-04T12:28:00.000+02:00</published><updated>2011-05-04T12:28:04.048+02:00</updated><title type='text'>Il partito dei pm come Antistato.  Marco Pedersini</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;img align="left" alt="" class="foto" height="192px" hspace="4" src="http://www.ilfoglio.it/media/uploads/gom+processi+mafia.jpg" vspace="4" width="280px" /&gt;Mauro Mellini, ex parlamentare&lt;/strong&gt; dalla storica militanza radicale, non è sorpreso dalle rivelazioni con cui il pentito Giovanni Brusca, ieri, ha accusato di collusione con la mafia praticamente tutta la classe politica. Le denunce all’ingrosso dell’ex mafioso non hanno risparmiato quasi nessuno: “Nel ’92, Cosa nostra aveva rapporti con la sinistra, con politici locali, con Lima e a livello nazionale con Andreotti”, ha detto Brusca, secondo il quale “Marcello Dell’Utri e Vito Ciancimino volevano portare a Riina la Lega nord e un altro soggetto politico che non ricordo”. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;La foga inquisitoria di Brusca,&lt;/strong&gt; secondo Mellini, è figlia di una logica innescata dalle procure: “Il cosiddetto ‘pentitismo’ nasce dall’abuso dei magistrati, che assicurano ai mafiosi premi che la legge non prevede, in cambio delle loro rivelazioni. I magistrati dicono: ‘Trattiamo noi con i mafiosi arrestati’, e usano come prova anche quello che potrebbe essere al massimo un indirizzo per dare una direzione alle indagini”. Secondo Mellini, una delle assurdità del nostro codice di procedura penale è il principio in base al quale il pubblico ministero indaga non perché viene a sapere di un reato, ma alla ricerca di notizie di reato. “Così il pubblico ministero, che ormai è una sorta di ‘magistrato poliziotto’, a forza di indagare sulle ipotesi di reato e di usare i pentiti come mezzi di prova, li istiga a rendere le loro confessioni sempre più clamorose – dice Mellini – Brusca, che si è pentito dopo aver sciolto un ragazzino nell’acido, deve dimostrare di essere un superpentito ai pm che gli chiedono: ‘Ma come, non sai niente?’”. “Quando è scoppiato il caso Tortora non c’era la legge premiale – ricorda Mellini – però i magistrati trovavano comunque il modo di gratificare i pentiti: ‘Vieni qua, dicci qualcosa, al massimo se non possiamo assolvere te assolviamo tuo fratello…’”. Il pentito, che viene premiato in proporzione al materiale che offre a chi conduce le indagini, si ritrova nel mezzo di un vero e proprio corteggiamento: stuzzica, svela dei contorni quando serve, gioca di malizia, valuta se è meglio condurre o lasciarsi guidare. Per capire che qualcosa non va basterebbe sfogliare i verbali degli interrogatori dei pm Antonio Ingroia e Anonino Di Matteo a Ciancimino Jr.: “La lettura dei verbali è sconcertante – dice Mellini – Questo Massimo Ciancimino non dice mai niente, parla sempre per induzione da parte del pubblico ministero”. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Insomma, per Mellini,&lt;/strong&gt; che all’epoca della “trattativa” era alla Camera dei deputati, c’è qualcuno in Italia che ha trattato di sicuro con i mafiosi: i magistrati. Le grandi manovre che Ciancimino Jr. imputa allo stato sono state paradossalmente più goffe: “Se si fanno le trattative bisogna sapere qual è la situazione, dove si può arrivare e che cosa si intende ottenere – dice Mellini – Questi che vengono accusati di avere condotto trattative con la mafia, se le hanno fatte, le hanno fatte a vuoto, dando soltanto un’impressione di debolezza”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mellini però sottolinea:&lt;/strong&gt; “Quello che ho dato è un giudizio politico sul loro operato. Lo stato ha comunque tutto il diritto di trattare con chi gli pare e piace, se è lo stato. Se poi invece erano il generale Mori o chi per lui ad agire per i cavoli loro allora è un altro discorso. Ma quando i magistrati dicono che era lo stato a trattare, significa che riconoscono che questi soggetti trattavano per lo stato nella sua globalità, che avevano il diritto di rappresentare lo stato”. Per i magistrati di Palermo e Caltanissetta, che indagano sui presunti mandanti delle stragi di mafia, se lo stato ha trattato con i mafiosi, va processato. La fattispecie non esiste, ma Mellini, con un’acrobazia giuridica, se l’è inventata: “Sarebbe ‘concorso esterno precontrattuale in associazione di stampo mafioso’, o, se preferiamo, ‘tentata amnistia’”. Mellini ricorda di aver visto prendere piede nelle procure degli anni Settanta – soprattutto in quelle calabresi, con cui aveva più familiarità – una cultura per cui “noi siamo gli avamposti della legalità” e “lo stato ci ha abbandonato, è un traditore”. E così, “nel tempo, lentamente, gli atti di elaborazione concettuale di Magistratura democratica sono passati nella magistratura corporativa e ora che la politica prova a tirare le briglie che ha lasciato a lungo sciolte, il cavallo della magistratura si imbizzarrisce”. E reagisce, “non ritenendosi più un pezzo dello stato, ma espressione ormai di un qualcosa che sta sopra al potere temporale, come gli ulema nello stato islamico. Sono un’aristocrazia dotata di un potere carismatico, che per definizione non è elettivo: si acquista col concorso di uditore giudiziario”. In questa logica, “la misura della validità di quello che dice Brusca non è più la ragionevolezza o il diritto, ma è l’etica golpista del partito della magistratura: abbiamo individuato i grandi signori del male, tra i quali c’è Berlusconi. Ora dobbiamo colpirli”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Guarda&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;la puntata di Qui Radio Londra&lt;/em&gt; &lt;a class="public" href="http://video.ilfoglio.it/radiolondra/preview/364" title="Clicca per vedere il video"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;La scandalosa gestione dei pentiti in Italia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(il Foglio)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-4880326616572646443?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/4880326616572646443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=4880326616572646443' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4880326616572646443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4880326616572646443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/il-partito-dei-pm-come-antistato-marco.html' title='Il partito dei pm come Antistato.  Marco Pedersini'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-538030817993944852</id><published>2011-05-03T17:04:00.000+02:00</published><updated>2011-05-03T17:04:41.315+02:00</updated><title type='text'>Anni '70, i peggiori della nostra vita.  Andrea Forti</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;script language="JavaScript" type="text/javascript"&gt;var sburl5464 = window.location.href; var sbtitle5464 = document.title;&lt;/script&gt;&lt;script language="JavaScript" type="text/javascript"&gt;var sbtitle5464=encodeURIComponent("Anni ’70, i peggiori della nostra vita"); var sburl5464=decodeURI("http://www.ragionpolitica.it/cms/index.php/201104294236/storia/anni-70-i-peggiori-della-nostra-vita.html"); sburl5464=sburl5464.replace(/amp;/g, "");sburl5464=encodeURIComponent(sburl5464);&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img alt="anni-70.-i-peggiori-anni-de.jpg" height="169px" src="http://www.ragionpolitica.it/cms/images/stories/anni-70.-i-peggiori-anni-de.jpg" style="float: left; height: 169px; margin: 1px 3px; width: 99px;" title="anni-70.-i-peggiori-anni-de.jpg" width="99px" /&gt;&lt;span style="color: #112544;"&gt;Non si tratta dell'ennesimo libro contro il '68, anzi, ad essere precisi non si tratta nemmeno di un libro sul '68; infatti &lt;em&gt;Anni '70, i peggiori della nostra vita&lt;/em&gt;, edito da Marsilio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; e opera di Giuliano Cazzola, Simonetta Matone, Filippo Mazzotti, Domenico Sugamiele e con prefazione del ministro Sacconi, prende in esame il decennio iniziato quarant'anni fa, finito da oramai trenta ma i cui effetti, in termini di scelte economiche e condizionamenti culturali, non accennano a svanire. Tesi principale dell'opera, curata da chi quegli anni li ha vissuti da posizioni riformiste, è che i vasti movimenti politici, sindacali e culturali che nel decennio orientativamente compreso fra il '68 e la marcia dei quarantamila quadri Fiat del 1980, lungi dall'essere stati volano di modernizzazione del paese, come vuole una vulgata diffusa non solo a sinistra, sono stati, al contrario, un fattore di rallentamento per un'autentica modernizzazione del paese, che del resto era già in atto da almeno un decennio prima. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #112544;"&gt;La contestazione studentesca, lungi dal liberare l'accademia italiana da ingiustizie e da baronie, ha semplicemente creato una nuova «casta»,&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; formata in buona parte da coloro i quali proprio le baronie volevano abbattere, non meno immobilista e gelosa delle proprie prerogative della precedente ma spesso caratterizzata da minore qualità accademica e preparazione. Il dogma egalitarista in voga in quegli anni, derivato più da un mal interpretato e «mondanizzato» cristianesimo che dal marxismo, ha fatto in modo che il diritto all'istruzione, indispensabile ad una società moderna e competitiva, venisse distorto dalla tendenza a «liceificare» tutta l'istruzione secondaria, trascurando l'istruzione professionale, fondamentale in un paese come l'Italia, e moltiplicando a dismisura le «sperimentazioni», con conseguente aumento dei costi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #112544;"&gt;Tale dogmatico egalitarismo in campo scolastico e formativo ha aumentato a dismisura il numero di laureati in materie umanistiche e letterarie&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; che, non potendo ovviamente essere assorbiti nel tessuto economico e produttivo, andranno ad ingrossare le fila di un «proletariato intellettuale» destinato spesso a lavori dequalificati e mal remunerati. Mentre la struttura economica e produttiva del paese richiede non solamente manodopera qualificata e specializzata, ma anche laureati in grado di inserirsi degnamente nel mondo del lavoro, abbiamo una casta universitaria che, per mantenere lo &lt;em&gt;status quo&lt;/em&gt;, si oppone all'ingresso di privati nel sistema formativo, non di rado agitando &lt;em&gt;slogan&lt;/em&gt; anticapitalistici, ma non si pone minimamente il problema di moltiplicare corsi di laurea pressoché inutili. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #112544;"&gt;Una visione dogmatica egalitarista e massimalista prese piede anche all'interno del mondo del lavoro,&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; quando le giuste rivendicazioni sindacali tracimarono per diventare irrealistiche pretese che, ponendo il salario come «variabile indipendente» dal lavoro prestato, facilitarono la strada ad un generale calo della produttività dell'industria italiana, scaricandone i costi sui conti dello Stato, un indebolimento che, come aveva capito un padre illustre (quanto dimenticato) del comunismo italiano come Giorgio Amendola, avrebbe pregiudicato a lungo termine le stesse conquiste del movimento operaio e la stessa tenuta dello Stato, visto che l'enorme debito pubblico italiano nasce proprio negli anni '70. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #112544;"&gt;Anche a livello politico-istituzionale, argomentano gli autori del libro, agli anni '70 dobbiamo le principali aporie del sistema politico italiano.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Il «compromesso storico» fra Pci e Dc, presentato allora e ancora oggi come capolavoro della lungimiranza politica e istituzionale del gruppo dirigente comunista di Berlinguer, rese oltremodo difficile qualsiasi tentativo di riformare il sistema politico italiano, cooptando di fatto il Pci nella gestione della cosa pubblica, rendendo così ancora più ipertrofico l'apparato statale e dando a tale partito, che non interruppe mai i rapporti con il blocco orientale, un sostanziale potere di veto che non corrispondeva però a una diretta presa di responsabilità politica. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #112544;"&gt;Il comunismo italiano, e tutta la «società civile» che attorno ad esso ruotava, rafforzò così la sua ambigua posizione di partito coinvolto a pieno titolo nella gestione del paese&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; ma allo stesso tempo «diverso» dalle altre forze politiche, consolidando quel senso di superiorità morale che lo avrebbe portato, dopo la repentina trasformazione in Pds all'indomani del crollo del comunismo, ad appoggiare il golpe giudiziario di Tangentopoli, promosso da magistrati formatisi anch'essi nel clima di massimalistica attesa di palingenesi politica e morale degli anni '70. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #112544;"&gt;Il libro non lo cita come esempio, essendo troppo recente, ma forse chi maggiormente rappresenta ora un certo spirito maturato in quegli anni è il critico letterario e scrittore Alberto Asor Rosa,&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; che, partito da posizioni operaiste (la corrente socialista radicale da cui proviene anche Toni Negri) e poi approdato nel&amp;nbsp;Pci berlingueriano passando attraverso il Psiup, ora invoca nientemeno che un golpe militar-poliziesco contro Berlusconi. Se quarant'anni fa lo slogan era «lo Stato borghese si abbatte e non si cambia» ora sembra che si sia passati, da parte di molti reduci, al: «lo Stato si rafforza, anche con il golpe, purché non cambi»! (Ragionpolitica)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-538030817993944852?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/538030817993944852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=538030817993944852' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/538030817993944852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/538030817993944852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/anni-70-i-peggiori-della-nostra-vita.html' title='Anni &apos;70, i peggiori della nostra vita.  Andrea Forti'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-8729465901318761255</id><published>2011-05-03T12:12:00.000+02:00</published><updated>2011-05-03T12:12:13.979+02:00</updated><title type='text'>Un comandante dietro le quinte.  Christian Rocca</title><content type='html'>George W. Bush lo voleva «dead or alive», vivo o morto, ma ha lasciato la Casa Bianca due anni fa senza aver compiuto la missione, senza aver catturato o ucciso l'ideatore degli attacchi dell'11 settembre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di lui, Bill Clinton aveva esitato tre volte a schiacciare il bottone e Osama bin Laden, lo sceicco saudita che aveva dichiarato e praticato la guerra santa contro l'America già dal 1998, era riuscito a scappare e poi a progettare l'inaudita strage nel cuore dell'America.&lt;br /&gt;Tremilacinquecentodiciannove giorni dopo quel martedì mattina di 11 anni fa, c'è riuscito Barack Hussein Obama, il 44° presidente degli Stati Uniti, quello giovane e inesperto, il politico sospettato da improbabili e incontentabili dietrologi di essere l'Anticristo, un impostore musulmano, ineleggibile perché nato all'estero. Joe Biden e Hillary Clinton, oggi suoi principali collaboratori, ma allora avversari alle primarie democratiche, nel 2007 e nel 2008 dicevano fosse «ingenuo», uno che non avrebbe avuto la spina dorsale per affrontare una crisi internazionale. E invece "it took Obama to get Osama", ci è voluto Obama per prendere Osama, come recitavano le scritte sulle magliette messe in vendita ieri a Washington.&lt;br /&gt;&lt;div class="clearer"&gt;&lt;/div&gt;&lt;!-- elenco correlazioni --&gt;&lt;div class="ad" sizcache="24" sizset="1" style="display: none;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;OAS_RICH('VideoBox_180x150');&lt;/script&gt;&lt;script language="JavaScript"&gt;&lt;!--var BannerSemantico = 0;--&gt;&lt;/script&gt;&lt;span id="VideoBox_180x150 _RM_DownLoad_Counter" style="display: none; height: 0px; width: 0px;"&gt;&lt;img height="1px" src="http://adv.ilsole24ore.it/5/www.ilsole24ore.it/10/_02_030_/_notizie_/_usa/638474666/VideoBox_180x150/OasDefault/Autopromo_SGR_180x150_invenduto/square_INVENDUTO_Sole.html/35323366666138653437643430343530?_RM_EMPTY_" width="1px" /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;Obama è riuscito a uccidere Osama, nonostante le critiche assurde della destra lo dipingessero come un leader "debole" nei confronti dei nemici dell'America (in Italia, Maurizio Gasparri all'indomani dell'elezione presidenziale disse che al-Qaida era felice del risultato). Non meno sballate sono state le contestazioni della sinistra liberal secondo cui avrebbe tradito gli elettori, le speranze e il sogno per il solo fatto di aver continuato la politica di sicurezza nazionale del suo predecessore.&lt;br /&gt;I critici di Obama non hanno ascoltato Obama, non hanno letto con attenzione le sue proposte. Non hanno considerato che sulle questioni di sicurezza nazionale i presidenti degli Stati Uniti fanno i presidenti degli Stati Uniti, non gli operatori sociali. Gli avversari di Obama hanno commesso l'errore di proiettare sulla figura vuota del giovane presidente le proprie paure e le proprie illusioni, perdendo però di vista la realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obama invece ha ucciso Osama, guidando un'operazione militare e d'intelligence iniziata quattro anni fa a Guantanamo (e la cosa dovrebbe far riflettere i detrattori del supercarcere), prendendosi rischi, aspettando il momento giusto per agire, sapendo che un errore avrebbe posto fine alla sua presidenza. Una volta alla Casa Bianca, a parte qualche concessione retorica iniziale, non ha smantellato l'apparato di sicurezza post 11 settembre costruito da Bush. Il suo gabinetto di guerra, generali compresi, è lo stesso del precedente. Guantanamo è ancora aperto. I detenuti più pericolosi resteranno in carcere a vita, senza processo. Gli altri saranno giudicati con le corti speciali militari volute dal suo predecessore. In Iraq ci sono ancora 50mila uomini e il resto è rientrato secondo il calendario stabilito da Bush e dal Governo iracheno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Afghanistan il numero di boots on the ground, di stivali americani sul terreno, è triplicato rispetto ai tempi di Bush. Obama ha esteso in modo sistematico le operazioni militari in Pakistan, terra ospitale per talebani e guerrasantieri islamici.&lt;br /&gt;Da quando è alla Casa Bianca ha autorizzato 226 attacchi missilistici sul Pakistan, provocando oltre 1.700 morti. Una guerra segreta, coperta, "sporca" si sarebbe detto un tempo e con altri presidenti. Una guerra che cambia la natura, la forma e la strategia dell'apparato militare e spionistico americano. L'operazione bin Laden ha consolidato la militarizzazione della Cia e la specializzazione del Pentagono in azioni coperte guidate dal Joint Special Operations Command. Il generale David Petraeus alla Cia e l'ex direttore Leon Panetta al Pentagono sono il sigillo obamiano su questa trasformazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obama non ha tradito le promesse elettorali, semmai le ha esaudite. Chi ha seguito la sua campagna elettorale sapeva che avrebbe inviato più truppe in Afghanistan e preteso un maggiore impegno militare in Pakistan. Nel corso di uno dei dibattiti presidenziali, quello dell'ottobre 2008 a Nashville, Obama disse che se da presidente avesse individuato il nascondiglio di bin Laden e il Governo pachistano non fosse stato in grado o non avesse voluto prenderlo, lui non avrebbe rispettato la sovranità nazionale pakistana e non avrebbe atteso un lasciapassare internazionale, ma avrebbe deciso un intervento militare americano unilaterale, ad hoc, dentro i confini del Pakistan: «Se non lo fanno loro, dobbiamo farlo noi», disse in quell'occasione prendendosi i rimbrotti del candidato repubblicano John McCain. Domenica, ad Abbottabad, è successo esattamente quanto previsto: i pakistani lasciavano bin Laden indisturbato e Obama ha inviato le squadre speciali a pochi chilometri dalla capitale, a un passo dalla West Point del Pakistan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'efficacia della leadership di Obama è evidente, per quanto esercitata come in Libia "from behind", da dietro le quinte. Il presidente fa le stesse cose di Bush, senza scatenare proteste delle piazze occidentali e arabe, senza mobilitare le masse pacifiste, anzi addirittura vincendo il Nobel per la pace. (Sole 24 Ore)&lt;br /&gt;&lt;!-- VOICE_END --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-8729465901318761255?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/8729465901318761255/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=8729465901318761255' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/8729465901318761255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/8729465901318761255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/un-comandante-dietro-le-quinte.html' title='Un comandante dietro le quinte.  Christian Rocca'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-6368685934673303259</id><published>2011-05-03T12:04:00.002+02:00</published><updated>2011-05-03T12:04:47.255+02:00</updated><title type='text'>Andrea's Version.  3 maggio 2011</title><content type='html'>Avranno anche restituito un po’ d’orgoglio all’America, ridato ossigeno all’amor proprio, sollevato entusiasmi, avranno pure messo la parola fine a quello che dopo l’11 settembre sembrava un incubo inafferrabile. Avranno forse dimostrato che le barbe finte della Cia sanno ancora combinare qualcosa e saranno riusciti, probabilmente, a convincere i più scettici che doveva pur esistere qualche motivo, se nemmeno Obama aveva accettato di chiudere Guantanamo. Potrà avere talune ragioni anche Hillary Clinton, a dire che Bin Laden era altresì un mortale nemico dell’islam, e a sostenere che la storia dovrà ricordarsi di come il principale tra i terroristi sia stato tolto dalla scena “mentre nel mondo arabo avanzano le richieste di libertà e di democrazia”. Sarà tutto vero, tutto giusto, tutto soddisfacente e sarà quindi inevitabile che, da sinistra a destra, tutti, ma proprio tutti, applaudano. Noi vorremmo semplicemente far notare, dopo l’animata discussione cui abbiamo assistito, che quei crumiri dei Navy Seal hanno lavorato il 1° maggio. &lt;div class="copyright"&gt;© - FOGLIO QUOTIDIANO&lt;/div&gt;&lt;div class="signature"&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/redazione/47"&gt;di Andrea Marcenaro&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-6368685934673303259?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/6368685934673303259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=6368685934673303259' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6368685934673303259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6368685934673303259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/andreas-version-3-maggio-2011.html' title='Andrea&apos;s Version.  3 maggio 2011'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-264554716089950997</id><published>2011-05-02T12:35:00.002+02:00</published><updated>2011-05-02T12:35:57.636+02:00</updated><title type='text'>Conflitti Rai.  Davide Giacalone</title><content type='html'>La Rai ha macinato il suo ennesimo direttore generale, senza che sia riuscito a cambiare nulla di significativo. Mauro Masi è ora destinato alla Consap, e alzi la mano chi l’aveva anche solo sentita nominare, prima: Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici spa, con unico socio, adesso che lo sapete non siete ancora riusciti a capire a che serve e come occupa il tempo. Un aiutino? Quando fu privatizzato l’Ina (Istituto Nazionale Assicurazioni) si ritenne utile ristatalizzarne alcune funzioni. Tutto qui. La politica italiana s’ispira a Antoine Lavoisier: nulla si crea e nulla si distrugge. Si alimenta, così, una genia specializzatasi nel navigare il procelloso mare delle nomine, del parastato, dell’accollare sé stessi agli altri, senza che sia mai previsto il tornare, prima o dopo, a lavorare nel mercato, affrontando non la concorrenza dei corridoi e delle amicizie, ma quella della produttività e della professionalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Masi non ne ha colpa specifica. In quanto alla giostra delle nomine e delle sistemazioni, girerebbe anche se egli decidesse di scendere. In quanto alla Rai, l’ultimo ad avere gestito un potere reale è stato Biagio Agnes, perché la Rai era consustanziale al sistema dei partiti, governata dalla commissione parlamentare di vigilanza e amministrata dal rappresentante del partito di maggioranza relativa. Questo dava un senso alla lottizzazione, che era la forma fisica del pluralismo. Dato che non esistono più i partiti, trasformatisi in agglomerati d’interessi incoerenti, né la commissione parlamentare, ridotta a declamazione inutile, né la stessa autorità di garanzia, posteggio per poeti e rimessa per amici, la Rai non risponde più ad alcun criterio. Masi, lo ripeto, non ne ha colpa. Ma questo è il Paese degli irresponsabili: non dipende da me, io che ci posso fare, fan tutti così. Difatti è il Paese che s’impoverisce nell’immobilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dato l’epilogo non brillantissimo, Masi ha lanciato alle sue spalle qualche chiodo a tre punte. Michele Santoro, ad esempio, non trattò solo la propria uscita e i propri soldi, che sarebbero stati, si seppe nel maggio scorso, circa 2,5 milioni. Non bruscolini. Santoro negoziò per il proprio gruppo, che sarebbe costato, alla Rai, 14 milioni. Si può appuntare la propria attenzione sull’ex maoista che quota la propria presunta libertà al borsino dei ricatti. Ma è la cosa meno rilevante: Santoro è bravo e approfitta dell’esser circondato da molluschi. Il punto è un altro: la Rai è composta da corpi separati, da un mercato di produzioni che si tiene, come la trattativa con Santoro, nella più totale opacità. Ma con soldi dei contribuenti. Un maxi-ultra scandalo che viene coperto dietro menate insulse a base di libertà e pluralismo. Balle, lì si parla di talleri e ci sono solide cordate spartitore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Masi ci fa anche sapere che fu la sinistra a bloccare un ticket per Rai 3: Enrico Mentana direttore del tg e Giovanni Minoli della rete. Bella scena, non del tutto incomprensibile: diciamo che il cognome dell’attuale direttore, Berlinguer, suona meno umiliante, per gli ex comunisti, di due ex craxiani. Ma la domanda è: dove fu bocciata, quella proposta? Non alla commissione parlamentare. Allora, dove? Perché anche questa partita s’è svolta nell’oscurità, ed oggi ne veniamo a conoscenza perché il direttore bruciato s’è anche scocciato. Ripeto: sono soldi dei contribuenti, forse qualche cosa in più sarebbe giusto sapere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’editoria televisiva italiana è immersa in plurimi conflitti d’interesse. C’è quello del centro destra, guidato dal proprietario del più importante gruppo privato. C’è quello della sinistra, vincolata ai lottizzati e interessata a lottizzare, sicché non difende la Rai editore, ma la Rai dispensatore. E c’è quello dei più noti e influenti opinionisti televisivi, che fan soldi a secchiate, grazie all’oligopolio delle opinioni, nel quale sono stati lasciati. Non si tratta, allora, di cambiare direttore generale, ma di cambiare musica: la Rai va messa sul mercato, va venduta, ben oltre i ridicoli limiti oggi consentiti dalla legge. Se proprio si vuole lasciare in vita una cosa chiamata “servizio pubblico”, ammesso e non concesso che qualcuno sia in grado di definirlo, basta e avanza una rete. Netto taglio alle spese, quindi fine del canone. Questa è la trasmissione più bella, che ci piacerebbe vedere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-264554716089950997?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/264554716089950997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=264554716089950997' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/264554716089950997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/264554716089950997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/05/conflitti-rai-davide-giacalone.html' title='Conflitti Rai.  Davide Giacalone'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-1840303171066557052</id><published>2011-04-29T18:48:00.001+02:00</published><updated>2011-04-29T18:49:57.372+02:00</updated><title type='text'>Due pesi, due misure.  Caino Mediatico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;Mi tocca tornare su Napoli. Per una ragione spiacevole. Il consigliere regionale campano Corrado Gabriele, ex Pci, ex Rifondazione Comunista e attualmente nel Pd, già assessore,&amp;nbsp;è stato condannato a 4 anni e 3 mesi di reclusione per presunti abusi sulle figlie della sua compagna. Il consigliere si è autosospeso dal Pd. Non lo conosco e non lo voglio attaccare per responsabilità che sono eventualmente solo personali. E’ un fatto bruttissimo e spero, per lui come per tutti, che possa scagionarsi in successivi appelli. Né intendo speculare sul fatto che il suo avvocato difensore Marinella De Nigris, che mi dicono ottima professionista di chiara fama, sia una delle supporter più accese di De Magistris.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Però… Eh sì, un paio di cose le vorrei spiegate. Come mai su questo consigliere non si è esercitato con tanta intensità come su altri il ruolo di &lt;em&gt;watchdog&lt;/em&gt; della stampa, locale e nazionale ? Come mai non stava costantemente nel repertorio dei Santoro, dei Travaglio, dei Telese (che proprio ieri sul suo &lt;a href="http://www.lucatelese.it/?page_id=428" target="_blank"&gt;blog &lt;/a&gt;sfotteva Paniz perchè avvocato di una specie di Lande del Nord)? Come mai nessuno dei responsabili del Pd – Amendola, il segretario regionale, Orlando, il commissario, Bassolino o altri – ne hanno mai chiesto le dimissioni? Perché non hanno attuato quella pulizia etnica che oggi pretendono da ogni singola lista che sostiene Lettieri? Corrado Gabriele alle ultime elezioni regionali ha raccolto 10.000 preferenze, forse è per questo che non valeva la pena parlarne? O perchè nella sua carriera ha forse fatto anche delle buone cose.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;A volte ci si è dovuti difendere da accuse ingiuste, come è avvenuto per Bassolino, ma sempre senza alcun dubbio di interessi personali. Continuo a difendere quelli che si difendono. Ma perché quelli che vogliono ridurre Lettieri a Cosentino, non si sono occupati di un loro consigliere già eletto, indagato di accuse così gravi? Sapevano già prima delle accuse a suo carico e lo hanno candidato ugualmente? Se sì, forse hanno valutato che non c’era base, che non era giusto condannarlo prima di un tribunale: allora hanno fatto bene. Ma dovrebbero smetterla di impancarsi e applicare due pesi e due misure: da un lato la presunzione di innocenza, dall’altro quella di colpevolezza. Curiosamente oggi la&lt;em&gt; &lt;a href="http://napoli.repubblica.it/cronaca/2011/04/28/news/gabriele_condannato_per_abusi_sessuali-15484808/" target="_blank"&gt;Repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, dopo la condanna, parla ancora di “presunte molestie”. Garantista come sempre!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Orlando, Amendola, Morcone, tutti dovrebbero applicare agli altri la stessa misura che applicano a sé stessi e rifiutare qualunque omologazione di Gabriele Corrado e delle sue eventuali (noi garantisti diciamo così fino alla fine) colpe a tutto il partito, alle liste o allo schieramento. Per sé e per i rappresentanti dello schieramento opposto. Tanto più che finora sono stati tutti molto fortunati, perché il circo mediatico ha risparmiato a Corrado quello che non ha risparmiato a Nugnes o all’ex assessore Felice Laudadio, indagato e assolto, che loro hanno definito trasformista. Dovrebbero scusarsi per questo modo di procedere e rifletterci su. E’ l’occasione per riconsiderare quello che più volte abbiamo sostenuto: la politica dello scandalo, del doppiopesimo, colpisce la democrazia e la credibilità di chi la manipola . Non si fonda nessuna prospettiva seria su questo. Non utilizzerò aggettivi come vomitevole. Ma un po’ di nausea sì, e non per il condannato in prima istanza. (the Front Page)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-1840303171066557052?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/1840303171066557052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=1840303171066557052' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1840303171066557052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/1840303171066557052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/04/due-pesi-due-misure-caino-mediatico.html' title='Due pesi, due misure.  Caino Mediatico'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-6230459283126042584</id><published>2011-04-29T18:41:00.000+02:00</published><updated>2011-04-29T18:41:51.131+02:00</updated><title type='text'>Ingroia ha un vizio: interrogare pataccari.  Filippo Facci</title><content type='html'>Pare&amp;nbsp;che alla procura di Palermo si stiano specializzando in pataccari da sfruttare soltanto sinché servono, salvo arrestarli o farli sparire quando la situazione si compromette.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;È stato così per Massimo Ciancimino, portato in palmo di mano per più di tre anni e poi preservato - con le manette - dall'intervento di altre procure; ora spunta anche un vecchio interrogatorio del pentito Vincenzo Scarantino - già protagonista di balle clamorose e purtroppo accreditate nel processo per la strage via D'Amelio - del quale Antonio Ingroia ha dapprima raccolto alcune deposizioni ai danni di Bruno Contrada e Silvio Berlusconi, ma poi puf, quando si è accorto che mancava ogni riscontro non ha riversato i verbali dai fascicoli processuali, ma, soprattutto, non li ha riversati neppure nel fascicolo del pubblico ministero, sottraendolo così a ogni valutazione della difesa e omettendo ogni indagine a riguardo.&amp;nbsp; Il bello è che è lo stesso Ingroia a raccontare l'episodio. Nel suo recente libro «Nel Labirinto degli Dei», a pagina 81, si legge questo: «Avevo interrogato Vincenzo Scarantino, che si era autoaccusato di avere organizzato il furto della Fiat 126 usata come autobomba in via D’Amelio. Indagini più recenti della Procura di Caltanissetta sembrano, comunque, aver definitivamente smascherato Scarantino come depistatore e falso pentito».&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Esattamente come per Massimo Ciancimino, individuato come mistificatore a Caltanissetta ma dapprima sfruttato a Palermo per più di tre anni. Ingroia continua: «Interrogai Scarantino una sola volta... era stato lui a mettere sul piatto due temi di prova apparentemente appetitosi: nuove accuse a carico di Bruno Contrada, all’epoca già inquisito e in custodia cautelare per concorso esterno in associazione mafiosa; e, addirittura, dichiarazioni che coinvolgevano il già allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in oscure vicende di traffico di stupefacenti». &lt;br /&gt;Roba pesante, dunque: c'era da indagare, dato il calibro dei personaggi interessati, sia per verificare la fondatezza delle dichiarazioni e sia per verificare, se infondate, quale manovra o depistamento fosse in corso. Ma la procura di Palermo si fermò al primo caso: «Le dichiarazioni a carico di Contrada erano apparentemente riscontrabili, quelle che riguardavano Berlusconi, invece, erano generiche e sostanzialmente indimostrabili... L’esito fu sconfortante... Non era stato acquisito alcun riscontro che si potesse considerare individualizzante a carico di Contrada». E di Berlusconi, ovviamente. Che fare? Ingroia nel parlò col contitolare del processo Contrada, il pm Alfredo Morvillo, e poi anche col capo della Procura Gian Carlo Caselli: «Decidemmo di non servirci delle sue dichiarazioni accusatorie. Esse pertanto non furono mai utilizzate né per il processo Contrada né nei confronti di Berlusconi». &lt;br /&gt;Una buona ragione, evidentemente, per farle sparire. Al punto che anche Bruno Contrada&amp;nbsp; e il suo legale, Giuseppe Lipera, nel gennaio scorso hanno appreso l'esistenza dell'interrogatorio di Scarantino direttamente dal libro di Ingroia: «Quanto ho letto mi destato stupore e sbigottimento», ha dichiarato Contrada, «poiché nel processo che mi riguarda non si parlò mai di accuse che Scarantino avrebbe rivolto nei miei confronti, né mai seppi di questa circostanza; ricordo benissimo che nel fascicolo del pm non c'era alcun atto riguardante un interrogatorio a Scarantino né successivi accertamenti della polizia giudiziaria». Ecco perché i due hanno deciso di presentare un esposto. Nel libro di Ingroia oltretutto si legge che quelle dichiarazioni «non erano convincenti, come non lo era il teste», ma a quanto pare non fu fatta nessuna indagine per capire il motivo delle false accuse: chi le suggerì, e perché? A quando risalgono queste dichiarazioni? Perché non furono riversate nel fascicolo? Ingroia, nel libro, scrive di accertamenti negativi «sconfortanti» operati dalla polizia giudiziaria: che fine hanno fatto? E perché - come fece Falcone col pentito Pellegriti - non si è proceduto per calunnia contro il ballista?&amp;nbsp; Senza contare che, nel caso di Contrada, stiamo parlando di un iter processuale che ha ribaltato di continuo sentenze di condanna e di assoluzione, laddove non c'è dichiarazione o testimonianza che non abbia pesato complessivamente sul piatto della bilancia: «Sarebbe stato un tassello importante per scoprire chi complottava nei miei confronti», si legge nell’esposto, «ma così si ha impedito alla difesa di esercitare tutte le azioni che avrebbero potuto chiarire il contesto in cui è maturata la vicenda giudiziaria che mi riguarda». Probabile che Ingroia avesse troppo da fare, in quel periodo: perso nel «labirinto degli dei» prima ancora di perdersi in quello di Ciancimino. (Libero)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-6230459283126042584?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/6230459283126042584/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=6230459283126042584' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6230459283126042584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6230459283126042584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/04/ingroia-ha-un-vizio-interrogare.html' title='Ingroia ha un vizio: interrogare pataccari.  Filippo Facci'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-337357787621726052</id><published>2011-04-27T12:15:00.005+02:00</published><updated>2011-04-28T17:41:15.413+02:00</updated><title type='text'>Il Paese dell'odio: un libro svela i segreti della macchina del fango.  Marco Zucchetti</title><content type='html'>&lt;div class="info_articolo" id="info_articolo" style="margin-top: 9px;"&gt;&lt;div style="float: right;"&gt;&lt;div id="ajax_rating"&gt;&lt;span class="testo_dimensioni" id="dim_rating"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="f_left" style="float: left;"&gt;&lt;div id="unit_long519640" style="margin-right: 5px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="rating_right" style="float: left;"&gt;&lt;div class="f_left" id="rating_right_rating" style="float: left;"&gt;&lt;ul class="unit-rating" id="ul_rating" style="width: 75px;"&gt;&lt;li class="current-rating" style="width: 60px;"&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;   $(document).ready(function(){    $.ajax({     type: "GET",     url: "/ajax/v3_starrating.php?ID=519640",     success: function(data){      $('#ajax_rating').html(data);     },     error: function(){      $('#ajax_rating').html('&lt;div style="position:relative;width:298px; margin-bottom:10px; border:1px solid #cccccc; height:30px; background-color:#fafafa;"&gt;&lt;div style="position:absolute; top:2px; left:6px; font-family:Verdana; font-size:11px; color:#666666"&gt;Siamo spiacenti ma si è verificato un errore nella finestra di login, &lt;a style="color:#38558f;cursor:pointer;" onClick="window.location.reload()"&gt;ricaricare&lt;/a&gt; la pagina&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;');     }     });   });  &lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="art_sommario"&gt;&lt;h2 style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 14px! important; font-style: italic; font-weight: normal; line-height: 16px;"&gt;Giampaolo Pansa rilegge la "guerra civile" tra giornali. Nel 2008 Berlusconi vince le elezioni e &lt;em&gt;Repubblica&lt;/em&gt; si vendica con il caso Noemi. Incendiando il clima&lt;/h2&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="strumenti_utili"&gt;&lt;div id="strumenti_utili_bottom"&gt;&lt;div style="float: left; width: 65%;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="facebook" style="margin: 6px 0px 0px;"&gt;Sarà perché - come scriveva Balzac ­«non si esce puri dall’infernodella stam­pa », che Giampaolo Pansa ha dato alle stampe questo «libraccio da vera caro­gna » sul giornalismo italiano. Oppure sarà perché, dopo mezzo secolo passato nella categoria, ormai si è fatto un’idea chiara delle ipocrisie che scorrono sotto la palta dei titoloni. D’altronde, sempre per rimanere in metafora infernale, nel fango della palude Stigia erano puniti gli iracondi.E l’odio è decisamente il peccato favorito della stampa italiana. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo_articolo_dimensione"&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;È il livore politico e personale la linfa che tiene in vita il quarto potere. Pansa ne segue il fluire in « Carta straccia- Il potere inutile dei giornalisti italiani », terza sua fatica sul mondo dei media, edita da Rizzoli e in libreria dal 4 maggio. Parte da lontano, dalle sorgenti dell’egemonia giornalistica di area Pci, Potere Operaio e Lotta Continua a fine anni ’70. E seguendo il corso della cattiveria settaria di sinistra, approda all’ultimo triennio, al delta di quel fiume che è l’anti-berlusconismo mediatico. &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;E come in ogni foce che si rispetti, ecco tornare il fango. Quello che da mesi viaggia in tandem con Il Giornale nei monologhi di Saviano, nelle surreali denunce per stalking di Bocchino e negli anatemi della stampa progressista: la «macchina del fango» di cui saremmo spregevoli inventori. Pansa, che nel brago è stato sommerso per aver osato raccontare le ombre della Resistenza, affronta l’argomento senza manicheismi, perché mettere il dito nelle piaghe gli è sempre piaciuto. &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;Tutto prende il via tra 2008 e 2009, dopo la vittoria elettorale di Berlusconi, offesa inaccettabile che causa una furia isterica nell’opposizione. &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;Tutte le armi per deporre il Cav sono buone, e Repubblica usa l’intero arsenale nella campagna ossessiva sul caso Noemi. Intercettazioni, foto, interviste, 2.200 citazioni dell’ affaire : una nube velenosa che invade i media. E che incendia il clima fino agli odiosi e inquietanti episodi dell’attentato di Tartaglia, delle scritte contro Marchionne, del pestaggio a Capezzone, dei petardi a Bonanni, dei raid contro Schifani e Dell’Utri. &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;All’attacco del quotidiano di Ezio Mauro, che cavalca lo scandalo di «papi» Silvio anche per recuperare copie, replicano le tre testate di centrodestra, Il Giornale, Libero e Il Tempo : «Tre mosche bianche su fondo rosso, isolate nel coro imponente dei media anti berlusconiani ». Ad azione, reazione. Solo che,se l’inchiesta parte da destra, subito diventa killeraggio, dossieraggio, insulto, servilismo, chiacchiera da bar, «neogiornalismo» da ultrà. È l’«avversione rossiccia» per il lavoro altrui, quella supponenza elitaria da Migliori, unici con diritto di cittadinanza nel mondo dorato degli eroi della libertà stampata. Sono Repubblica , «quotidiano di guerriglia», e Il Fatto , «setta infuriata » capitanata da Beria-Travaglio. Sono loro a imbarbarire il clima, salvo poi urlare al crucifige per il «caso Boffo», per Pansa uno scoop che ogni direttore avrebbe pubblicato. &lt;/div&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;&lt;br /&gt;Fatto sta Il Giornale finisce nel tritacarne, messo all’indice come una Spectre di fascistoni. La furia cieca dilaga in maniera grottesca nel caso del presunto «dossier Marcegaglia », occasione in cui Bocchino conia il termine «macchina del fango»: «Chi è prigioniero di una nevrosi- e secondo Pansa l’antiberlusconismo ormai è patologico - non ragiona più». E quindi aprite le gabbie, ognuno dia fondo al peggio: credere, obbedire e combattere il Cav. E pazienza se anche giornalisti avversi al premier come Antonio Padellaro riconoscono che l’inchiesta sulla casa di Montecarlo è «eccellente ». Ogni cosa pubblicata dalle «mosche bianche» è automaticamente feccia, linciaggio, ventriloquio del Padrone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campione di queste tesi pre-fabbricate, secondo Pansa, è Repubblica , che dall’esplodere dei sexy-gate berlusconiani ha guadagnato decine di migliaia di copie. Ripetere di continuo un unico concetto, secondo Pansa, giova: «Il pensiero unico ( ma modesto) funziona ».E in questo disco rotto gorgheggiano un po’ tutti, dall’Ingegner De Benedetti, arcinemico del Cav, fino all’antipatico Gad Lerner; dai «sultani Rai» Santoro e Fazio fino a D’Alema; da Floris a Di Pietro. Tutti smaniosi di bisbigliare parole d’ordine violente alle pericolose frange lunatiche della sinistra. &lt;br /&gt;&lt;div class="testo_articolo_dimensione"&gt;&lt;div class="xtesto_notizie"&gt;Insomma, Berlusconi causerà anche imbarazzo con il suo comportamento non consono a un presidente, ma è obiettivamente vittima di una persecuzione gonfia di eccessi da parte di certi giornalisti militanti: «Hanno svenduto la loro libertà a un settarismo incontinente, prigionieri inconsapevoli della faziosità». Eppure, conclude Pansa, «lo hanno battuto come un materasso, ne hanno assassinato la figura pubblica, ma non lo hanno sconfitto». Il loro potere è «inutile », la loro carta è «straccia». E il sangue del Cav non è ancora quello dei «vinti». (il Giornale)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-337357787621726052?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/337357787621726052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=337357787621726052' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/337357787621726052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/337357787621726052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/04/il-paese-dellodio-un-libro-svela-i.html' title='Il Paese dell&apos;odio: un libro svela i segreti della macchina del fango.  Marco Zucchetti'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-8730999162844175112</id><published>2011-04-22T16:43:00.000+02:00</published><updated>2011-04-22T16:43:08.932+02:00</updated><title type='text'>Fiat Usa.  Davide Giacalone</title><content type='html'>Fiat s’avvia ad essere statunitense. E’ un bene per la Fiat ed è un bene per l’Italia, meglio ancora se dalle esperienze fatte si sapranno trarre insegnamenti. L’acquisto di un ulteriore 16% di Chrysler, di cui già possedeva il 30, con il diritto a salire di un ulteriore 5, quindi giungendo alla maggioranza assoluta e al controllo totale, segna la trasformazione di Fiat in una “fabbrica globale”, per usare le parole scelte ieri da Sergio Marchionne. Sarà più chiaro dire: statunitense. Quando una società o un marchio italiani vengono acquistati da compratori stranieri capita che taluno, dalle nostre parti, vesta il lutto. A sproposito, perché gli acquisti sono valorizzazioni e se quelle migliori non vengono fatte da capitali nostrani è segno o che non ci sono, o che chi li maneggia non è in grado di pensarne lo sviluppo, o che, infine, non crede possibile trarre maggiore ricchezza da quella determinata impresa. In tutti questi casi il mercato sposta i beni, compresi quelli immateriali, nelle mani di chi è disposto ad osare di più. Sarà il mercato, sempre lui, a stabilire se la scommessa è stata sensata. Va bene così. Va ancora meglio quando sono soggetti italiani a scommettere sulla valorizzazione di marchi e imprese altrui, così dimostrando la capacità di pensare, e osare, in termini globali. Riassumendo: se capitali stranieri comprano marchi italiani è segno che attribuiscono loro maggior valore di quanto non ne vedano i nostri connazionali; se un’impresa italiana compra marchi e fabbriche straniere è segno che il management e la proprietà contano d’essere più bravi degli altri. Evviva.&lt;br /&gt;Veniamo alle note dolenti. Per riprendere la via della competitività Fiat ha dovuto rompere tutta quanta l’imbracatura che assiste e immobilizza le imprese italiane. La disdetta del contratto metalmeccanici s’è accompagnata all’uscita da Confindustria. Minimizzata, mimetizzata, ma evidente come un elefante coperto da una margherita. Marchionne s’è rivolto direttamente ai lavoratori, scavalcando i sindacati e proponendo dei referendum. Gli operai si sono schierati con Fiat. Un segnale che solo la folle superficialità del dibattito politico italiano non ha ancora utilizzato per rivedere, nel profondo, la legislazione del lavoro e la struttura del salario. Il tutto, però, si reggeva su un delicato equilibrio: si accettano le nuove condizioni in quanto necessarie a mantenere in vita gli stabilimenti italiani. Lo scrivemmo anche a suo tempo: non è necessariamente vero. Diventando “globale”, o “amerciana”, Fiat dovrà valutare ciascun stabilimento secondo i parametri della produttività e redditività. E’ vero che il mercato italiano è, per la casa automobilistica, il più importante (come quota percentuale), ma è anche quello in maggiore crollo: la quota Fiat diminuisce più delle vendite complessive. Quindi, inutile farsi illusioni, i nodi verranno al pettine. Marchionne continua ad alzare l’asticella, quasi ansioso che qualcuno si decida a dirgli di no. Durante il referendum a Mirafiori fece di tutto per favorire il fronte del rifiuto, ma vinsero i sì. Quanto tempo ancora può durare l’equivoco?&lt;br /&gt;Secondo elemento da tenere presente: va benissimo che una società americana diventi di proprietà italiana, ma ho l’impressione che presto sarà la società italiana a divenire americana. Nel senso che sarà conveniente spostare la sede sociale oltre Atlantico, con questo facendo riferimento ad un sistema di regole che funziona meglio del nostro. E credo che sia anche necessario, perché così si troverà integrata in quel mercato dal quale ha tratto maggiori finanziamenti pubblici.&lt;br /&gt;La notizia delle azioni comprate, e di quelle opzionate, è positiva. Ciò cui prelude non è detto. O, meglio, è naturale che un’impresa vada a collocarsi dove è più conveniente, ma non è affatto bello che il resto del sistema-Italia si rassegni da essere il luogo della non competitività, dell’arretratezza giuridica, della non protezione globale e della rigidità salariale. Sono questi i punti sui quali la politica, tutta, dovrebbe riflettere. Non ha senso pensare di mettersi a fare il lavoro di Marchionne, discutendone le scelte, sarebbe più sensato provare a fare quello del legislatore e del regolatore, con l’occhio rivolto non solo agli interessi immediati, consolidati in cordate elettorali e appiccicati con il collante corporativo, ma guardando anche agli interessi collettivi di un sistema che arranca e scivola, facendo fare agli imprenditori più fatica d’altri loro colleghi e coccolando solo quelli che s’accomodano nelle rendite. Tanti auguri alla Fiat americana, purché non significhi coltivare, in casa, la rassegnazione all’italiana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-8730999162844175112?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/8730999162844175112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=8730999162844175112' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/8730999162844175112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/8730999162844175112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/04/fiat-usa-davide-giacalone.html' title='Fiat Usa.  Davide Giacalone'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-7206194360351563776</id><published>2011-04-19T18:01:00.000+02:00</published><updated>2011-04-19T18:01:35.093+02:00</updated><title type='text'>Il Colle e i magistrati.  Roberto Bianchi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2011/04/Napolitano_1.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-full wp-image-20225" height="199px" src="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2011/04/Napolitano_1.jpg" title="Napolitano_1" width="254px" /&gt;&lt;/a&gt;Personalmente non mi entusiasmano le prese di posizione che il presidente Napolitano assume con discreta regolarità. L’ultima in ordine di tempo è stata originata, sembrerebbe, dall’iniziativa privata, esageratamente audace e fuori luogo, di un cittadino milanese inquisito ed arrestato prima di essere assolto da ogni accusa: l’assoluzione non gli è bastata a ricostruire il pezzo di vita che l’uomo si è trovato a vedere disintegrata da cinquanta giorni di galera ingiustificati. Se rimangono inaccettabili le parole scritte sui manifesti, quindi, certamente alla luce della vicenda privata del suo estensore possono acquisire un significato nuovo. Un estensore comunque non anonimo che con dei manifesti firmati ha esercitato, in maniera certamente rozza, un diritto di critica costituzionalmente riconosciuto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;La riflessione del Presidente, tuttavia, non si è fermata alla solidarietà all’ordine dei magistrati, ma ha riservato qualcosa di più. Quando ha affermato: «Nelle contrapposizioni politiche ed elettorali, e in particolare nelle polemiche sull’amministrazione della giustizia, si sta toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni. Di qui il mio costante richiamo al senso della misura e della responsabilità da parte di tutti», appare evidente a chiunque come l’obbiettivo della sua reprimenda siano le parole che il Presidente del Consiglio ha recentemente riservato ad &lt;em&gt;una parte&lt;/em&gt; della magistratura.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Evidentemente uno scatto di sensibilità finora sopito. Mi chiedo, infatti, come mai il Presidente così attento nella difesa della magistratura che è un ordine dello Stato non sia stato altrettanto sensibile verso il Presidente del Consiglio, che dello Stato è la quarta carica.&amp;nbsp;Come Presidente del Csm avrebbe potuto dire qualcosa sulle garanzie da riservare a qualsiasi indagato (anche a Silvio Berlusconi), sulla liceità delle intercettazioni telefoniche non autorizzate (anche se si è tentato di scavalcare abilmente la norma sostenendo che si stessero intercettando le persone con cui l’on. Berlusconi chiacchierava al telefono e non lo stesso B.), sulla barbarie di atti d’indagine sbandierati di qua e di là, messi addirittura in rete per chi magari li avesse persi sulla stampa.&amp;nbsp;Su quel tema il silenzio è stato totale , così come sul tema della carcerazione preventiva, una barbarie indegna di uno Stato civile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Invece, in questa circostanza, le parole ci sono state e ciò che ne emerge indiscutibilmente è un rilievo&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;al solo&lt;/em&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;Silvio Berlusconi: almeno in teoria, infatti, le “contrapposizioni elettorali” non dovrebbero riguardare i magistrati. Non dovrebbero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Allora è forse legittimo pensare che la presa di posizione del presidente Napolitano, in presenza di quelle “contrapposizioni elettorali” di cui sopra, possano essere interpretate come una presa di posizione su un attore di quelle “contrapposizioni elettorali”. Non so se questa possa essere una prassi del tutto corretta. (the Front Page)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-7206194360351563776?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/7206194360351563776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=7206194360351563776' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7206194360351563776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7206194360351563776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/04/il-colle-e-i-magistrati-roberto-bianchi.html' title='Il Colle e i magistrati.  Roberto Bianchi'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-9100062699532988695</id><published>2011-04-19T10:32:00.000+02:00</published><updated>2011-04-19T10:32:16.780+02:00</updated><title type='text'>I ragazzi italiani. Dario Di Vico</title><content type='html'>C'è un nesso tra la rivalutazione del lavoro manuale e l'uscita dalla crisi? Penso di sì e proprio per questo motivo la riapertura di una discussione pubblica sulla (mancata) propensione dei giovani a misurarsi con la manualità ha senso. Di trimestre in trimestre, quando affluiscono i dati sulle esportazioni italiane si ha la netta sensazione che il modello di specializzazione dell'industria italiana abbia retto alla Grande Crisi. Non è poco e l'esito era tutt'altro che scontato, il pensiero corrente sosteneva che il manifatturiero avrebbe pagato alla recessione un tributo decisamente maggiore. Invece riusciamo a reggere e, checché ne dicano le improvvisate analisi dell'Economist, i nostri distretti hanno ripreso a vendere sia sui mercati tradizionali (Europa e Usa) sia su quelli emergenti, Cina in primis. &lt;br /&gt;Ce la stanno facendo un po' tutti, non solo gli straordinari vini delle Langhe, del Roero e del Monferrato ma stanno reagendo anche distretti come quello dei casalinghi di Lumezzane, per i quali era stato già intonato il de profundis. Per dirla con uno slogan le nostre piccole e medie imprese si stanno ri-specializzando, stanno innovando in corsa e per farlo contaminano la cultura manifatturiera con quella dei servizi. Questo processo di modernizzazione richiede tanto lavoro, flessibile e allo stesso tempo creativo. C'è bisogno di sarti, falegnami, maestri vetrai, progettisti, manutentori. E per ciascuna di queste specializzazioni c'è bisogno del contributo di giovani che siano «nativi digitali» e aiutino i loro padri ad allungare le reti di impresa.&lt;br /&gt;Non è vero, dunque, che tutto il lavoro nell'epoca della globalizzazione sia debole, anzi. Il made in Italy richiede una fusione tra vecchie e nuove professionalità ed esalta quindi il potere negoziale del tecnico-artigiano. Chi ha girato Milano in questi giorni del Salone del Mobile non farà fatica a capire di cosa stiamo parlando. La domanda e i dubbi, caso mai, riguardano il sistema formativo. Dai territori periodicamente arrivano notizie contraddittorie: troppi istituti tecnici legati ai distretti industriali soffrono di una crisi di vocazioni e questo avviene a Gallarate per l'aeronautica come a Manzano per la lavorazione del legno. Le scuole tecniche sono alla base del miracolo tedesco e da noi invece sono lasciate a se stesse. Non è un caso che i cinesi spingano per iscriversi in queste stesse scuole perché hanno voglia e fretta di apprendere il meglio della cultura manifatturiera italiana.&lt;br /&gt;Però se vogliamo davvero riorientare le scelte dei nostri ragazzi non possiamo fare della retorica a buon mercato. È giusto che il governo, e più in generale la politica, su una materia come questa parlino chiaro alla società, ma allora si devono impegnare a fondo. Non si può solo deprecare la mancata virtù dei giovani, bisogna persuadere. In primo luogo le famiglie, le stesse che perpetuano una tendenza nociva alla licealizzazione e al successivo conseguimento di lauree deboli. Non è più tempo per poter sbagliare, l'orientamento scolastico deve far parte di un'efficace azione di governo. Poi bisogna parlare ai ragazzi e spiegare loro che una scelta giusta non solo va a vantaggio dell'inserimento nel mondo del lavoro ma contribuisce a rafforzare la loro personalità. Ad evitare quella «corrosione del carattere» dovuta al precariato, magistralmente descritta già dieci anni fa da Richard Sennett.&lt;br /&gt;Per spiegare tutto ciò arruoliamo pure i testimonial più trendy. È un'ottima causa. (Corriere dellaSera)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-9100062699532988695?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/9100062699532988695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=9100062699532988695' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/9100062699532988695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/9100062699532988695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/04/i-ragazzi-italiani-dario-di-vico.html' title='I ragazzi italiani. Dario Di Vico'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-7878359727709782853</id><published>2011-04-18T17:32:00.000+02:00</published><updated>2011-04-18T17:32:44.190+02:00</updated><title type='text'>A.A.A. Cercasi un po' di realtà nell'informazione.  Marcello Veneziani</title><content type='html'>La verità non conta niente. La vera tra­gedia dell’informazione è questa, ri­spondo a Luca dopo un dibattito sul te­ma con Gad Lerner a Lugano. Dico l’in­formazione ma vale anche altrove, dalla politica alla vita. Però l’informazione è la casa dei fatti, è la vetrina della realtà. E invece. Se sparano a un ragazzo di destra il coro della stampa minimizza dicendo: se l’è cercata, è una faida interna; questo potrebbe dirsi con crudele verità per il fiancheggiatore di Hamas ucciso, ma guai a dirlo. Se chiamano tiranno Berlu­sconi è un diritto, se chiamano brigatisti i giudici è un delitto. Se fanno campagne su di lui è giornalismo d’inchiesta, se le fanno su Fini è macchina del fango. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se preferisci i concittadini agli immigrati sei razzista, se dici che chi non la pensa come te sono gli italiani peggiori, sei illu­minato. Se Eco o Moretti fanno aborti, Galimberti o Augias plagiano, Benigni o Saviano dicono banalità, sono portati in trionfo; invece è condannato a morte ci­vile chi pensa diversamente, tra silenzio e disprezzo; e se protesta è accusato dai Lerner, ma anche dai Battista, di «vittimi­smo narcisistico ». Crepa, e non ti lamen­tare. Non conta ciò che è vero e ciò che è fal­so, ciò che è giusto o ingiusto. Non conta­no i meriti e i fatti, non conta il valore o la capacità. Conta da che parte stai, con chi stai, a chi puoi nuocere o giovare. Conta­no le collocazioni, le appartenenze. Eroi di cartapesta vengono innalzati sugli al­tari. C’è chi passa per morto già da vivo e chi passa per vivo pur non essendo mai nato. Non c’è rapporto tra persone, fatti e verità. Certo, la stampa non è la Verità (Pravda), ma se non ha passione di verità degrada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si tratta dei fatti superati dalle opinioni, anzi sopraffatti; peggio, si tratta della scomparsa della realtà, più l’incapacità di distinguere tra valori e di­svalori. Disonestà intellettuale. Si rove­scia la realtà e il suo giudizio: atti d’odio passano per atti d’amore e viceversa, schiavitù passano per libertà e viceversa, menzogne passano per etica e viceversa. Non c’è corrispondenza tra parole e co­se, tra la vita e la sua rappresentazione. Omicidi col silenziatore. I delitti dell'in­formazione. (il Giornale)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-7878359727709782853?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/7878359727709782853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=7878359727709782853' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7878359727709782853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7878359727709782853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/04/aaa-cercasi-un-po-di-realta.html' title='A.A.A. Cercasi un po&apos; di realtà nell&apos;informazione.  Marcello Veneziani'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-2878312387344319887</id><published>2011-04-18T17:12:00.000+02:00</published><updated>2011-04-18T17:12:23.862+02:00</updated><title type='text'>Hamas però l'ha voluto morto.  Christian Rocca</title><content type='html'>Non ho scritto una riga su Vittorio Arrigoni, il militante italiano pro-Hamas ucciso a Gaza. Tantomeno su sua madre Egidia Beretta, sindaco di sinistra di Bulciago. Di fronte alla morte la cosa migliore è stare zitti. Egidia Beretta, come i genitori di Carlo Giuliani e di tutti quelli che hanno perso un figlio, per me può dire tutto quello che vuole e tutto quello che dice è comunque giustificato dal dolore per la scomparsa del figlio. &lt;br /&gt;Mi permetto soltanto di far notare una cosa, visto che Egidia Beretta è anche un rappresentante politico. Egidia Beretta non vuole che il cadavere di suo figlio, ucciso da due miliziani di Hamas,&amp;nbsp; passi per Israele: «Gli israeliani non lo hanno mai avuto in simpatia, lo hanno sempre considerato un soggetto pericoloso e lo avevano anche arrestato e malmenato – ha detto al Corriere oggi – Chi non l'ha mai voluto mio figlio da vivo, non l'avrà neanche da morto». &lt;br /&gt;Sarà anche vero che gli israeliani non hanno mai voluto Arrigoni da vivo. Ma prima o poi Egidia Beretta si dovrà rendere conto che quegli altri l'hanno voluto morto. (Camilloblog)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-2878312387344319887?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/2878312387344319887/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=2878312387344319887' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2878312387344319887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2878312387344319887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/04/hamas-pero-lha-voluto-morto-christian.html' title='Hamas però l&apos;ha voluto morto.  Christian Rocca'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-2066475209956188611</id><published>2011-04-14T15:50:00.000+02:00</published><updated>2011-04-14T15:50:47.503+02:00</updated><title type='text'>Di Pietro: soldi e manfrine.  Filippo Facci</title><content type='html'>Che scandalo terribile, l'ex tesoriere Ds Ugo Sposetti ha proposto una nuova legge sul finanziamento pubblico dei partiti già firmata da 58 parlamentari bipartisan: questa legge prevede anche dei rimborsi spese per le consultazioni elettorali &amp;amp; referendarie nonché un finanziamento statale per le fondazioni politico-culturali, e potrebbe fruttare ai partiti almeno 185 milioni di euro. Che scandalo terribile, appunto: nel Pd è il panico e si parla di sconfessare l'idea (troppo vicina alle amministrative, pericolo boomerang) e molti dei 58 firmatari si stanno sfilando, in primis l'imbarazzatissimo Augusto Di Stanislao dell'Italia dei Valori che ha dato la colpa al solito equivoco: «È stata una leggerezza della mia segreteria che ha ritenuto erroneamente di dare la mia adesione, la mia firma è stata già ritirata anche perché il mio partito non condivide assolutamente i principi di questa proposta». E questo ha ripetuto Silvana Mura, ventriloqua di Antonio Di Pietro sulle cose economiche: «Se si deve mettere mano ai costi della politica lo si deve fare per tagliarli, non certo per aumentarli. L'Italia dei Valori si è sempre battuta contro i costi della politica, non potrà mai dirsi favorevole ad una simile legge, anzi». Sicuri sicuri? No, perché ogni volta è sempre la stessa storia: Di Pietro, da almeno un decennio, si batte ufficialmente contro i soldi alla politica - anche quelli regolari - e poi ufficiosamente li incassa: e con quale determinazione. Quando battezzò la prima versione dell'Italia dei Valori, il 20 marzo 1998, il primo cavallo di battaglia lo montò al galoppo: in Senato si stava proprio discutendo una nuova legge sul famigerato finanziamento pubblico ai partiti, materia sua. Prese la parola, e fu drammatico. Disse: «Voglio protestare contro questa legge che è un'ipocrisia contro tutti, contro i cittadini, contro gli elettori e contro l'erario... Il contribuente ha già detto che non vuole aderire al finanziamento pubblico dei partiti... Ve ne siete infischiati... È tutto solo un'ipocrisia, e io non voterò contro questo provvedimento ipocrita». Ipocrita. Una settimana dopo Antonio Di Pietro incassò senza problemi 164 milioni e 348.215 lire per le spese elettorali sostenute nel Mugello, dove era stato eletto in quota Pds per disgraziata idea di Massimo D'Alema. Dopodiché fondò immediatamente il gruppo «Ulivo alleanza per il governo» così da avanzare formale richiesta di quello stesso finanziamento pubblico contro il quale si era svenato in Senato: altri 230 milioni che entravano in saccoccia mentre rilasciava interviste contro l'ipocrisia dei partiti. E questo è solo un esempio. Quello stesso anno, sempre nel 1998, precisamente il 26 maggio, la procura di Brescia gli notificò una richiesta di rinvio a giudizio per concorso in corruzione in atti giudiziari (vicenda Pacini Battaglia: seguirà un non luogo a procedere) e lui rilasciò un'intervista a Giuseppe D'Avanzo che ai tempi scriveva sul Corriere della Sera: «Berlusconi ha cercato di avermi dalla sua parte. Quando ho visto da che parte stava lui, ho preferito scegliere la strada opposta... Sa quando l'ho capito? Quando sono intervenuto al Senato contro il finanziamento pubblico dei partiti». Legge che, per inciso, era stata votata da un governo di sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un paio d'anni dopo Di Pietro rifondò da capo l'Italia di Valori: e la sua «società personale», come la definì Marco Pannella, fece uno statuto con soli tre soci (quasi come oggi) e la prima battaglia politica fu subito sui soldi: minacciò ingiunzioni al gruppo dei Democratici - dai quali si era distaccato, meglio: fu cacciato - e fece fuoco e fiamme per la parte di finanziamento pubblico che reputava spettargli: dopo un po' di tira e molla trovarono un accordo. La seconda battaglia, il 25 ottobre, chiedeva formalmente ad Arturo Parisi la restituzione di 20 scrivanie, 16 armadi, 63 ripiani, 9 attaccapanni, 94 sedie, 7 poltrone, un divano, 21 telefoni, 2 computer e una fotocopiatrice. Di lì in poi a gestire l'intero finanziamento pubblico del partito saranno i coniugi Di Pietro più Silvana Mura: rimborsi per 250mila euro nel 2001, 2 milioni nel 2002, e poi 400mila euro ogni anno dal 2001 al 2005, più 10.726.000 euro nel 2006. Eccetera. Tutti soldi che, poveretto, Di Pietro è stato costretto a prendere. (Libero)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-2066475209956188611?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/2066475209956188611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=2066475209956188611' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2066475209956188611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2066475209956188611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/04/di-pietro-soldi-e-manfrine-filippo.html' title='Di Pietro: soldi e manfrine.  Filippo Facci'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-7229639915754543937</id><published>2011-04-14T15:27:00.000+02:00</published><updated>2011-04-14T15:27:49.456+02:00</updated><title type='text'>"Nessun effetto sul caso Mills e la sinistra specula sulle disgrazie".    Intervista a Maurizio Paniz di Filippo Benedetti Valentini</title><content type='html'>L’approvazione del processo breve alla Camera è il segno della stabilità politica della maggioranza. Silvio Berlusconi, infatti, non ha nascosto la sua soddisfazione. E non l’ha nascosta neanche l’Onorevole Maurizio Paniz che è stato il relatore del testo di legge: "Il risultato è stato addirittura oltre le aspettative, infatti abbiamo incassato anche un certo numero di voti da parte di franchi tiratori della sinistra". Tuttavia il provvedimento, sia fuori che dentro il Parlamento, ha suscitato molte polemiche. In modo quasi unanime, il centrosinistra ha accusato il governo di voler garantire l’impunità al premier mettendo a repentaglio procedimenti in corso come quelli riguardanti i disastri di Viareggio e L’Aquila. &lt;div class="field-item odd"&gt;&lt;b&gt;Onorevole Paniz, è così?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Tutto falso, sono speculazioni sulle disgrazie. Per quanto riguarda quegli avvenimenti, stiamo parlando di reati che non sono toccati dalla norma sul cosiddetto processo breve. Uno su tutti è il reato di omicidio plurimo, per il quale è prevista una prescrizione di 30 anni. Io non posso pensare che lo Stato, nell’arco di trent’anni, non riesca a decidere se una persona è colpevole o innocente e a dare il giusto risarcimento se qualcuno ne ha diritto.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quali saranno gli effetti del provvedimento sul processo Mills?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nessun effetto, perché è praticamente già prescritto. Non c’è alcuna possibilità che questo processo arrivi al risultato finale prima del 12 gennaio 2012, giorno in cui andrà comunque in prescrizione. Sfido chiunque a pensare che da oggi a quel giorno si possa arrivare fino al terzo grado di giudizio. Non arriverà nemmeno la sentenza di primo grado, posto che l’originario processo Mills, in primo grado, è durato due anni e devono essere ancora ascoltati molti testi e fatte rogatorie internazionali. E’ impensabile pensare che la sentenza arrivi prima del 12 gennaio prossimo.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Per molti il termine prescrizione è sinonimo di impunità. Dal punto di vista giuridico qual è la funzione di questo istituto? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Rappresenta il limite nel quale lo Stato considera di poter intervenire per decidere se una persona deve essere punita. Trascorso un certo periodo di tempo, nella maggior parte dei paesi civili, lo Stato si ferma: è una garanzia di certezza dell’azione giudiziaria e del rispetto nei confronti del cittadino.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Nel testo di legge c’è un emendamento con il quale lei intende porre una distinzione giuridica fra incensurati e recidivi. Secondo alcuni è un emendamento mirato ad accorciare i tempi di prescrizione per gli incensurati.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Mi è sembrato, piuttosto, un atto di giustizia e di civiltà nei confronti dei cittadini. In questo momento, in merito ai tempi di prescrizione aggiuntiva, esistono tre categorie di persone: ‘incensurati e recidivi’, ‘recidivi infraquinquennali’ e ‘delinquenti abituali’. Per ciascuna di queste categorie è previsto un aumento del termine di prescrizione, nella misura di 1/4 per la prima categoria, 1/2 per la seconda e 2/3 per l’ultima categoria. Io penso che non sia giustificato tenere nella stessa categoria incensurati e recidivi perché hanno una diversa prognosi delinquenziale.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Per differenziare le due categorie non poteva allungare i tempi della prescrizione per i recidivi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Dovendo rispettare la proporzione che finora è stata ritenuta legittima dalla Corte costituzionale, avrei dovuto allungare la prescrizione per tutte le categorie, legittimando un aumento della durata di alcuni processi fino a 40 anni. Le pare possibile che, in uno Stato democratico, un legislatore possa fare una cosa del genere? &amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ieri il Corriere della Sera ha affermato che la giustizia italiana sta vivendo un’incongruenza: da un lato si tenta di velocizzarla “tagliando” i processi, dall’altro si è incapaci di snellire un sistema carico di diritto, di fattispecie di reato e di tribunali. Approvato il processo breve da dove si dovrebbe ripartire?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Sono favorevole a intervenire sulle circoscrizioni giudiziarie, sulla distribuzione dei magistrati e all’eliminazione di alcune ipotesi di reato. Potremmo disperdere certamente meno risorse. Ma il prossimo passo è l’intervento sulla modifica della Costituzione annunciata dal ministro Alfano. (l'Occidentale)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-7229639915754543937?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/7229639915754543937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=7229639915754543937' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7229639915754543937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/7229639915754543937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/04/nessun-effetto-sul-caso-mills-e-la.html' title='&quot;Nessun effetto sul caso Mills e la sinistra specula sulle disgrazie&quot;.    Intervista a Maurizio Paniz di Filippo Benedetti Valentini'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-4318526337729180148</id><published>2011-04-13T17:40:00.000+02:00</published><updated>2011-04-13T17:40:03.748+02:00</updated><title type='text'>Porocan.  Eugenio Benetazzo</title><content type='html'>Il Sig. Francesco è un pensionato di Vicenza che ha visto crollare del 30% il valore dell’appartamento residenziale che aveva acquistato con la liquidazione mettendolo tosto in affitto al fine di integrare la sua modesta pensione. &lt;strong&gt;Investire la liquidazione&lt;/strong&gt; in obbligazioni o in titoli di stato ? Dopo Argentina e Parmalat, meglio un decoroso appartamento residenziale in Viale S. Lazzaro in prossimità del centro storico della città del Palladio, almeno affitto e controvalore dell’investimento sono sicuri e garantiti. I suoi sogni di &lt;strong&gt;serenità finanziaria&lt;/strong&gt; sono ben presto svaniti dopo la trasformazione che ha subito il quartiere in pochi anni diventando un ghetto multietnico di nigeriani, marocchini, rumeni e cinesi, senza dimenticare una serie di servizi accessori (prima inesistenti) che &lt;strong&gt;arricchiscono notevolmente&lt;/strong&gt; l’appeal del quartiere: prostituzione e spaccio di droga lungo ed in largo le strade e gli appartamenti.&amp;nbsp; Risultato ? Gli italiani hanno iniziato a svendere uno con l’altro le abitazioni con una gara al ribasso degna di un crollo di borsa. Adesso il Sig. Francesco si trova con un &lt;strong&gt;immobile deprezzato&lt;/strong&gt; e non ci pensa proprio ad affittare ad extracomunitari (viste oltretutte le problematiche di riscossione in caso di inquilini morosi nel pagamento dei canoni).&amp;nbsp;Destino beffardo ! Proprio lui che per decenni ha votato prima la sinistra e dopo il centro sinistra, appoggiando con etica cristiana i &lt;strong&gt;processi di integrazione&lt;/strong&gt; a favore di etnie extracomunitarie. Porocan (in dialetto veneto significa poveretto) ! Pensare che ora è il primo nella fila a denigrare quelle scellerate e libertine politiche immigratorie senza alcun vincolo meritocratico.&lt;br /&gt;In questi giorni i media nazionali continuano a concentrasi sugli &lt;strong&gt;sbarchi dei clandestini&lt;/strong&gt; (e non migranti, non capisco perché in pochi giorni è stata cambiata anche la loro definizione) e su cosa deve o dovrebbe fare l’Unione Europea per aiutarci a risolvere questa situazione di emergenza. Nessuno tuttavia si è mai soffermato a raccontarci i &lt;strong&gt;fenomenali benefici economici&lt;/strong&gt; che abbiamo ottenuto dall’immigrazione extracomunitaria.&amp;nbsp;Sicuramente qualcuno che legge mi darà ora del razzista o del leghista, non me ne preoccupo il suo lamento rappresenta una voce statisticamente poco rilevante, infatti dagli ultimi sondaggi ormai oltre l’80% degli italiani è unanime nel pensiero: basta con gli extracomunitari ! &lt;br /&gt;Ce ne accorgiamo tutti a distanza di tempo: ci avevano promesso che sarebbero entrati tecnici specializzati, architetti, docenti, ricercatori e professionisti qualificati, invece ci troviamo con manovali generici, camerieri che parlano a mala pena l’italiano, badanti, prostitute e spacciatori. Persino il primo ministro inglese, &lt;strong&gt;David Cameron&lt;/strong&gt; (forse il migliore primo ministro del pianeta al momento) ha sentenziato di recente la fine ed il fallimento del multiculturalismo. Questo non è razzismo, ma &lt;strong&gt;semplicemente buon senso&lt;/strong&gt;, quello che avremmo dovuto avere tempo addietro clonando le politiche di immigrazione più severe al mondo come quella svizzera ed australiana.&lt;br /&gt;Gli extracomunitari sono responsabili di &lt;strong&gt;rimesse verso l’estero&lt;/strong&gt; dal nostro paese per miliardi e miliardi di euro (stima ufficiale tra i sei e sette miliardi ogni anno), hanno provocato ed indotto un abbassamento dei livelli medi salariali delle maestranze operaie italiane, hanno prodotto fenomeni di microcriminalità ove prima non vi era, hanno causato la decadenza e rallentamento dei programmi scolastici nelle scuole dell’obbligo (a causa della presenza di bambini e ragazzi che non sanno parlare e scrivere perfettamente la lingua italiana), hanno portato alla &lt;strong&gt;ghettizzazione dei quartieri residenziali: &lt;/strong&gt;ovunque nel mondo ci si rende conto di questo, persino nei paesi scandinavi (con la Svezia in pole position) in cui la popolazione si è sempre dimostrata molto disponibile al diverso.&lt;br /&gt;Tuttavia fin tanto che avremo ancora una minoranza della popolazione costituita da finti perbenisti (o dai loro figli che girano in Porsche, con vestiti firmati tipo Prada e Jeckerson) che &lt;strong&gt;rinnegano scioccamente&lt;/strong&gt; quanto sopra, i prossimi “porocan” saranno tutti gli altri italiani, i quali a distanza di una dozzina d'anni si chiederanno di come sia stato possibile &lt;strong&gt;lasciar degradare il paese verso il basso&lt;/strong&gt; senza opporre alcuna sensata resistenza. A quel punto aspettatevi anche un peggioramento del quadro macroeconomico per l’intero paese, ricordo ancora per chi non lo sapesse che la causa del &lt;strong&gt;collasso dei mutui subprime&lt;/strong&gt; in USA è stata una scellerata politica di immigrazione affiancata da una fuorviante politica di &lt;a href="http://www.eugeniobenetazzo.com/razza_che_ramazza.htm" target="_blank"&gt;assistenza finanziaria&lt;/a&gt; con sussidi di stato alle classe sociali più deboli (fatalità proprio quelle immigrate). Chi è causa del suo male, pianga se stesso. (ariannaeditrice.it)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-4318526337729180148?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/4318526337729180148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=4318526337729180148' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4318526337729180148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/4318526337729180148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/04/porocan-eugenio-benetazzo.html' title='Porocan.  Eugenio Benetazzo'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-2412167126340801957</id><published>2011-04-12T11:58:00.000+02:00</published><updated>2011-04-12T11:58:37.330+02:00</updated><title type='text'>Ancora sulle intercettazioni. Nicola Porro</title><content type='html'>Alcuni affascinati da Travaglio continuano a pensare che la pubblicazione delle intercettazioni del Cav siano perfettamente legali. Ovviamente non è così. Vi riporto alcune frasi dell’ intervista fatta dal Giornale a Boato (che fece la legge), non esattamente un berlusconiano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Marco Boato ride, poi spiega: «Peggio la pezza del buco. E così la dichiarazione del Procuratore di Milano, Bruti Liberati: dice che sulle intercettazioni indirette di Berlusconi è stata rispettata rigorosamente la legge Boato. Mi sembra un escamotage mal riuscito per coprire un errore clamoroso». Perché invece, secondo la legge del 2003 che prende il suo nome… “…è pacifico che non dovevano essere inserite nel fascicolo del processo Ruby intercettazioni che riguardano un parlamentare, il premier, che è imputato nel processo, senza aver ottenuto l’autorizzazione della Camera». Il Procuratore dice che non saranno utilizzate come prove contro Berlusconi, ma nel processo contro Minetti, Fede e Mora. «E allora perché sono agli atti del processo stralciato contro il premier? Non riesco a capire come queste trascrizione possano essere legittimamente depositate nel fascicolo. Non ci dovevano essere. La spiegazione della Procura mi sembra paradossale: una copertura giuridica per un probabile errore materiale. Non di cancellieri o poliziotti, ma dei pm che ne avevano la responsabilità». Solo un errore? «Credo che non ci sia un reato, ma una palese illegittimità sì. Non penso al dolo anche perché per la Procura questo è un boomerang. Se c’è sputtanamento per il premier, c’è ancor di più per i pm. Una castroneria così fa perdere credibilità. Inutile che adesso dicano di aver fatto tutto con rigore, scrupolo e pieno rispetto della legalità». Che cosa non la convince in particolare? «Se le quattro conversazioni con Berlusconi pubblicate dalla stampa non dovevano essere utilizzate come fonte di prova contro Berlusconi, perché sono rimaste agli atti, mentre moltissime altre sono state eliminate su ordine di Bruti Liberati? Non c’è nessuna spiegazione logica». E la sentenza della Corte costituzionale che nel 2007 stabili che le conversazioni indirette possono essere utilizzate contro terzi? «La sentenza modificò l’articolo 6, che impone al gip di richiedere l’autorizzazione parlamentare per utilizzare le intercettazioni come prova contro il parlamentare, mentre non serve contro i terzi. E allora le conversazioni semmai dovevano stare nel fascicolo che riguarda gli altri imputati, non Berlusconi». Che conseguenze può avere quello che è successo? «Lo stesso articolo 6 parla della inutilizzabilità degli atti in questione. Forse, in futuro si potrebbero prevedere sanzioni più dure». Ma non paga nessuno per questa illegittimità? «Come ho detto, non credo ci sia stato dolo da parte dei pm. Ma potrebbe arrivare una denuncia da parte dei legali del premier. O un esposto disciplinare al ministro o al Procuratore generale della Cassazione. Mi sembrano però ipotesi poco probabili e l’inchiesta non viene inficiata da un fatto del genere. Quello che si può fare è solo una denuncia pubblica»&lt;/em&gt;. (zuppa di porro)&lt;br /&gt;&lt;div style="display: none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-2412167126340801957?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/2412167126340801957/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=2412167126340801957' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2412167126340801957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/2412167126340801957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/04/ancora-sulle-intercettazioni-nicola.html' title='Ancora sulle intercettazioni. Nicola Porro'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-185427535786559376</id><published>2011-04-11T11:50:00.001+02:00</published><updated>2011-04-11T11:52:25.103+02:00</updated><title type='text'>Giudizio scaduto.  Davide Giacalone</title><content type='html'>Se passa il processo breve, e con quello l’emendamento che accorcia la prescrizione per gli incensurati, urlano quanti non sanno quel che dicono, migliaia di processi saranno affogati nell’estinzione, per decorrenza dei termini. Impressionante, vero? Peccato che questo accada quotidianamente, ma nessuno ci fa caso e a nessuno importa. Ogni tanto arrivano all’onore delle cronache procedimenti specifici, dotati di richiamo mediatico, come quello Parmalat. Ma, anche in questo caso, si deve saper leggere: il prossimo 18 aprile ci sarà la prima sentenza contro i banchieri che, secondo l’accusa, sono responsabili d’aggiotaggio, reato che si prescrive in sette anni e mezzo. Ciò significa che non esiste una sola possibilità al mondo che questi signori, qualora colpevoli, siano effettivamente condannati. Al più si potrà leggere la sentenza di primo grado, che, però, non ha alcun valore, non serve a niente e non determina alcuna conseguenza. Il tutto senza che la prescrizione breve sia ancora stata votata, a legislazione vigente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i risparmiatori che investirono in Parmalat, e che attendono l’accertamento di responsabilità per poi puntare al risarcimento, per quanti, insomma, non hanno firmato accordi transattivi (arrendendosi) nel frattempo, inizierà una nuova beffa: estinguendosi, con il procedimento penale si estinguono anche le parti lese, che saranno indirizzate al procedimento civile, dove, come nel gioco dell’oca, si torna alla casella di partenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo non è un caso limite, è un caso normalissimo, nel nostro inferno giudiziario. Ed è l’ennesima dimostrazione che la lentezza della giustizia è una condanna per i deboli, per le vittime, per chi ha ragione, mentre una gran pacchia per colpevoli e profittatori. E non basta, perché è anche un costo, non solo in termini d’inefficienza, ma direttamente per i quattrini scuciti sotto forma di risarcimenti: dal 2002 al 2008 quasi 119 milioni, con una crescita geometrica, che promette di arrivare alle stelle, se non si pone rimedio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E veniamo ai rimedi. Finché la giustizia sarà un campo occupato dalle tifoserie, dal corporativismo e dal dilettantismo, il rimedio non ci sarà. Continueremo a peggiorare. Se a questa corrida si riuscisse a porre un freno, le cose non sarebbero poi così difficili: rispetto rigoroso dei termini previsti dai codici, amministrazione manageriale dei tribunali, chiusura di quelli piccoli (che rallentano tutto con il proliferare delle incompatibilità) e digitalizzazione dei fascicoli e delle procedure. Basterebbe per guadagnare anni, e si potrebbe fare in meno di uno. Ma sarà difficile mettersi seriamente al lavoro finché la scena sarà occupata da chi scambia il processo troncato con quello abbreviato e chi minaccia sfaceli ipotetici ignorando quelli reali. La prescrizione breve, tanto per capirci, non è la prima esigenza che la giustizia italiana sente, e neanche la seconda. Ma cambia i tempi massimi solo di pochi mesi, mentre, come Parmalat dimostra, la lentezza accumula lustri di ritardo, cancellando processi e sprecando soldi pubblici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tragica verità è che la maggioranza di centro destra continua a dimostrare una già comprovata incapacità legislativa, mentre l’opposizione di sinistra vive e pensa solo ed esclusivamente in funzione dei processi a Silvio Berlusconi, nella non celata speranza che siano i tribunali ad abbattere colui il quale non riescono a battere. Gli uni e gli altri sembrano vivere fuori dalla realtà, avvalorando la diffusa convinzione che la politica ne sia la parte meno bella. Fa rabbia, è ingiusto, ma è quel che oggi passa il convento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-185427535786559376?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/185427535786559376/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=185427535786559376' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/185427535786559376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/185427535786559376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/04/giudizio-scaduto-davide-giacalone.html' title='Giudizio scaduto.  Davide Giacalone'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-6789799892585495839</id><published>2011-04-08T12:21:00.000+02:00</published><updated>2011-04-08T12:21:47.960+02:00</updated><title type='text'>Casa di Lampedusa, e ora baci a tutti dal vostro immobiliarista di fiducia.  Giuliano Ferrara</title><content type='html'>&lt;em&gt;Al direttore - Questa storia della casa di Lampedusa acquistata e non acquistata da Berlusconi mi sembra un bel pasticcio. Vorrei capire se Mieli ha avuto ragione nell’affermare in tv che il premier ha detto una bugia, perché la casa non l’ha comprata.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Vincenzo Vicedomini, Salerno &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img align="left" alt="" class="foto" hspace="4" src="http://www.ilfoglio.it/media/uploads/villa+duepalme+lampedusa.jpg" style="height: 174px; width: 232px;" vspace="4" /&gt;Ieri mi era sembrato che Paolo Mieli avesse scambiato un pasticcio per una bugia, e che avrebbe dovuto essere più cauto e contegnoso, oggi dovevo ritrattare e scusarmi, visto che pasticcio e bugia sembravano tenersi la mano, e la responsabilità sembrava da attribuire a Silvio Berlusconi, che contegnoso non è stato. Poi &lt;a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/8420"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;sono arrivati atti di preliminare d’acquisto e tre assegni per la caparra&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, firmati addirittura dal presidente del cda della Foglio edizioni Giuseppe Spinelli, lo stupendo funzionario della Regina, intendo la nostra partner al 38 per cento Veronica Lario, che in caso di disavanzo di bilancio dovrebbe farci, come dire?, il pieno di benzina. Mi sento miracolato da tanta documentazione. Se poi la casa resterà ai proprietari, il Cav. dovrà comprarsi una casetta in Canadà, tutta piena di fiori di lillà. O altra capanna in Lampedusa. Baci a tutti dal vostro immobiliarista di fiducia. (il Foglio)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-6789799892585495839?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/feeds/6789799892585495839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6196867705041810298&amp;postID=6789799892585495839' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6789799892585495839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6196867705041810298/posts/default/6789799892585495839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2011/04/casa-di-lampedusa-e-ora-baci-tutti-dal.html' title='Casa di Lampedusa, e ora baci a tutti dal vostro immobiliarista di fiducia.  Giuliano Ferrara'/><author><name>maurom</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03124153074550711514</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-61968677050
